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CERESOLE. Un genepy prodotto con le erbe del Parco Nazionale…

E’ un genepy unico al mondo, prodotto utilizzando le erbe “sacre” e intoccabili del parco nazionale del Gran Paradiso. Qui, nel cuore della Valle Orco, a pochi passi dai confini francesi, il genepy è una pianta protetta ma il parco permette a privati di coltivare questa artemisia, per produrre o per il proprio consumo, o per il commercio, il famoso liquore.

Ivo Chabod  e Marco Gianinetto, originari della Valle Soana entrambi, hanno iniziato un po’ per gioco a coltivare un piccolo pezzo di terreno, in pendenza, concesso gratuitamente a Ceresole Reale, ai Chiapilli, dove hanno cominciato a seminare alcune piantine.

Il primo anno, il 2014, è stato di rodaggio. Poche piantine sono fiorite e la produzione di liquore è stata pari a zero. “Il secondo anno – raccontano Ivo e Marco – abbiamo deciso di zappare e seminare anche un piccolo prato a Campiglia. Anche in questo caso, poco o niente. Abbiamo capito che sarebbe servita pazienza e la raccolta, nel luglio del 2015, finalmente è stata molto buona”.

Ivo e Marco hanno allora contattato un liquorificio di Castellamonte, De Laurenti dove hanno trovato Danilo. “Una persona eccezionale – raccontato – che in breve tempo ci ha mostrato un mondo, quello dei liquori di montagna, a noi totalmente sconosciuto”.

Oggi Danilo produce circa cento litri di liquore genepy che Ivo e Marco rivendono e, con l’aiuto di un amico grafico, hanno creato una apposita etichetta con l’immagine delle tre Lavanne, montagne simbolo di Ceresole Reale.

“Pii scegliamo la bottiglie, proponiamo il nostro liquore all’amico Fabio del bar dello ski lift di Ceresole ed ecco che tutta la nostra produzione è finita” aggiungono Ivo e Marco.

Ecco perché hanno deciso di incrementare la produzione. Il loro liquore, seppure in quantità ridotte, è stato molto apprezzato. A Campiglia hanno cominciato così a produrre circa cinquecento litri di genepy che hanno chiamato, utilizzando il dialetto locale, ”Genepy Tchampiy” usando la chiesa ed il campanile del paese come simbolo.

“Ma non ci siamo fermati qui – aggiungono i valsoanini -. Il 2016 è stato l’anno in cui abbiamo deciso di puntare anche su liquori prodotti con frutti raccolti in Val Soana”. Ed ecco “Le Ampole d’la Val Soana” con i lamponi, “Le more d’lo Convent” con le more raccolte in frazione Convento a Ronco e ancora “Le quegne de l’Eengri” con le castagne di Ingrua e “Lo cumin d’la Val Soana” con il cumino. Per Natale, con l’aiuto di un mastro cioccolataio, Luca Ballesio, di Leinì, hanno prodotto cioccolatini ripieni di genepy. Un successo.

“Per il futuro – raccontato Ivo e Marco – vorremmo ampliare i nostri prati e ci è stato già concesso un appezzamento al Pian dell’Azaria, il posto più bello del mondo per lo scrittore Rigoni Stern. Stiamo lavorando a nuove ricette per riuscire, nel nostro piccolo, a far conoscere queste splendide valli”.

I liquori si possono trovare allo ski lift, all’azienda agricola di Marco e alla società Stella Alpina srl di Ivo, nei mercatini a cui partecipano o contattandoli.

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