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Maurizio Fiorentini
Il Sindaco Maurizio Fiorentini

CHIAVERANO. Ma che va dicendo Fiorentini

L’intervento che segue è del sindaco Maurizio Fiorentini di Chiaverano. Ce lo ha inviato lui stesso via email, presumiamo affinchè fosse pubblicato. Lo accontentiamo e lo commentiamo…

Sono Sindaco da 7 anni e mai prima d’ora mi ero presentato in Consiglio Comunale con un intervento scritto. Lo farò questa sera per la prima volta in quanto ritengo che sia necessario che quanto sto per dire rimanga agli atti e sia verbalizzato in forma integrale.

Ciò a cui mi riferirò sono esclusivamente fatti che si sono svolti nell’ambito del Consiglio Comunale e nell’ambito dell’esercizio della funzione di Consigliere Comunale, sono tutti documentati e certi, e non hanno alcuna attinenza a qualsivoglia fatto personale. Ne parlerò questa sera anche se si riferiscono a Consigli Comunali passati oramai da qualche mese in quanto, finora, non c’erano state altre occasioni ufficiali per poterlo fare.

Negli ultimi due Consigli Comunali del 30 novembre 2015 e del 5 febbraio 2016 ci sono state prese di posizione e modi di agire che devono essere evidenziati, in quanto hanno svilito e screditato questo stesso Consiglio.

Il Consiglio Comunale è l’organo di governo che, insieme al Sindaco, rappresenta direttamente i Cittadini, in quanto eletto direttamente dal popolo, ed è in questa Assemblea che ogni Consigliere deve esprimere le proprie opinioni e, di conseguenza, i propri voti, basandosi non su proprie personali convinzioni, interessi o irragionevoli capricci, ma sempre e solo in nome e per conto dei Cittadini che l’hanno eletto.

Opinioni, comportamenti e voti che sempre devono rispettare l’articolo 54 della Costituzione della Repubblica, che prescrive che “I Cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”.

Per di più, quando si diventa Amministratori Pubblici, ci si pone automaticamente in una posizione che impone dei nuovi obblighi. Obblighi che qualificano l’esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli Amministratori, che sono dovuti a Leggi e regolamenti, e che sempre si fondano su comportamenti basati su etica, rispetto, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza, e, soprattutto, senso di responsabilità.

Far parte del Consiglio Comunale comporta il sentire forte il dovere di rispettare questi obblighi e richiede di adottare sempre un atteggiamento che sia rivolto al bene comune e un comportamento che sempre rispetti le Leggi, le regole e gli impegni presi.

Negli ultimi due Consigli Comunali ciò, purtroppo, non è avvenuto.

Mi rivolgo in primo luogo al Capogruppo del Gruppo Consiliare di Minoranza, Erino Mignone, il quale, nella seduta del 5 febbraio, ha invitato il suo gruppo ad abbandonare l’Assemblea, in quanto non potevano essere messi in votazione gli emendamenti che lui stesso intendeva presentare per stravolgere la convenzione riguardante la manifestazione A Night Like This Festival.

In seguito, sul blog del Gruppo di Minoranza, si è arrivati a definire la decisione di non porre in votazione gli emendamenti “un atto oltraggioso ai principi della democrazia”.

Voglio dire al Consigliere Mignone che, innanzitutto, le parole andrebbero pesate, sempre, con attenzione. Le accuse di “oltraggio alla democrazia” dovrebbero essere utilizzate in casi ben più gravi di questo. Ammesso e non concesso che il Consigliere avesse ragione riguardo questa questione, cosa che invece non è.

Infatti, come era già stato detto nel corso del Consiglio Comunale del 5 febbraio, la decisione di non votare gli emendamenti è stata corretta, in quanto, innanzitutto, il Regolamento del Consiglio Comunale non disciplinava le modalità di presentazione degli emendamenti. Nel Consiglio di questa sera porremo rimedio a questa mancanza ma, in ogni caso, anche con le nuove modalità non possono e non potranno mai essere accettati emendamenti mancanti dei pareri di legittimità previsti dalla Legge e, inoltre, non possono essere accettati emendamenti riguardanti deliberazioni che, come nel caso di una convenzione, riguardino rapporti contrattuali con una controparte e siano soggetti perciò alla disciplina del diritto privato.

Pertanto, la procedura proposta era corretta: gli emendamenti potevano essere letti, ma non votati, e valutati eventualmente successivamente. Qualora fossero stati ritenuti accoglibili dall’Amministrazione Comunale e dalla controparte, avrebbero potuto essere portati in votazione in una seduta successiva.

