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CHIOMONTE. La Digos: i leader di Askatasuna incitavano i No Tav a colpire le forze dell’ordine

“Adesso tiriamo pietre! Tiriamo pietre!”, “Ma quand’è che va giù questa cosa, dai tagliamo. Tagliamo ancora per un po’, tagliamo dai”. Sono alcuni degli incitamenti, documentati dagli investigatori della Digos di Torino, che i due leader del centro sociale Askatasuna, Giorgio Rossetto e Mattia Marzuoli, rivolgevano agli attivisti, il 27 luglio in Valle di Susa durante un corteo nei boschi di Giaglione e Chiomonte, per spronarli a danneggiare le cancellate metalliche e a colpire le forze dell’ordine. Rossetto e Marzuoli, considerati dalla Digos i “registi” degli episodi di quella giornata, nell’ambito della IV edizione del Festival Alta Felicità non si sono limitati “a organizzare una gita e a confrontarsi su temi di interesse collettivo quali quelli relativi alla Tav”, ma hanno “condotto e gestito le azioni” violente. I due erano finiti ai domiciliari per gli episodi di violenza che si erano verificati a Torino e a Venaria durante il G7 del 2017. Il Tribunale del Riesame aveva concesso l’obbligo di firma, ma, dopo una ventina di giorni, Rossetto e Marzuoli erano saliti in Val di Susa, per organizzare travisamenti, lanci di pietre e attacchi al cantiere di Chiomonte.

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