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Cento famiglie restano senza acqua calda

Dopo le denunce dei mesi scorsi sulla scarsa manutenzione di un complesso abitativo costruito poco più di dieci anni fa e che oggi sembra già vecchio di almeno 30 anni, dalle case Atc di via Levi 12 sale un nuovo coro di protesta. Da mercoledì 21 agosto, infatti, è stata bloccata l’erogazione dell’acqua calda nei vari appartamenti che ospitano poco meno di un centinaio di famiglie e soprattutto per anziani, bambini, malati e disabili, il problema sta generando non pochi disagi.
“Sono stati sigillati dall’Eni i tubi del gas che alimentano il riscaldamento dell’acqua – spiega infuriato un nutrito gruppo di residenti – e da diversi giorni siamo costretti a convivere con una situazione che sta diventatando via via sempre più insostenibile. Per fortuna che è ancora estate e non fa freddo, altrimenti tutto diventerebbe ancora più complicato. Anche qui, come del resto in tante altre case, abitano infatti anziani, bambini piccoli, disabili, diabetici e persone che più in generale hanno bisogno di cure e assistenza costante e che, in queste condizioni, stanno vivendo un momento molto difficile”.
Alla base dell’inconveniente sembrerebbe esserci il mancato pagamento delle bollette da parte di alcuni residenti e proprio questo avrebbe indotto l’Eni ad intervenire. Da qui la decisione di sigillare i tubi in attesa che ogni debito venga ripianato. Solo un’ipotesi fatta dai residenti, questa, visto che per giorni, dai centralini dei numeri verdi messi a disposizione dall’Agenzia Territoriale per la Casa della Provincia di Torino, sono arrivate risposte generiche ed evasive. “Stiamo chiamando più volte al giorno – proseguono i tanti cittadini radunatisi nel cortile interno del complesso -, ma nessuno ci ha saputo spiegare chiaramente la natura del problema. Senza alcun preavviso siamo stati privati di un servizio e per questo abbiamo deciso di rivolgerci ai carabinieri per denunciare la situazione. Abbiamo inoltrato un esposto e speriamo che possa servire a far riattivare l’erogazione dell’acqua calda”.
Insomma, una matassa ingarbugliatasi sempre di più con il passare dei giorni che sta creando non pochi problemi ad una comunità che, però, alle proteste ha fatto seguire anche una dose abbondante di realismo e buonsenso. “Noi siamo i primi a sottolineare che chi non paga deve in qualche modo essere sanzionato, tuttavia in questa circostanza il problema sta colpendo soprattutto tutta quella larga maggioranza di famiglie che ha sempre saldato i propri debiti con regolarità e questo non ci sembra giusto. Ci saranno sempre persone che, per diversi motivi, salteranno il pagamento delle rispettive quote, ma questo non può e non deve essere un motivo per generare un grave problema a tutti quelli che fanno la cose per bene. Soluzioni per evitare nuovi guai anche in futuro? Ad oggi – concludono i residenti – sono soltanto due. O si trova il modo di sanzionare i singoli debitori senza far ricadere su tutti le conseguenze dei mancati pagamenti, oppure si devono necessariamente cambiare i vari sistemi di erogazione, passando da un centralizzato ad un individuale, in modo che ognuno sia libero di gestire autonomamente i propri consumi e, di riflesso, di essere sanzionato se non salda le bollette”.

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