L’aver abbandonato il Consiglio è stato un atto grave ed irrispettoso. È stato il venir meno ai propri doveri di Consigliere Comunale che rappresenta in generale i Cittadini e in particolare i propri elettori.

Riguardo, poi, alle dichiarazioni fatte dal Consigliere Mignone in merito alle presunte carenze assicurative e agli immaginati gravi rischi nei quali potrebbe incorrere il Comune, dichiarazioni anche in questo caso infarcite da parole esagerate e del tutto fuori luogo quali “vergogna” e “follia”, vorrei far presente una volta per tutte quale sia la reale situazione.

Quanto sto per dire era già assodato ma, per avere la certezza definitiva della correttezza della nostra posizione, il 9 marzo 2016 c’è stato un incontro con il broker che fornisce al Comune le coperture assicurative, il quale ha sottoscritto un verbale che indica precisamente fin dove arrivano le coperture date dalle polizze in capo al Comune.

Il Comune di Chiaverano dispone da anni di un’adeguata polizza assicurativa di Responsabilità Civile che copre qualsiasi danno possa derivare dall’uso degli spazi e degli immobili di proprietà comunale, indipendentemente dall’utilizzo che di questi viene fatto. Quindi, la polizza è attiva e operante anche nel caso di eventi e, pertanto, il Comune non è tenuto a sottoscrivere eventuali polizze integrative.

Nel 2014 il broker aveva già risposto ad un quesito posto dal Segretario Comunale, affermando che la polizza copriva ogni rischio esclusi, ovviamente, quelli che “giuridicamente fanno capo all’Associazione che organizza la manifestazione”. Era quindi chiaro che l’organizzatore della manifestazione doveva essere dotato di una propria polizza per quando di sua competenza. E così è sempre stato, in quanto le strutture posizionate all’Associazione, nel rispetto del progetto sottoposto all’approvazione della Commissione di Vigilanza, erano coperte da una specifica polizza di Responsabilità Civile.

In ogni caso, il temine “giuridicamente” lasciava chiaramente intendere che, in presenza di qualsiasi problema, eventuali colpe sarebbero state attribuite secondo il diritto e non secondo una convenzione che non poteva e non può in alcun modo derogare a quanto stabilito dalla Legge.

Nell’incontro del 9 marzo si è chiarito con il broker che la ripartizione corretta delle responsabilità da coprire con polizze RCT è quella che prevede che, in qualsiasi occasione, il proprietario di spazi e immobili sia sempre responsabile degli stessi, mentre l’organizzatore sia responsabile di strutture proprie e di ogni eventuale modifica apportata agli spazi o agli immobili oggetto della manifestazione. Questo è il principio giuridicamente corretto sulla ripartizione delle responsabilità, principio che, ribadisco, non può essere superato da eventuali clausole previste da qualsivoglia convenzione.

Pertanto, mai il Comune è stato in condizioni di pericolo e mai c’è stata carenza nelle coperture assicurative, né da parte del Comune né da parte dell’Associazione. Questa sera modificheremo comunque la convenzione per A Night Like This Festival semplicemente per esprimere meglio questo concetto di modo che non vi siano dubbi sull’interpretazione della ripartizione delle responsabilità.

Per il futuro invito il Consigliere Mignone a rivolgersi agli uffici comunali secondo le corrette regole e procedure e gli verrà fornita qualsiasi informazione desideri. Lo invito inoltre a evitare di intraprendere iniziative fuori luogo, quali quella di scavalcare gli uffici rivolgendosi indebitamente ai fornitori comunali, nonché di diffondere documenti ai quali può avere accesso quale Consigliere ma che sono strettamente vincolati al segreto d’ufficio.

Mi rivolgo ora al Consigliere Francesca Ebaniele, la quale alle elezioni del 25 maggio 2014 faceva parte della lista civica “Progetto Comune”, che rappresenta la Maggioranza Consiliare, mentre ora è passata ufficialmente alla lista “Crispini Sindaco” che rappresenta la Minoranza.

Riepilogo brevemente quanto successo negli ultimi mesi, senza tuttavia entrare nei particolari, in quanto, al punto in cui siamo, come si siano svolti i fatti precedenti e di chi sia l’eventuale responsabilità in merito ai fatti stessi è del tutto irrilevante di fronte alle decisioni e ai comportamenti ingiustificabili assunti dal Consigliere Ebaniele.

