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CHIAVERANO. Nessun pericolo di trivellazioni sulla Serra

Non c’è alcun pericolo di trivellazioni sulla Serra.

Il sindaco Maurizio Fiorentini rassicura i cittadini dopo le preoccupazioni dilagate in queste settimane in seguito alla notizia che l’azienda Alpe Guizza Spa vuole cercare nuove fonti di acqua minerale nel territorio tra Chiaverano e Andrate.

Preoccupati, soprattutto, i consorzi che gestiscono gli acquedotti tra il capoluogo e la frazione Bienca. Hanno addirittura affidato l’incarico ad un legale a scopo – dicono – “cautelativo” ed hanno preso opposizione nei confronti della Città Metropolitana, ente competente per le autorizzazioni. Anche perché, nel giro di un anno, non si è mai saputo nulla fino a quando, col passaparola, i direttivi delle cooperative ne sono venuti a conoscenza.

In una riunione le cooperative e l’Amministrazione Comunale hanno poi stabilito di valutare insieme ogni azione futura in modo da rappresentare l’intera popolazione onde evitare qualsiasi potenziale problema all’approvigionamento idrico.

Al momento non esiste alcun pericolo e anche qualora l’Alpe Guizza decidesse di richiedere la Concessione di nuovi pozzi, la strada è ancora molto lunga e ci sarà tempo e modo per impedirlo qualora questo possa comportare qualsiasi potenziale problema per i nostri due acquedotti” sottolinea Maurizio Fiorentini in una newsletter diramata alla popolazione con la quale ripercorre tutto l’iter burocratico iniziato il 12 maggio 2016 quanto la società ha presentato domanda alla Città Metropolitana per un permesso di ricerca per acque minerali in un’area di 227 ettari (51,6 nel territorio di Andrate, i restanti nel comune di Chiaverano).

La domanda è stata inviata anche ad altri soggetti per conoscenza, tra cui il Comune di Chiaverano ed è stata regolarmente affissa all’Albo Pretorio, e alla Regione Piemonte, settore Biodiversità e Aree Naturali la quale il 16 giugno 2016 ha dato parere positivo sulla compatibilità del progetto con le esigenze del sito con la prescrizione, però, che ”eventuali attività successive, tra cui si può prevedere la realizzazione di un pozzo, dovranno essere autorizzate ai sensi delle vigenti normative”.

Il 21 febbraio 2017 la Città Metropolitana ha concesso alla Alpe Guizza il permesso di ricerca per acque minerali, valido 3 anni e soggetto a prescrizioni tra le quali: devono essere predisposti studi idrogeologici, geoidrogeologici e geologici per individuare le origini delle acque e valutare le potenzialità e la vulnerabilità; deve essere predisposto uno studio sulle eventuali interferenze sull’approvigionamento degli acquedotti pubblici; devono essere acquisiti i pareri ai sensi dei vincoli paesaggistici e idrogeologici per effettuare le ricerche nell’area indicata.

Il permesso di ricerca – aggiunge il sindaco Fiorentininon è finalizzato alla ricerca di acqua, ma di acqua minerale. La mappa presentata dall’Alpe Guizza indica due punti iniziali per l’eventuale perforazione: uno è nel Comune di Andrate, l’altro nel Comune di Chiaverano ma all’interno del limite di Concessione Fonte Caudana (vale a dire all’interno di un’area per la quale l’Alpe Guizza ha già i diritti di trivellare pozzi). Nel caso di ricerche che prevedono perforazioni per sondaggi, l’Alpe Guizza dovrà presentare opportune domande al Comune”.

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