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Il Sindaco Andrea Gavazza

CAVAGNOLO. Qui si fa cultura

Negli ultimi 20 giorni, ben quattro eventi culturali si sono svolti a Cavagnolo, organizzati o preparati direttamente dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Gavazza, con la vicesindaco Alessandra Vai,  e l’assessore Silvano Vallesio. E’ iniziato il 20 ottobre presso il Centro Culturale Martini, con l’importante incontro con Franco Perlasca e la moglie Luciana, famigliari di Giorgio Perlasca, “Giusto tra le Nazioni”. Ricordato oggi ed onorato per aver salvato 5.300 ebrei ungheresi,  ma anche di aver evitato un pericoloso incendio nel ghetto di Budapest, ove erano rinchiusi 60mila ebrei.  Usò tutta la sua intelligenza per riuscire a salvare quella gente. E lo fece perchè lo ritenne giusto. Iniziò a raccontare ed a rendere noto il suo memoriale solo negli ultimi anni della sua vita, ed oggi tramandato dal figlio Franco e sua moglie Luciana. Dopo anni di silenzio assoluto, senza nulla chiedere .   

Vorrei che i giovani si interessassero a questa storia unicamente per pensare, olter a quello che è successo, a quello che potrebbe succedere, e sapere opporsi, eventualmente, a violenze del genere, perchè le violenze possono essere morali oltre che fisiche…” (Giorgio Perlasca). Gli eventi a Cavagnolo sono proseguiti all’interno delle manifestazioni per la ricorrenza del 4 novembre, giornata delle Forze Armate e ricorrenza del 100° anniversario della fine della Grande Guerra”, con una rappresentazione teatrale dal titolo “Soldato mulo va alla guerra”, del Teatro degli Acerbi.  Il titolo riassume in sè la doppia domanda: la guerra rende gli uomini simili alle bestie, oppure rende gli animali simili agli uomini? L’importanza del  mulo durante la guerra, nel freddo delle montagne e nel fango delle trincee, è accettata dagli storici, scritta nei libri, e ricordata sopratutto dagli alpini. Ma la “umanità” di quelle bestie, a fronte della “bestialità” della guerra, ha segnato molti dei sopravvissuti, che sul mulo vedevano arrivare le vettovaglie e le lettere da casa, oltre a servire da lettiga per trasportare i feriti. La rappresentazione ha rappresentato la dis-umanità della guerra, e la sofferenza della carne da macello, come furono considerati i milioni di soldati. Mercoledì 7 novembre poi si è svolto nel salone parrocchiale l’incontro inter-religioso, con una tavola rotonda dal titolo “Dio ripudia la guerra?”, a cui hanno partecipato Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea; Marco Gisola, pastore della Chiesa Valdese di Chivasso;  Ariel di Porto, rabbino della comunità ebraica di Torino; Brahim Baya, segretario dell’Associazione Islamica di Torino. Hanno portato le loro diverse visioni, pur concordando che la guerra fa male e non dovrebbe mai soppiantare il dialogo. Hanno parlato come si fa tra persone civili, che riconoscono il principio divino del non uccidere. Si sono confrontati fra loro ed hanno ascoltato il pubblico e risposto alle domande. Un raro esempio di comunicazione che invece dovrebbe essere norma.

Infine l’ultimo evento è stata la presentazione del libro dal titolo “Venerabile Casimiro Barello Pellegrino dell’Assoluto”, effettuata dall’autore don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale dei Salesiani.  Non ha parlato solo del libro, l’autore, ma anche ha lanciato un richiamo alla attualità dei valori perseguiti da Casimiro nella sua breve vita: dedicare la propria vita a Dio, e trasmettere agli altri la propria fede. Casimiro non fu amato e neppure accettato dai suoi   compaesani in vita, ma oggi finalmente è  riportato alla venerazione che merita. Vi è un filo che accomuna persone e storie cosi diverse: tutti, compreso il fante delle trincee, fecero ciò che ritenevano giusto. Pur consapevoli che poteva, ed è costato caro. Valori sopra ogni cosa.   A costo del sacrificio. Esempi oggi assolutamente fuori moda.  E invece, se si vuole salvare il pianeta intero, bisognerà ritornarci, a quei valori.

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Blogger: Giuseppe Valesio

Giuseppe Valesio
E se fosse buonsenso?

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