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il sindaco Maurzio Fiorentini
Il Sindaco Maurizio Fiorentini

CHIAVERANO. Aumentano le tasse. Salta il bilancio

Salta l’apporvazione del bilancio di previsione 2015. All’ordine del giorno del Consiglio di mercoledì scorso, non se n’è fatto nulla, tra durissime contestazioni, qualche imprecazione, e scene quasi da Far West. Motivo? A bilancio è previsto un aumento della tassazione, ed in particolare dell’aliquota Irpef. Peccato che questa ritoccatina non sia mai ancora stata portata in Consiglio. Così, se non se ne fosse accorta la minoranza, sarebbe passata in sordine l’impennata che porterà nelle casse del comune circa 180mila euro in più. L’aliquota Irpef passerebbe infatti dal 0,55 allo 0,6 per cento. Ridotta inoltre la fascia di esenzione da 15 a 10mila euro di reddito annuo. E si accosta l’aumento, già deliberato, dell’Imu dallo 0.81 allo 0.9 per cento sulle seconde case, che sono poi, per la maggior parte, fabbricati sfitti ereditati.

“Ma quand’è che il consiglio ha approvato l’aumento Irpef?” ha detto, ad un certo punto, il consigliere di minoranza Erino Mignone, interrompendo il Sindaco Maurizio Fiorentini nella lettura del bilancio. “Oh, ma sarà un disguido..” ha risposto, come fosse caduto dal pero, quest’ultimo. Al che Mignone ha battuto i piedi: “non se ne parla! Stralciamo il punto!”.

Fiorentini non ci ha visto più. Prima ha accampato scuse (il Segretario Margehrita Furnari si è persino scusata, parlando di una “dimenticanza”), poi si è scagliato contro Mignone: “voi della minoranza – s’è messo a sbuffare – non fate mai proposte, criticate solo, fatelo voi il bilancio”. Infine ha pensato mettere di mettere in votazione lo stralcio del punto: “alzi la mano chi lo vuole rinviare”. Solo la minoranza ha alzato la mano, la maggioranza ha votato contro, compatta. Mignone ha minacciato di rivolgersi alla Corte dei Conti. Così Fiorentini, guardando prima i colleghi, e poi il Segretario, resosi conto dello strafalcione, ha provato a correggersi: “no, aspettate, rifacciamo, mettiamo in votazione il rinvio”. Tutti a favore, stavolta.

Ma non finisce qui, certamente. Mignone ha annunciato battaglia, contrario ad “aumenti che colpiscono i redditi degli operai degli impiegati dei pensionati, e di tutti quelli che percepiscono uno stipendio”, ragion per cui, già a suo tempo, la minoranza aveva proposto di scaglionare le aliquote in base ai redditi. Mignone è andato all’attacco anche sul semaforo all’ingresso del paese, in tilt da un mese. Finalmente a bilancio 2015 risultava inserita una spesa di 1200 euro per ripararlo. Alla buon’ora.

E poi alla fine del Consiglio Comunale non sono mancati battibecchi, che hanno coinvolto anche il pubblico.

 

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