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CERESOLE REALE. Danneggiato messo di Rolando, continua la conta dei danni

Non c’è pace in Valle Orco. Nella notte tra il 31 dicembre 2015 ed il 1° gennaio 2016 è stato commesso un grave atto di vandalismo nei confronti dell’imprenditore di Ceresole Reale Roberto Rolando. Completamente distrutto, a causa dei petardi sparati da ignoti, il suo mezzo per lo sgombero della neve. L’anno non si era concluso sotto una buona stella e il nuovo comincia peggio. Rolando, infatti, oggi ha solo un tetto sulla testa. Il suo lavoro, la sua attività, andati distrutti. Puff. Spazzati via dalla valanga che nel dicembre 2008 soffocò abitazioni e tutto quel che si trovava dentro e intono. 

La situazione finanziaria dell’uomo, oggi, è precaria, dovuta al mancato ristoro dei danni dell’evento calamitoso, a cui si sono aggiunte, come continua a denunciare, le “difficoltà riscontrate ad accedere agli appalti del comune di Ceresole” a partire dall’inizio del 2010. Non solo le cause legali di strascinano ed ottenere giustizia è sempre più difficile (l’ex Sindaco Renzo bruno Mattiet si trova alla sbarra con l’accusa di abuso d’ufficio per anomalie del Piano Regolatore, legate a permessi di costruire rilasciati, secondo la Procura, in una zona soggetta a rischio idrogeologico, e all’ultima udienza presso il Tribunale di Ivrea, poche settimana fa, doveva essere sentito anche Rolando, udienza slittata alla primavera). Come se non bastasse continuano ad accumularsi furti e danneggiamenti culminati a fine anno. “Dopo la mezzanotte ignoti hanno sparato contro i vetri antisfondamento del mezzo ch- racconta Rolando -, presumibilmente con un’arma di grosso calibro o un altro tipo di esplosivo che ha provocato la completa distruzione dei vetri delle porte”. Sono ben evidenti i fori di entrata e uscita del “proiettile”.

“Mi chiedo seriamente se il prossimo obiettivo saremo noi…” ci ironizza su, con l’amaro in bocca, Roberto Rolando. Sugli abusi d’ufficio denunciati dall’imprenditore sono tutt’ora in corso le indagini della procura di Ivrea e della Guardia di Finanza, dopo gli avvisi di garanzia emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino.

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