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Maurizio Fiorentini
Il Sindaco Maurizio Fiorentini

CHIAVERANO. Multe nel giorno del Matrimonio. La difesa di Fiorentini

Carissimo Direttore, ancora una volta sono costretto, mio malgrado, a scriverLe in quanto è prassi abituale del suo giornale riportate notizie distorte e condite con aggiunte fantasiose. Questa volta mi riferisco al commovente articolo della nongiornalista Annalisa Thielke pubblicato nell’edizione del 7 di Agosto dal titolo “Ti sposi… e vieni multato! Polemica contro il Sindaco”.

Prima di tutto, vorrei giustificare la definizione di “nongiornalista” che sto utilizzando per la sua collaboratrice ma, nella mia ignoranza, fatti salvi i rapporti di collaborazione sporadica e occasionale, pensavo che quando si scrive su una qualsiasi testata da anni facendo di questo la propria professione principale si dovrebbe essere iscritti all’Albo dei Giornalisti quale Professionista o Pubblicista. La Sig.ra Thelke non lo è nonostante da almeno 8 anni scriva assiduamente sul suo giornale. Vuole innanzitutto far sapere al popolo la qualifica della  suddetta?

Passando all’articolo in questione, dopo essermi asciugato le lacrime per la commozione nel leggere i primi paragrafi nei quali si descrive un giorno di matrimonio da favola, ho sobbalzato nel leggere che io,  cattivone impenitente, avrei rovinato una così idilliaca giornata andando di soppiatto ad infilare sotto il tergicristallo ben due multe ai poveri malcapitati sposi!

Certo un atto vile e inqualificabile!

Peccato che le cose si siano svolte in ben diverso modo. Se la sua nongiornalista una volta ogni tanto si prendesse il fastidio di alzare il telefono per avere una versione corretta dei fatti evitereste di descrivere cose che sono un racconto di fantasia esclusivamente finalizzato alla polemica.

L’unica cosa vera è che in effetti due multe sono state comminate, ma:

1. Le multe non sono state date agli sposi ma ad altri parenti;

2. I verbali sono stati inviati circa un mese dopo il matrimonio e, quindi, è del tutto falso affermare che siano state infilate sotto il tergicristallo così come è falso che i poveri sposi ci abbiamo rimurginato in luna di miele.

3. La nongiornalista omette volutamente (altrimenti che polemica sarebbe?) di scrivere le ragioni per le quali sono state date le multe.

Vuole saperle? L’area di Santo Stefano, dove è presente la Chiesa sconsacrata utilizzata per il matrimonio è un’area chiusa e protetta da una sbarra in quanto area protetta soggetta a vincolo paesaggistico.

Durante i matrimoni viene aperta la sbarra e si lascia entrare l’auto degli sposi fino a circa 20 metri dalla Chiesa mentre ogni altra auto non può entrare.

Quel giorno, all’ingresso dell’auto della sposa sono entrate altre tre auto. Ho immediatamente avvisato i tre conducenti che non potevano stare in quel luogo (hanno parcheggiato nel prato all’interno dell’area.

Ripeto: nel prato, non in una strada!).

Una delle tre auto è uscita per parcheggiare dove consentito (il parcheggio dista la bellezza di 50 metri!) mentre uno dei conducenti, qualificatosi come il padre dello sposo, ha detto che si sarebbe cambiato d’abito e poi l’avrebbe spostata.

Dopo circa 15 minuti ho di nuovo avvicinato i due conducenti ricevendo come risposte: dal padre dello sposo: “Si, va bene fra 5 minuti la tolgo” e dall’altro conducente: “Ho dei cibo da usare dopo”. Al secondo ho detto che poteva scaricare e portare l’auto fuori oppure doveva comunque portarla fuori se non voleva scaricare subito.

Poco dopo è iniziata la cerimonia e le auto non sono state spostate.

Solo a quel punto ho fotografato le targhe e, circa un mese dopo proprio per non inficiare la luna di miele, abbiamo provveduto ad inviare i verbali.

Allora, caro Direttore, secondo lei un matrimonio autorizza a fregarsene bellamente dei divieti? Se così fosse, chiunque si sposi presso il municipio di Ivrea potrebbe parcheggiare senza problemi in Piazza di Città dove vige il traffico limitato?

Trovo ridicola l’affermazione riportata nell’articolo quando si dice che le due auto non arrecavano fastidio e non intralciavano il traffico!

Certo, erano in un prato!! Qui non si parla di traffico o di fastidio ma di palese violazione di divieto di accesso e parcheggio in un’area protetta che è ben altra cosa!

Faccio il Sindaco da 8 anni e in questo periodo presso Santo Stefano sono stati celebrati almeno 80 matrimoni. Ebbene, MAI prima d’ora c’erano stati problemi di alcun genere.

Quindi mi dica, parliamo di un Sindaco rovinamatrimoni o di persone che hanno poca attenzione al rispetto delle regole che, oltretutto, gli sono state ripetutamente fatte notare ma che hanno deliberatamente ignorato?

Riguardo alle affermazioni postate su Facebook dallo sposo e anche velatamente riportate nel vostro articolo nelle quali si invita a non venire a Chiaverano a causa di questo fatto, valuterò con il legale del Comune se ciò possa costituire pubblicità negativa che arreca un danno economico all’Ente.

Ai sensi della legge n. 69 del 1963 (art. 2) richiedo la pubblicazione

di quanto inviatoLe con pari evidenza dell’articolo del 7 di Agosto.

Con i migliori saluti ed un augurio affinchè i prossimi articoli siano più rispondenti alla realtà dei fatti.

Il Sindaco di Chiaverano

Maurizio Fiorentini

PS: Dica alla nongiornalista che il famoso Loris Gallo ha officiato un matrimonio civile e, quindi, ha fatto le veci del Sindaco, non del Parroco.

PPS: Se lo sposo è così convinto di aver subito un torto perchè non ha contestato le multe? E perchè non si espone pubblicamente con nome e cognome? Perchè non appena io ho scritto una risposta al suo post di Facebook dando la mia versione ha immediatamente cancellato tutto?

 

 

Risposta

Morale della lunga lettera? Il sindaco conferma che sono state elevate due multe. Quindi? Quindi la notizia c’era e bene abbiamo fatto a riportarla. Ed è pur vero che mancava la versione del sindaco, ma come appare evidente a tutti, oggi che ce l’abbiamo, ancor di più ci convinciamo che averla avuta a suo tempo non poteva e non avrebbe potuto spostare il nocciolo del dibattito nemmeno di un millimetro. 

La domanda infatti non si concentrava su un problema di legalità, cioè di multe, di infrazioni commesse e di motivazioni. Dando per scontato che chi ne ha ricevuta una se la sia meritata, ci si è infatti chiesto se sia giusto, in particolari occasioni, chiudere un occhio oppure no. Bene. Ci sono sindaci che li chiudono entrambi, altri che preferiscono tenerne aperto almeno uno, a Chiaverano, il sindaco Maurizio Fiorentini ci fa sapere che intende tenerli aperti (e li ha tenuti aperti) entrambi come due fari. Adesso, se non altro, è chiaro a tutti.

Vede carissimo sindaco, io non sono contrario alle multe. Se un giorno dovesse beccare in quel di Santo Stefano un automobilista indisciplinato che senza una ragione scorazza in lungo e in largo come in una pista di Formula Uno, davvero sarei pronto a preparare una prima pagina, definendo lei “sceriffo”. Quel che molti cittadini non apprezzano – e io con loro –  sono le multe “regolari” che in realtà appaiono davvero sproporzionate rispetto all’infrazione commessa. Sono le multe che anzichè prevenire, danno l’impressione di essere state elevate per far cassa. Sono gli autovelox sparpagliati in ogni dove e tutto ciò che è costrizione ogni ragionevole “buon senso”, che lei sicuramente avrà utilizzato in questa occasione.

Detto tutto questo un doveroso appunto sulla “nongiornalista”. Nella nostra professione l’iscrizione o meno all’Ordine non pregiudica l’esercizio dell’attività. La decisione di iscriversi è infatti del tutto personale. Liberi tutti però (e ce lo garantisce la Costituzione) di scrivere e di manifestare il nostro pensiero, di raccontare un fatto o di riportare una notizia, come effettivamente Annalisa Thielke, ha fatto. E su questo – ci sa tanto – lei se ne dovrà fare una ragione…

Ancora un appunto sulla presunta condanna inflittami dall’Ordine dei giornalisti. Per quanto ne so io – e fino a prova contraria – l’Ordine dei Giornalisti non si è ancora dotato di giudici e tribunali. Certamente non entra nel merito della verità o non verità di una notizia, cosa per la quale sono per l’appunto competenti i tribunali. Quindi, in questo caso, è stato lei ad aver dato una notizia sbagliata e passibile di querela. Nel caso da lei citato (in un post e sul suo profilo Facebook) si fa riferimento semmai ad una censura inflittami dall’Ordine per non aver io pubblicato un suo scritto in contradditorio che peraltro non mi era arrivato. Non mi era arrivato quello e non mi sarebbe arrivato neanche questo se non glielo avessi chiesto specificamente.

Liborio La Mattina

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