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Crispini Giancarlo
Crispini Giancarlo

CHIAVERANO. Bandiere a mezz’asta… se le erano dimenticate

Finalmente nella mattina del 9 settembre qualcuno ha riportato le bandiere dello stabile comunale in alto sui pennoni.

Dal 30 agosto, giorno di lutto nazionale in occasione dei funerali delle vittime del terremoto, nel comune di Chiaverano le bandiere erano a mezz’asta.

I cittadini increduli si domandavano, cosa sarà successo?

Niente: semplicemente se le erano dimenticate!

il che ha sortita una certa indignazione, almeno da parte di Giancarlo Crispini, ex consigliere comunale di minoranza.

Il nostro esecutivo – critica lui, oggi nel semplice ruolo di cittadino – è sempre stato poco attento a tutti i doveri istituzionali che le leggi impongono, ritenendoli una perdita di tempo. 

 Il protocollo, è parte indispensabile per una società e va interpretato e onorato in  tutte le sue forme di circostanza con senso civico, educazione e senso di abnegazione.Tutto questo a mio parere e con forte dispiacere posso dire che nel nostro comune non avviene.

Incredibile ma vero, e doveroso far sapere che nella nostra sala consigliare, forse la più brutta d’Italia oltre allo svolgimento del consiglio comunale: si vendono anche pentole, materassi, si fanno corsi di fotografia, si balla….. mi fermo qui, l’elenco sarebbe lunghissimo”. 

Durante il consiglio comunale, momento di massima importanza istituzionale, la bandiera Italiana e quella Europea non sono mai state esposte, arrotolate e accantonate in un angolo tutte impolverate.

“La cosa più grave – aggiunge Crispini è che la fotografia del presidente della repubblica è inesistente, quando ero consigliere raccolsi, perché appoggiata a terra, la fotografia del presidente Napolitano, al suo posto era stato appeso un televisore e così è rimasto, forse la nostra sala consigliare è l’unica senza foto del presidente della repubblica. Vergognoso”.

E Crispini ci va giù pesante: “Questo atteggiamento incomprensibile del Sindaco e la giunta – commenta – dimostra un totale disprezzo e menefreghismo per le istituzioni che dovrebbero invece amare e rispettare.

La sala consigliare è un posto dove la forma e il rispetto devono essere sempre manifestati, i consiglieri devono frequentarla con decoro, io stesso sono stato testimone di consiglieri e assessori che si sono presentati in pantaloni corti e con ciabatte da mare”.

E non è ancora tutto. “La Sala consiliare – rammenta Crispini -, qualora non utilizzata per le finalità istituzionali, può essere giustamente concessa in uso a terzi.

L’utilizzo della Sala consiliare, compatibilmente con le esigenze istituzionali ed in base alle caratteristiche ed alla capacità ricettiva della medesima, può essere autorizzato per lo svolgimento di manifestazioni, conferenze, convegni, corsi di formazione, riunioni, mostre od iniziative culturali e sociali in genere, attività didattiche, scientifiche, sindacali, politiche. Assolutamente non per usi commerciali”.

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