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Parco del Gran Paradiso in festa

CERESOLE REALE. Parco del Gran Paradiso in festa

Nei discorsi ufficiali, che hanno preceduto la premiazione, il sindaco del paese ospitante Andrea Basolo ha scherzato sul “clima ed il tempo poco accoglienti, simili al carattere delle persone che vivono qui” mentre Guido Bellardo Gioli, primo cittadino di Ribordone, ha ricordato la storia del Parco del Gran Paradiso, nato come Riserva di Caccia voluta dal Re di Sardegna nel 1821 “per impedire ad altri di cacciare sui suoi terreni” ma poi trasformatosi nel tempo fino a diventare la prima area protetta d’Italia.

Per lui la figura del guardaparco è legata all’infanzia “quando pensavo che avrei fatto quello o il cow-boy. Mio nonno mi raccontava le vicende di questi uomini che andavano su e giù nella neve per dar da mangiar agli animali e ne ero affascinato. Oggi vediamo del Parco foto a colori con immagini idilliache ma senza la loro presenza le cose sarebbero diverse: nei giorni difficili degli incendi ci hanno offerto aiuto  e conforto”. 

Italo Cerise ha ricordato l’importanza dei guardaparco, istituiti il 5 agosto 1948, per la salvezza del Parco: “Lo aiutarono a risollevarsi dopo la gestione disastrosa del ventennio fascista, durante il quale i compiti di sorveglianza erano stati affidati alla Milizia!”. Nati soprattutto per contrastare il bracconaggio, oggi collaborano al monitoraggio scientifico e rappresentano il contatto diretto fra l’Ente Parco e  le popolazioni: un trait d’union fondamentale perché “l’accettazione dei vincoli che un parco comporta passa attraverso la capacità di rapportarsi con quanti vivono sul territorio”.

Un aspetto, questo del rapporto con i residenti, già prima sottolineato da Pier Giorgio Mosso, che in questi mesi è stato il direttore facente-funzione.

Nogara e Valmaggia si sono invece concentrati su una polemica scoppiata di recente e riguardante la presenza del lupo sul territorio  e le affermazioni dell’assessore valdostano sulla possibilità di ricorrere ad abbattimenti: affermazioni “mal interpretate” – ha detto l’interessato.

In festa per i guardaparco

Giorni di festa per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, quelli dell’8 e 9 dicembre. A Ceresole si sono ricordati il 70esimo anniversario della fondazione del Corpo di Sorveglianza, fiore all’occhiello dell’ente, ed il 95esimo dell’istituzione del Parco. La festa per i guardaparco si è svolta nel tardo pomeriggio dell’Immacolata. Mentre fuori imperversava un vento gelido, che sollevava la neve e la faceva volteggiare in aria, nell’accogliente salone dell’ex-Grand Hotel si sono raccolte le guardie, in servizio o pensionate,  gli altri dipendenti del Parco, i vertici dell’Ente, sindaci ed amministratori del territorio e delle due Regioni interessate: per il Piemonte era presente l’assessore all’Ambiente Alberto  Valmaggia, per la Valle d’Aosta l’assessore all’Agricoltura e Risorse Naturali Alessandro Nogara. A tutti i dipendenti è stato consegnato un riconoscimento, a cominciare da quelli con minor anzianità di servizio per finire con quanti hanno superato i trent’anni di lavoro. Il primo attestato è stato quello consegnato dal presidente Italo Cerise alla moglie ed al figlio di Valentino Chiale, il guardaparco che perse la vita tre anni fa precipitando in un canalone: a lui ed “a tutti coloro che hanno sacrificato la vita durante il servizio”, il presidente ha rivolto “un pensiero commosso”.

La giornata è stata anche l’occasione di accomiatarsi per l’ex-direttore Michele Ottino, che ha lasciato l’incarico dopo 18 anni. Cerise lo ha ringraziato per il lavoro svolto in questo lungo periodo “durante il quale è molto cambiato il rapporto fra Parco e popolazioni”. Solo un breve ma caloroso saluto ai presenti da parte del neo-direttore Antonio Mingozzi, fresco di nomina da parte del ministero dell’Ambiente. 

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