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CAVAGNOLO. “Riparto da un anello”. La solidarietà di Max Faletto ai tempi del Covid-19

CAVAGNOLO. “Riparto da un anello”. La solidarietà di Max Faletto ai tempi del Covid-19.

Ripartire. Esattamente come, tanti anni fa, si era posata la prima pietra.  Con lo stesso spirito, con lo stesso entusiasmo e, perché no, con la stessa determinazione.

Massimiliano Faletto, per tutti “Max”, la notte precedente la riapertura dopo il lockdown per il coronavirus  – lunedì 18 maggio – ha pensato che fosse il caso di dare un sento a tutto questo caos in cui il nostro Paese è piombato dall’inizio della pandemia ad oggi. Cosa si può fare per dare un valore a questo periodo chiusi in casa, insieme alle nostre famiglie, lontani dal lavoro, dalla frenetica routine quotidiana, ma anche dal guadagno, dallo stipendio certo, dalle sicurezze?

Per noi commercianti e artigiani è stato senza dubbio un periodo duro – spiega, dietro il bancone del suo laboratorio orafo, in via Cristoforo Colombo a Cavagnolo, Max Faletto -. All’inizio, come tutti, l’ho presa quasi come fosse una vacanza: pensavo durasse una settimana, al massimo due. E invece sono passati due mesi… Ho perso molti lavori, ho visto il conto corrente scendere, ho sempre ottemperato a tutti i costi del mio negozio ma è davvero difficile quando non puoi tenere aperto, quando non puoi lavorare. Questo periodo mi ha dato l’occasione di riflettere. E di pensare a come sarebbe stata la ripartenza...”.

E’ così che gli è venuta un’idea che in un amen – complice un po’ di ‘battage’ su facebook -, è stata un successo.

Sono convinto che per ricevere del bene sia necessario prima di tutto dare e fare del bene – spiega -. Così ho ripreso in mano il primo anello che realizzai quando aprii il negozio di Cavagnolo, nel 2003: era in oro con un diamante incastonato. Ho pensato di realizzare dieci riproduzioni dell’anello, in argento e con uno zircone ciascuno al posto dei diamanti.  Mi sono detto: perché non metterli in vendita e destinare il ricavato in beneficenza? E così ho fatto…”.

Gli anelli, al prezzo simbolico di cento euro l’uno, sono andati subito a ruba.

Appena ho condiviso l’idea su facebook i miei clienti hanno iniziato a chiamarmi e a prenotare l’anello – conclude Faletto -. Una, due, cinque, dieci prenotazioni, al che ho dovuto dire stop perché altrimenti non avrei avuto il tempo materiale per realizzare tutti quegli anelli. Sono un artigiano, creo io i miei gioielli e questo richiede necessariamente del tempo. Vedere l’entusiasmo dei miei clienti per questa iniziativa mi ha riempito il cuore e ridato fiducia e speranza per il domani”.

Ripartire da un anello, la solidarietà di Max Faletto ai tempi del Covid-19.

Miglior risposta all’uniti ce la faremo che da settimane campeggia un po’ ovunque, sui social e sui balconi dei palazzi delle città, proprio non poteva venire.

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Blogger: Emiliano Rozzino

Emiliano Rozzino
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