Home / Torino e Provincia / Cavagnolo / CAVAGNOLO. La paura del coronavirus e il desiderio di un caffè: ecco come si ricomincia
In foto Davide Biason, Sara Giachino ed Emanuele Lupo del Kaffee 89

CAVAGNOLO. La paura del coronavirus e il desiderio di un caffè: ecco come si ricomincia

Il ritorno alla normalità suona note positive per i bar e i ristoranti di Cavagnolo. Speranza. È questa l’arma che usano per affrontare la difficile fase due che ha lasciato molte difficoltà, economiche e morali.
Il racconto di Angelina Miotto e Marco De Faveri, titolari dello storico bar ristorante Leon d’Oro, un punto di ritrovo per chiunque passi da Cavagnolo: “Abbiamo chiuso il 10 marzo e abbiamo riaperto il 19 maggio. Si lavora poco, male. La gente ha perso le sue abitudini. La paura del virus è più forte del solito caffè al bar o della solita partita a carte in compagnia. È molto dura, i cosiddetti bonus non bastano. Abbiamo attuato tutte le procedure sanitarie necessarie compreso il plexiglass davanti al bancone. Andiamo avanti, non ci facciamo abbattere. Per ora siamo fiduciosi e positivi”. Il sorriso compare anche sul volto di Giuseppe Granà, titolare della pizzeria d’asporto Ytaly Pizza in via Cristoforo Colombo “Essendo un locale che fa asporto non abbiamo mai chiuso. A marzo ci occupavamo delle consegne due giorni a settimana, ma è stato difficile perché non eravamo attrezzati per questo servizio. Ora siamo tornati a una specie di normalità. In settimana abbiamo ancora poco lavoro, nel fine settimana invece le richieste aumentano. Sentiamo comunque il peso di questa difficile situazione. Ma c’è la speranza di risalire, di ritornare a lavorare come facevamo prima”. E poco più avanti, sulla stessa via, una sferzarta di energia altrettanto positiva: si tratta del Kaffee 89, un locale giovane e per i giovani. “Riconosco subito le macchine dei nostri habitues: appena li vedo parcheggiare preparo già tutto, caffè, amaro e via dicendo. So esattamente cosa berranno” dice Davide Biason che lavora al locale ormai da qualche anno “La nostra clientela è fatta principalmente di gente giovane, affezionata. Molti di loro sono miei coetanei e dunque si crea subito un rapporto amichevole. Vengono qui per prendere l’aperitivo, bere qualcosa, passare una piacevole serata insieme agli amici. Sulle norme però, niente eccezioni: sempre le mascherine! A parte chiaramente quando si consuma il proprio drink”.
Sorride ironicamente e lascia la parola al titolare Emanuele Lupo che usa parole piene di speranza e di energia. Il Kaffee 89 ha chiuso dall’inizio del lockdown, ha ricominciato il 4 maggio con il servizio take-away e ha ripreso definitivamente il 23. “Per fortuna il locale è molto grande e abbiamo anche una zona dehor. Fiduciosi? Speranzosi? Certo! Siamo contenti di avere riaperto, di poter rivedere i nostri clienti, di ridere con loro. Anche se alla giusta distanza!”.
In foto Marco De Faveri del Leon d’Oro
ALICE CORIO

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

Asl To 4: Ardissone presenta la dimissioni a Icardi

CHIVASSO. Asl To 4: Ardissone presenta le dimissioni all’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi. …

RONDISSONE. Carla Valle va in pensione dopo 43 anni in Comune

Per lei nessuno è mai stato “soltanto un numero”. Dopo oltre quarant’anni di servizio (43 …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *