Home / BLOG / CERESOLE REALE. Sindaco battuto sul nuovo stemma “Vogliamo la corona sabauda…”

CERESOLE REALE. Sindaco battuto sul nuovo stemma “Vogliamo la corona sabauda…”

C’era il pubblico delle grandi occasioni mercoledì 27 gennaio alla seduta di consiglio e la cosa non sorprende: la questione principale di cui si doveva discutere – quella dello stemma e del gonfalone – è molto sentita dalla cittadinanza. E’ stata invece parzialmente una sorpresa la divisione che si è manifestata, per la prima volta dall’insediamento dell’attuale  amministrazione, tra  il sindaco e la sua maggioranza.

D’altra parte la differenza di posizioni era nota: se il primo spingeva per una rapida decisione, gli altri si erano già esplicitamente dichiarati contrari il 26 novembre, quando della faccenda si era parlato ampiamente, sia pure in modo informale, a consiglio terminato ed in assenza del primo cittadino.

Come avevamo spiegato la scorsa settimana, Ceresole ha un suo stemma, che utilizza da cento anni ma che non è riconosciuto ufficialmente perché non corrispondente alle norme vigenti sulla materia: i tentativi fatti in passato per regolarizzarlo erano andati a vuoto.

L’ attuale sindaco Andrea Basolo ha tuttavia riproposto la questione e, malgrado il responso negativo degli altri consiglieri, ha deciso di procedere e di mettere ai voti l’approvazione di un nuovo stemma, scegliendolo tra i due che l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio aveva messo a punto.

Da notare che i cittadini presenti hanno potuto seguire la discussione ma non farsi un’idea del simbolo proposto poiché il bozzetto  non era stato portato in aula in quanto – a parere del sindaco – “non necessario”. Del resto non si è neanche capito bene quale fosse il prescelto fra i due bozzetti che erano stati mostrati ai consiglieri nel corso della discussione informale di fine novembre.

Battibecco

con la minoranza

Basolo ha esordito affermando che l’introduzione di un nuovo stemma non impedirebbe l’utilizzo di quello tradizionale e che quindi tutto rimarrebbe com’è.

Di parere opposto la minoranza: una volta riconosciuto ufficialmente, sarebbe quello nuovo a rappresentare il paese e ad comparire su tutti i documenti.

Le critiche dei consiglieri di opposizione sono state sia di sostanza che di metodo. Romano Giovannini, che ha alle spalle una lunga esperienza amministrativa, ha ricordato come il simbolo attuale sia in uso da un secolo (“Il rispetto delle tradizioni e delle radici non può essere invocato soltanto quando fa comodo!”) ed ha esortato maggioranza e minoranza a compiere una scelta unitaria in difesa della storia del paese.

Nel consiglio di fine novembre il capogruppo Durbano aveva già proposto di ricorrere ad una consultazione popolare e lo ha ribadito: “Prima di adottarne uno inviatoci da un burocrate romano ed a nostro avviso decisamente scadente, convochiamo un referendum con un  quesito semplicissimo: <Volete che questo diventi il nuovo stemma di Ceresole Reale?>. Un sì o un no, 130 fotocopie ed una domenica per consentire ai ceresolini di esprimersi”.

Un  po’ maliziosamente i consiglieri di opposizione hanno fatto notare che, se i loro colleghi della maggioranza avessero deliberato a  favore di un nuovo simbolo, ci si sarebbe trovati davanti ad un “teatro dell’assurdo” dal momento che due mesi prima avevano detto di essere contrari. Hanno inoltre proposto di rinviare la decisione, anche per chiarire delle incongruenze: Venaria (che si fregia del titolo di “Reale” come Ceresole) ha nel suo stemma la corona sabauda. “Perché loro sì e noi no?” – si sono chiesti.

Piuttosto irritato (come gli succede regolarmente se viene contraddetto) il sindaco ha accusato Durbano di portare argomentazioni astruse per colpa  della sua laurea in Geografia mentre lui, diplomatosi ragioniere con un semplice “40”, ha le idee molto più chiare. Ha anche ripetuto il suo principio ispiratore: “Solo gli idioti non cambiano mai idea. Cambiare idea è segno di intelligenza”. Dal che si può dedurre che, se i suoi avessero votato in modo difforme rispetto alle posizione assunte due mesi prima, sarebbero stati meritevoli di lode. “Votiamo pure sulla richiesta di sospensiva – ha detto – Io sono contrario!” ed ha alzato la mano mentre Durbano dichiarava:  “Dopo il voto negativo lasceremo  spazio al trionfo dell’intelligenza, uscendo dall’aula”.

Il sindaco smentito dai suoi

Niente teatro dell’assurdo ma, al contrario, un colpo di scena: nelle fila della maggioranza si è aperta una crepa, che poi si è allargata.

Il sindaco ha alzato la mano in solitudine e l’ha tenuta così, da solo, per qualche istante: nessuno lo ha seguito. Mario Blanchetti (che è considerato, insieme a Giovannini, la memoria storica del consiglio) ha dichiarato il suo appoggio sia alla richiesta di sospensiva sia a quella di un referendum. Evidentemente il cambio di stemma non va proprio giù a nessuno perché anche il vicesindaco Nigretti ed il consigliere Chabod, ai quali il sindaco ha chiesto di esprimersi, dopo un’iniziale esitazione hanno affermato di essere dell’idea di soprassedere. A questo punto il primo cittadino ha fatto la sua scelta: “Andiamo pure alla sospensiva. Decidete voi, io poi mi accodo. Così non si può dire che vi influenzo”. E la sospensiva è stata votata all’unanimità.  Nuovo colpo di scena: passando dalla contrapposizione alla collaborazione, Basolo ha chiesto a Durbano di contattare il Comune di Venaria per sapere se abbiano seguito procedure particolari per vedersi riconoscere lo stemma.

proposte stemmi Ceresole Reale proposte stemmi Ceresole Reale copiaIl tutto da farsi in tempi brevi, entro il 29 febbraio. Durbano ha accettato, pur mostrandosi sorpreso di tutta questa fretta “non essendoci né obblighi di legge né sanzioni previste mentre il sindaco impiega sei mesi per rispondere alle interrogazioni  scritte, che prevedono una risposta entro 30 giorni”.

Ha anche avanzato un dubbio: “E se Venaria fosse nella nostra stessa situazione ed usasse stemma e gonfalone senza averne ufficialmente diritto..?”

Per non far mancare un battibecco finale, il sindaco ha ribattuto: “C’è anche chi va a rubare al mercato!”.

Utilizzare uno stemma non riconosciuto ufficialmente è un reato paragonabile  a quello di chi si appropria di un bene altrui?

Forse non è la stessa cosa ma le opinioni sono opinioni. Resta il fatto che per ora la questione è sospesa. Si vedrà poi l’esito dell’indagine, sempre che un laureato in Geografia sia capace di svolgerla…

Commenti

Blogger: Liborio La Mattina

Liborio La Mattina
Nun Te Reggae Più

Leggi anche

San Rocco a Favria, fede e tradizione si fondono!

San Rocco a Favria, fede e tradizione si fondono! La festa di San Rocco a …

NOLE. L Nóst Pais, da 25 anni per la tradizione

Da 25 anni l’Associazione ‘L Nóst Pais lavora sul territorio nolese cercando di mantenerne le …

Un commento

  1. Lo stemma di Venaria è stato riconosciuto con decreto ministeriale del 20 dicembre 1891 (fonte: http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/); blasone: Di rosso alla cervia d’oro, rivolta ed accovacciata sopra una scala d’argento posta in fascia. Lo scudo sarà per concessione speciale sormontato dalla corona reale Sabauda, e fregiato dal Collare dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata.Sostegni: due rami, a destra di quercia, a sinistra di olivo, al naturale, decussati sotto la punta dello scudo. Motto: “pacem cum inimicis, bellum cumvitiis” (fonte: http://www.araldicacivica.it/stemmi/comuni/comune/?id=7931)

    Il fatto che si tratti di un decreto di riconoscimento e non di concessione implica che si trattasse di uno stemma già in uso da almeno 100 anni oppure di uno stemma già concesso a suo tempo dai duchi di Savoia; copia del fascicolo di Venaria può essere richiesto al Servizio Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato (http://acs.beniculturali.it/servizi-al-pubblico/araldica/).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *