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CHIOMONTE. ‘Preoccupazioni per No Tav’, estesa zona rossa Val Susa

Ancora una volta la campagna estiva dei No Tav in Valle di Susa viene valutata con “preoccupazione” dalle autorità di polizia. E la prefettura di Torino gioca la sua carta allargando ulteriormente la ‘zona rossa’ intorno al cantiere di Chiomonte: una fascia di rispetto tra boschi, prati, sentieri e strade carrozzabili in cui sarà vietato mettere piede. Tutto per scongiurare incursioni, attacchi o “azioni provocatorie” (la definizione è della questura) verso le forze dell’ordine impegnate nel presidio del perimetro. Ma la protesta è immediata. In ambienti No Tav circola una mappa che, alla luce delle indicazioni contenute nell’ordinanza prefettizia del 17 luglio, mostra come l’area off limit copra quasi interamente l’abitato di Chiomonte e una buona parte del paese di Giaglione. “Per chi risiede in queste zone – tuona Francesca Frediani, valsusina, capogruppo M5S al consiglio regionale del Piemonte – è una specie di condanna agli arresti domiciliari. Non potranno uscire di casa per la sola colpa di abitare a pochi passi dal cantiere. Significa calpestare diritti fondamentali dei cittadini”. In Valle di Susa sanno che l’ormai lunghissima partita contro la nuova ferrovia Torino-Lione è entrata nella fase decisiva. Il 26 luglio scade il termine entro il quale il governo italiano deve chiarire la propria posizione all’Unione Europea. E le ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio non sono state esattamente rassicuranti per gli oppositori del supertreno (“fermarlo adesso costa il triplo delle energie”). In questa congiuntura dal 19 al 24 luglio sarà aperto, a Venaus, il “Campeggio No Tav”, e dal 25 al 28 luglio sarà riproposto il “Festival Alta Felicità”, una kermesse con musica, spettacoli e interventi di artisti di fama nazionale e internazionale. La Questura, nel rapporto inviato in Prefettura il 15 luglio, afferma però che il campeggio sarà l’occasione per aggregare “simpatizzanti No Tav e del movimento antagonista subalpino” insieme ad “attivisti anarco-insurrezionalisti da altre regioni”. Quanto al festival, sono stati gli stessi organizzatori ad annunciare che il 27 luglio sarà interrotto da una “Passeggiata in Clarea”, vale a dire quanto più possibile a ridotto delle recinzioni. E’ dal 2011 che esiste una ‘zona rossa’ attorno al cantiere. La prefettura diffonde con regolarità provvedimenti di limitazione del transito. Secondo l’avvocato Massimo Bongiovanni, uno dei legali di riferimento dei No Tav, si tratta però di una prassi illegittima: le ordinanze continuano ad avere sempre “lo stesso numero identificativo” e vengono reiterate – di volta in volta con qualche variante – nonostante la Corte Costituzionale abbia “previsto che tali provvedimenti debbano essere strettamente limitati nel tempo in relazione ai dettami della necessità e dell’urgenza”. Tesi che viene rilanciata da un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle: “Sono ordinanze fotocopia che non rispettano le norme”.

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