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Maurizio Fiorentini
Il Sindaco Maurizio Fiorentini

CHIAVERANO. Polemica su A Night like this Festival

Mancano soldi per aggiustare le strade, il semaforo rimasto guasto da oltre un mese, le giostrine della scuola materna, per rifare le strisce bianche.. I cittadini devono attendere la luna buona perché il Comune spenda qualche centinaia di euro e poi giù, contributi a go go per i festivals.

Intanto le tasse aumentano. Tra i chiaveranesi c’è addirittura chi sta pensando di indire un referendum per chiedere alla cittadinanza come voglia che siano spesi i soldi pubblici.

La polemica, come succede ai tempi dei social network, corre su facebook, dove sono in molti a lamentarsi. Dal capogruppo della minoranza Erino Mignone per arrivare (sentite un po’!) a Nicola Moscato, ex Assessore alle piccole cose nel primo mandato Fiorentini.

I numeri parlano. 7500 euro più iva il contributo deliberato dalla Giunta Comunale il 20 maggio scorso per il Wild Art Festival, organizzato dal 12 al 14 giugno dalla rivista Oasis, di cui l’Assessore Maurizio Tentarelli (toh guarda) è tra l’altro responsabile delle relazioni esterne. Altri 3500 euro sono andati all’Associazione Sportiva dilettantistica Etoile di Burolo per l’edizione 2015 del Chapeaux, Festival del Teatro di strada del 23 maggio.

E adesso arriva la botta di “A night like this festival”, il festival della musica rock-hindie in programma per il 18 luglio, alla quarta edizione. Quasi 15mila euro è il costo dell’organizzazione, nelle mani di un’associazione di Milano, a cui il Comune copre i costi di gestione: 6.878,10 euro a consuntivo 2014, tra rifiuti, bagni, assistenza, trattamento zanzare, transenne, energia elettrica, pubblicità, allestimento padiglioni, navette, carburanti….

A pagamento anche le aree per i camper (tariffa giornaliera 5 euro) ed i parcheggi tra cimitero, via Montalto Dora ed area sportiva di Bienca (2 euro per auto, 1 euro per moto), il cui incasso sarà diviso, 50 e 50, tra il Comune e l’associazione Trailaghi, cui è affidata la gestione, come “rimborso spese”. E come sempre, è in vendita il posto in tenda a 5,50 su Levior, il sito internet fondato e gestito dallo stesso Fiorentini, che trattiene il modico costo di gestione di 50 cent.

“Tutti questi soldi per aver chiasso fino a notte fonda, trovarsi la viabilità chiusa nel mezzo del paese e non un buco di parcheggio” han osservato fin dalla prima parecchi chiaveranesi. “Almeno – si son chiesti – entreremo gratuitamente al Festival…?“. Niente affatto! Biglietto di ingresso a pagamento per tutti, compresi i residenti, ad eccezione di over 60 e sotto i 12 anni.

“E’ giusto, come si fa per il Teatro Giacosa o per altri eventi…” si giustifica Fiorentini, secondo cui “se le manifestazioni crescono, poi si autofinanziano, ma è una cosa impossibile nei primi anni”. Non si può che smentirlo. Il Canavese è pieno di esempi di eventi che si autofinanziano e che hanno successo grazie al volontariato.

Prendi l’Arff (Alpette Rock Free Festival, oggi Apolide Rock Free Festival dal cambio di location, avvenuta dalla scorsa edizione, da Alpette a Vialfrè), che si tiene a fine luglio, promosso dalle associazioni To Locals e Duster, composte da giovani del territorio. Vanta ingresso libero, divertimento gratuito per tutti, senza chiedere fondi ai Comuni, se non la disponibilità logistica.

Stessa “roba” per il Gran Bal Trad, festival internazionale di danze e musiche della tradizionale popolare, conclusosi l’altra settimana, sempre a Vialfrè e sempre a cura di un’associazione di volontariato: ingresso gratuito per i residenti, e fino allo scorso anno addirittura per la gente proveniente dai paesi limitrofi di San Martino e Cuceglio, quest’anno messo a 5 euro, (prezzo pieno per tutti 15 euro), un piccolo aumento che, malgrado il costante boom di persone provenienti da tutta Italia e dall’estero, ha già fatto diminuire la partecipazione dei canavesani.

Persino a Ivrea l’ultima edizione del Carnevale, con la trovata dell’ingresso a pagamento, ha fatto flop: una domenica desolante e vuota, disertata in massa dai canavesani. Non stupisce che a Chiaverano il Festival non decolli, ma continui ad inghiottire risorse.

“Che a Chiaverano si faccia quello che si fa dappertutto – sollecita Mignone – : gli organizzatori autofinanzino la festa con gli ingressi, e se ci sono ingressi, vuol dire che la festa può stare in piedi”. Sennò, amen. A maggior ragione se il festival è organizzato, come è organizzato a Chiaverano, da un’Associazione a fini di lucro, proveniente da Milano. “Torniamo ad organizzare – aggiunge Mignone ed altri concordano – la festa del paese, con le associazioni del paese come in tutti i paesi”.

 

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