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CHIALAMBERTO. Adriano Bonadè Bottino: “Sì, lo dico: mi ricandido”

Mi ricandido”. Lo chiarisce, senza mezzi termini, il sindaco Adriano Bonadè Bottino, 52 anni. Se ne esce allo scoperto a poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative che consegneranno a Chialamberto il suo primo cittadino.

Bonadè Bottino è entrato in amministrazione dal ‘99, con un mandato da consigliere, uno da assessore, uno da capogruppo di minoranza e il quarto, questo, da sindaco.

Sindaco, qual era il tuo obiettivo quando hai deciso di candidarti?

Riuscire a realizzare il nostro programma elettorale. Diciamo che ci siamo riusciti, abbiamo ottenuto un buon risultato, benché in Amministrazione ci siano tempistiche che rendono difficile la possibilità di realizzare progetti importanti in 5 anni.

Com’è cambiata Chialamberto in questi 5 anni?

D’estate ha avuto un incremento turistico abbastanza sostenuto e non lo dico io, lo dicono i villeggianti che frequentano il nostro paese. Questo grazie alla grande collaborazione con le associazioni, e soprattutto con la Pro Loco, il braccio armato del Comune, che organizza diverse iniziative e ha portato attrattive che hanno lasciato soddisfatta la gente. Abbiamo cercato di puntare sul turismo per ragazzini, famiglie e sullo sport, sull’escursionismo, sull’enogastronomia. Dobbiamo sfruttare quel che abbiamo!

Qual è il ruolo di Chialamberto nel territorio?

In Val Grande siamo il Comune centrale, a metà della Valle. Cerchiamo di essere l’ago di questa parte della montagna, cerchiamo di supportare gli altri comuni e fare squadra con loro. Vogliamo raccordare la valle, fare da trade union anche tra Cantoira e Groscavallo. E infatti abbiamo diverse sinergie avviate con questi comuni, perché siamo convinti che da soli non si possa andare da nessuna parte.

Come rilanciare la Val Grande?

Ultimamente – già solo come detto dal punto di vista sportivo e turistico – abbiamo aumentato le attività, anche grazie all’aiuto del Gal. Dobbiamo migliorare qualcosa dal punto di vista ricettivo ed escursionistico, sfruttando quel che che abbiam, cioè risorse bellissime, in gran parte inutilizzate. Dobbiamo insistere sul discorso dell’escursionismo, ripristinando e segnalando bene i sentieri  che magari si usano poco, e fare informazione a livello di promozione del territorio. In fondo siamo a 50 chilometri da Torino. Ma serve comunque incentivare chi lavora sul territorio, con attività commerciali e strutture ricettive. Se migliori da una parte arriva gente, ma poi devi essere in grado di accoglierla. Un buon segnale da questo punto di vista è la riapertura dell’Albergo della Posta, che anni addietro ha rischiato la chiusura e invece è stato rilanciato da due giovani. Un segnale di ripresa importante per noi, perché la chiusura sarebbe stata un grave danno per il paese e per la Valle.

Di cosa sei più orgoglioso di questi 5 anni?

Di essere stata una persona super partes. Ho ascoltato tutti, ho cercato di accontentare nel limite del possibile, senza preclusioni, tutti. E ho cercato di risolvere problemi che da anni erano latenti. In realtà a inizio mandato l’avevo detto che sarei stato il “sindaco di tutti”. Penso di aver dimostrato a tutti di esserlo stato, essendo una persona posata, equilibrata e trasparente. Poi, certo, qualcuno non sarà certamente d’accordo, ma fa parte del gioco.

Puoi rimproverarti per qualcosa?

Mi posso rimproverare perché avrei potuto fare di più, nel senso che se in questi anni dal governo centrale non ci avessero tagliato da tutte le parti finanziamenti, e ci avessero lasciato i soldi che incassiamo dalla tasse, avremmo potuto fare grandi cose ma anche basilari, come la manutenzione delle strade. Rimpiango solo di non avere potuto spendere tutti i nostri soldi. In questa situazione difficile non posso che ringraziare gli uffici e i dipendenti del Comuni che mi hanno dato una grossa mano, senza di loro non sarei andato da nessuna parte. Ma anche tutti i consiglieri comunali per il lavoro svolto. Ringrazio anche l’Unione Montana che ha sempre sostenuto il Comune nelle varie iniziative che ha portato avanti. Le associaizoni del territorio, che hanno sempre collaborato attivamente e la stazione dei carabinieri.

Mancano 2 mesi alla prossime elezioni. Come ti stai muovendo?

La nostra intenzione è di ripresentarci, anche per dare un seguito al lavoro fatto in questi 5 anni. Ci è sembrato di aver operato bene, e ce l’hanno detto i concittadini. La nostra intenzione è ripresentarci rinnovando un po’ il gruppo, tenendo sempre ben salda la maniera di operare di questi 5 anni. Un modo di amministrare fondato sul dialogo con tutti, sulla trasparenza, sul non lesinare mai impegno e dedicarsi al Comune a tempo pieno. Ci saranno in lista persone già con esperienza e persone nuove. Cercheremo di non stravolgere il lavoro fatto, ma di dargli seguito. E poi non possiamo non voler continuare ad amministrazione, in questi 5 anni purtroppo non siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo. Alcune opere non le abbiamo ultimate, altre neanche iniziate. Speriamo che il paese accolga in modo gradito la nostra candidatura. nostra ricandidatura.

La lista manterrà lo stesso nome?

Probabilmente sì, “Vivere Chialamberto”. Chialamberto deve vivere e sorridere, insomma essere un paese vivo.

Ti ripresenterai come candidato sindaco?

Sì, mi ripresenterò. Ne abbiamo parlato all’interno del gruppo, mi è stato chiesto di ripresentarmi. Abbiamo concordato che la linea più corretta è di continuare questo percorso.

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Blogger: Manuel Giacometto

Manuel Giacometto
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