La Ebaniele è stata eletta Consigliere come candidata della lista di Maggioranza, sottoscrivendo ed accettando il programma elettorale presentato ai Cittadini; la candidatura era in netta antitesi al Gruppo di Minoranza, il quale ha presentato agli elettori un programma del tutto differente e incompatibile.

Alla Ebaniele erano poi state attribuite le deleghe per le Manifestazioni e per la Scuola. A seguito di numerosi problemi avuti nel portare avanti correttamente i compiti che le erano stati assegnati, ampiamente documentabili e dimostrabili, il Sindaco, nel settembre 2015, era stato costretto a toglierle la delega alle Manifestazioni, lasciandole comunque quella per la Scuola.

Successivamente, considerato che non partecipava più in alcun modo agli impegni comunali, tralasciando totalmente i compiti assegnati, le era stata inviata una lettera, da parte di tutto il Gruppo Consiliare, ove la si invitava a riprendere un comportamento consono al suo ruolo di Consigliere di Maggioranza, oppure di prendere atto di non poter più assolvere degnamente ai suoi compiti e di rassegnare le dimissioni; la Ebaniele non ha mai risposto alla lettera inviatale, dimostrando in questo caso una evidente mancanza di rispetto verso il suo Gruppo di appartenenza.

Nel novembre 2015, la Ebaniele ha poi spontaneamente rinunciato alla delega alla Scuola, rimanendo quindi senza alcun compito in capo, ed ha continuato a non occuparsi di nessuna questione, nonostante la sempre cospicua mole di lavoro necessaria al corretto andamento del Comune.

Durante la seduta del Consiglio Comunale dello scorso 30 novembre, la Ebaniele si è astenuta su tutti i punti all’ordine del giorno, comprese due variazioni di bilancio, adducendo come motivazione il non essersi documentata su cosa stava andando a votare, venendo quindi meno a due importanti doveri: al dovere di un Consigliere di comportarsi correttamente e coerentemente nel suo ruolo di rappresentante del popolo e al dovere, anzi, l’obbligo, di un Consigliere di essere adeguatamente informato sui contenuti di quanto deve votare.

Nella seduta del Consiglio dello scorso 5 febbraio, senza informare il proprio Capogruppo riguardo le sue intenzioni, cosa che era suo dovere fare, la Ebaniele ha votato contro il rinnovo della convenzione per il Festival, adducendo quale motivazione l’aver letto “solo ora” la convenzione in oggetto trovando alcuni aspetti non condivisibili (preciso che la convenzione in oggetto era stata richiesta dalla Ebaniele, per visionarla, solo la mattina stessa del Consiglio); peccato che la Ebaniele, nei tre anni precedenti, fosse responsabile generale dell’organizzazione del Festival e quindi conoscesse benissimo i contenuti della convenzione; qualora così non fosse, è inconcepibile che un responsabile di un evento lo possa gestire per tre anni senza preoccuparsi di quali siano i suoi compiti, le sue responsabilità ed i suoi doveri stabiliti dalla convenzione che li regola.

Dal luglio 2015, la Ebaniele non ha più preso parte in alcun modo alle attività comunali, causando quindi un aggravio di attività agli altri Amministratori i quali hanno dovuto loro malgrado occuparsi anche dei compiti a lei assegnati; di nuovo, sottolineo che correttezza, etica e rispetto avrebbero voluto che lei, non volendo più assolvere ai propri compiti, si dimettesse, lasciando quindi il posto a chi la seguiva nella lista presentata alle elezioni.

Infine, il 17 febbraio 2016 la Ebaniele ha deciso di concludere il suo percorso con la Maggioranza, comunicando formalmente il passaggio al Gruppo di Minoranza.

Consigliere Ebaniele: come ho affermato poco fa, quando si diventa Amministratori Pubblici, si ha l’obbligo di rispettare i principi e le Leggi della Repubblica Italiana e ci si deve sentire vincolati moralmente e responsabilmente al rispetto dei Cittadini che ti hanno votata, oltre che del Sindaco e del gruppo che ti ha consentito di essere eletta.

Tu non l’hai fatto. Con i tuoi comportamenti tu hai stabilito due record poco invidiabili, due record che sviliscono questo Consiglio Comunale e che lasceranno un irreparabile segno negativo su questa legislatura.

Il primo è relativo al 30 novembre quando, credo caso unico in Italia, hai candidamente dichiarato di astenerti su ogni punto in votazione, in quanto non ti eri informata sul contenuto delle proposte di deliberazione. Con la tua dichiarazione, messa a verbale, hai quindi chiaramente dimostrato di non aver compreso quali siano i tuoi doveri e quale sia la responsabilità che ti sei assunta quando sei stata eletta.

