Home / Italia / CATANZARO. Ndrangheta: 12 fermi, accusati anche sequestro avvocato
Carabinieri del Ros

CATANZARO. Ndrangheta: 12 fermi, accusati anche sequestro avvocato

Prima il sequestro, con tanto di macabro rituale (la vittima fu condotta in un bosco e fatta inginocchiare davanti ad una buca) e poi l’omicidio, senza alcuna pietà. Potrebbero esserci anche i mandanti dell’assassinio dell’avvocato Francesco Pagliuso, di 43 anni, ucciso a Lamezia Terme nell’agosto del 2016, tra i 12 fermati nell’operazione “Reventinum”, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Comando provinciale.
“Siamo convinti che i mandanti dell’omicidio dell’avvocato Pagliuso – ha detto, nel corso della conferenza stampa sui fermi, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri – si trovino tra gli indagati dell’operazione odierna”.
I fermi sono stati eseguiti in Calabria ed in Piemonte. Due le famiglie in odore di ‘ndrangheta cui sarebbero legati i 12 fermati, gli Scalise ed i Mezzatesta, contrapposte in una faida in cui sarebbe da inquadrare sia il sequestro che l’assassinio dell’avvocato Pagliuso, insieme ad altri omicidi avvenuti negli ultimi anni nell’area del Reventino, nel lametino, oppressa da una criminalità che ne condiziona pesantemente l’economia.
Alle persone coinvolte nell’operazione viene contestata l’associazione mafiosa, oltre al sequestro di persona ed alla violenza privata, reati questi ultimi commessi proprio ai danni dell’avvocato Pagliuso. Sette di loro farebbero parte del gruppo Scalise e cinque dei Mezzatesta.
Le indagini hanno preso spunto, oltre che dall’omicidio dell’avvocato Pagliuso, anche dall’assassinio di Gregorio Mezzatesta, avvenuto nel giugno del 2017 nel centro di Catanzaro, nei pressi della sede delle Ferrovie della Calabria, di cui la vittima era dipendente. Esecutore materiale degli assassini di Pagliuso e Mezzatesta sarebbe stato Marco Gallo, di 33 anni, titolare di una società di consulenza ma, in realtà, almeno secondo quanto ritenuto dagli investigatori, killer a pagamento. Gallo, considerato dall’accusa il braccio armato della cosca Scalise, é stato arrestato dai carabinieri nel luglio del 2017.
Tre delle persone coinvolte nell’operazione “Reventinum” sono state fermate in Piemonte. Tra queste c’é Ionela Tutuianu, di 41 anni, compagna di Domenico Mezzatesta, considerato il capo dell’omonima famiglia e che oggi sta scontando una condanna a 20 anni di reclusione per duplice omicidio. “La donna – ha detto il tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Carubia, comandante del Reparto operativo di Catanzaro – aveva il compito di garantire la leadership di Domenico Mezzatesta, recapitando agli affiliati le direttive dal carcere del capo del gruppo criminale”.
Nel corso delle perquisizioni effettuate contestualmente all’esecuzione dei fermi sono state trovate banconote per 13 mila euro, documenti di interesse investigativo e, in casa di uno degli indagati, un santino della Madonna di Polsi.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

Il fiume Po

ROMA. La pioggia ingrossa i laghi, il Po cresce di un metro

Neve in montagna, acqua alta a Venezia, temporali su tutto il centro nord e anche …

giustizia

MILANO. Tangenti: accertamenti patrimoniali su Caianiello

I pm della Dda milanese stanno facendo accertamenti patrimoniali su Gioacchino Caianiello, l’esponete politico di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *