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Leonardo Di Caprio

CERESOLE. La cittadinanza onoraria a Di Caprio? Un “pesce”. Ma un giorno…

Non ce l’ha fatta e alla fine Simone Fusco lo ha chiesto, “papale papale”, sul gruppo Facebook delle “Montagne delle Valli di Lanzo, Orco , Soana, Sacra e Chiusella”.  Domanda: ma davvero domani c’è Di Caprio a Ceresole o è un pesce?”.

E giù con una serie di botta e risposta tra chi ha creduto fino in fondo alla notizia, peraltro insospettito da uno strano passaggio di elicotteri della polizia e dei carabinieri e chi al contrario ha dato per scontato che si trattasse di una “fake news”.

Fatto sta ed è che ieri, dalle parti del Nivolet in tanti, più di una cinquantina, han fatto finta di essere i classici turisti della domenica in giro a fare quattro passi, ma con gli occhi pronti a scandagliare l’orizzonte alla ricerca di qualcosa che non fosse un pesce. 

Purtoppo no. Leonardo Di Caprio non ha ancora accettato l’invito postato in rete dall’Associazione Amici del Gran Paradiso proccupati per il passaggio del “Giro d’Italia”, in programma venerdì 24 maggio, fin dentro al cuore del Parco nazionale.

Ieri, l’attore, che è anche ambasciatore dell’Onu per i cambiamenti climatici, da queste parti non s’è visto, in giro per il mondo com’è a promuovere il suo ultimo film con Bratt Pitt (“Once Upon a time”) e a parlare di ambiente, di natura, di montagna, di flora, di fauna da salvare e di questo pianeta che è l’unico che abbiamo.

L’unico fondo di verità resta quel post sul suo profilo Instagram seguito da qualcosa come 29 milioni di follower e risalente al febbraio scorso. Ed è una foto dei laghi artificiali dell’Agnel e del Serrù, sul versante piemonte del Parco.

“Le montagne sono torri d’acqua naturali – scriveva Di Caprio -. Coprono il 24 per cento della massa terrestre e supportano un’ampia varietà di ecosistemi. Le attività umane possono far pendere il delicato equilibrio degli ecosistemi montani, quindi la sfida è gestirli in modo sostenibile”.

Seguirono in poche ore più  di 325 mila “like”, oltre a centinaia di messaggi, alcuni anche in italiano.

A stretto giro arrivano, prima l’invito dell’Amministrazione Comunale di Ceresole pronta a nominarlo cittadino onorario, quindi la toccante lettera firmata dagli Amici del Parco Nazionale del Gran Paradiso. E quest’ultima era un accorato appello per bloccare il Giro (in programma il 24 maggio) e chiudere la strada, costruita negli anni ‘60 a auto, moto, elicotteri, autocarri e alla folla (migliaia di persone).

Si tratterà – spiegavano gli Amici del Parco – di un evento gravemente lesivo dell’ambiente naturale…”.

“In primavera – aggiungevano – gli ungulati selvatici scendono a fondovalle e il grave disturbo verrebbe arrecato proprio durante il periodo delle nascite dei piccoli di stambecco e quando i giovani di Gipeto si esercitano nei loro primi voli…”.

E che Di Caprio potesse accettare l’invito non era  poi così blasfemo.  E’ dal 1999, infatti che l’attore con la “Fondazione” che porta il suo nome viaggia ovunque partecipa a conferenze e realizza documentari per illustrare le emergenze della Terra. Anche sul sito internet c’è un ampio spazio dedicato all’ambiente e agli animali in pericolo di estinzione.

Nel 2010 ha donato un milione di dollari al Wwf per salvare le tigri dall’estinzione e un altro milione ad Haiti in seguito al terremoto. Nel 2013 ha donato 3 milioni per la salvaguardia di 3200 tigri del Nepal.

Nel luglio 2014 con un’asta di oggetti suoi e di altri vip è riuscito a raccogliere 25 milioni di dollari utilizzati per la salvaguardia di oceani, foreste, riserve naturali e specie in via di estinzione. Nel luglio 2016 la sua fondazione ha stanziato 15,6 milioni di dollari per aiutare a proteggere la fauna selvatica e i diritti dei nativi americani. Nel 2017, tramite la sua fondazione, ha donato un milione di dollari alle vittime dell’Uragano Harvey. Nel 2019 si è mobilitato per sostenere la petizione lanciata da Change.org, e liberare 11 orche e 90 beluga detenute in piccole gabbie sovraffollate sulla costa orientale della Russia.

Ecco.

Piacerebbe anche a noi aggiungere che nel 2019 Di Caprio s’è occupato di stambecchi e di ginepi.

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