E hai stabilito anche un altro poco invidiabile record poiché, per quanto mi risulta, mai prima d’ora un Consigliere Comunale di Maggioranza era passato ufficialmente alla Minoranza, tradendo in modo così plateale il voto popolare, rinnegando la propria firma di candidatura, adducendo per di più motivazioni risibili ma, soprattutto, andando a confluire in un gruppo che tu stessa ripetutamente criticavi e ritenevi molto lontano dai tuoi ideali e dal tuo modo di pensare.

Ammettere ingenuamente di aver svolto il tuo ruolo per tre anni senza aver mai neppure letto la convenzione e disconoscere con così tanta leggerezza la tua firma di candidatura non fa altro che confermare la superficialità, l’assenza di coerenza e la mancanza di responsabilità che ti ha contraddistinto in questi ultimi mesi.

Se fosse vero che la convenzione aveva articoli non condivisibili o poco chiari, c’era modo e spazio per discuterne e trovare una qualsiasi soluzione. Ma, se anche una soluzione soddisfacente per te non fosse stata trovata, è impensabile che un Consigliere tradisca il proprio Gruppo solamente per una convenzione, quando il programma elettorale e gli impegni quotidiani riguardano tantissimi altri temi spesso molto più impegnativi e importanti.

Quando sconfessi la firma che hai posto liberamente e convintamente sulla tua candidatura, quando dimostri la tua totale incoerenza andando a confluire in un gruppo che giudicavi negativamente, quando ti viene chiesta ragione dei tuoi comportamenti e neppure ti degni di rispondere, quando facendo ancora parte del Gruppo di Maggioranza voti contro, allora non solo tradisci gli elettori e il Gruppo al quale appartenevi, ma dimostri la tua mancanza di rispetto per le istituzioni della Repubblica e per tutti i Cittadini di Chiaverano.

Nella scorsa legislatura, l’Assessore Moscato si era comportato correttamente, dimettendosi nel momento in cui si era trovato a non essere più in linea con il Gruppo di Maggioranza. Quella era la decisione da prendere: dimissioni, non tradimento.

Il tuo voltafaccia sta creando un danno ai Cittadini di Chiaverano, in quanto, con il tuo comportamento, hai tolto ad una persona la possibilità di subentrarti e, quindi, di lavorare positivamente e con impegno per il paese.

Tu hai screditato questo Consiglio con la tua inammissibile astensione del 30 novembre e lo hai di nuovo screditato con il voto contrario del 5 febbraio .

Ora, con il passaggio in Minoranza non rappresenti più nessuno, solo te stessa. I voti che avevi preso non valgono più nulla, in quanto li avevi presi con un Sindaco, un Gruppo e un programma che hai di fatto abbandonato e tradito. Hai tradito chi ti aveva votata riponendo fiducia in te in quanto esponente di questo Gruppo e non della lista “Crispini Sindaco”. D’ora in poi, ogni tuo atto da Consigliere Comunale sarà valutato per quello che è: un atto compiuto da un Consigliere che rappresenta solo se stesso e che ha dimostrato di agire con superficialità, mancanza di rispetto e di senso di responsabilità.

Il Sindaco – Maurizio Fiorentini

Qualcosa però, in così tante inutili parole, ci sfugge.

Dove sta scritto che un consigliere comunale non possa votare secondo coscienza, basandosi anche e sopratttutto sulle proprie personali convinzioni?

Dove sta scritto che l’abbandono del consiglio comunale per protesta contro un sindaco è  “atto grave e irrispettoso”? Egregio signor sindaco, questa semmai è democrazia. Vale per Mignone, come per Ebaniele.

Dove sta scritto che un consigliere comunale, non più allineato al pensiero della maggioranza, debba dimettersi per rispetto? Rispetto di chi?

Ebaniele non ha risposto a una sua lettera di richiamo? E bene che ha fatto se il ritmo della lettera era quello che più o meno lei ci ha descritto.

Così come bene ha fatto a passare tra le file della minoranza se è questo che si sentiva dentro, salvo poi farsi giudicare dai cittadini al prossimo giro elettorale, sempre se deciderà di ricandidarsi.

Pare invece a noi che ci sia, in tutto quel che il sindaco di Chiaverano scrive una sorta di malsano e malcelato narcisismo, quasi patologico.

E l’interpretazione del ruolo da “podestà” mal si addice al governo dei nostri piccoli comuni.

Liborio La Mattina

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