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Dionigi Bartoli, candidato a sindaco di Castellamonte

CASTELLAMONTE. Quelle di Mazza sono fake news… Veleni sulla campagna elettorale

Elezioni a Castellamonte. Sale la temperatura, non solo quella termica. Ad animare la campagna è partito lancia in resta il candidato a sindaco Pasquale Mazza con un post su Facebook. “Le campagne elettorali – tra le altre cose scrive Mazza – si possono fare in molti modi. Con gran dispendio di soldi, organizzando eventi degni di una patronale, invitando personaggi più o meno conosciuti, facendo invii massicci di libretti ed inviti al voto. Noi abbiamo fatto scelte più economiche e sobrie, basate sul contatto umano del porta a porta, sulla discussione sui temi e sulla presentazione di progetti per il futuro, sempre con la capacità di ascolto dei cittadini, delle loro difficoltà e, perché no, anche delle loro critiche. Sono tutte lecite e ben accette. Una cosa però non è ammissibile e vogliamo condannarla con forza: la menzogna…”.

E se non è chiaro a quali “menzogne” si riferisca e chi le avrebbe pronunciate, quel che è chiaro il riferimento alla festa in piazza organizzata dal candidato a sindaco Dionigi Bartoli che ha visto una partecipazione incredibile e inaspettata di cittadini, più di 500.

Poteva Bartoli starsene zitto? Assolutamente no! E infatti, in un comunicato diffuso in queste ore stigmatizza l’accaduto.

“Siamo molto colpiti, nonché delusi, dalle esternazioni fuori luogo improvvidamente apparse sul web ad opera di una delle liste avversarie, quella capitanata dal sindaco uscente Mazza – commenta Dionigi BartoliVorremmo che così non fosse, ma, ahimè ci sentiamo inevitabilmente coinvolti. La nostra festa dedicata a Castellamonte deve aver colpito nel segno perché siamo stati citati, diciamo pure a sproposito, per la scelta di aver organizzato un evento, forse diverso dal solito, a conclusione della nostra campagna elettorale. Noi l’abbiamo fatto con l’intento di ringraziare tutti i castellamontesi per la collaborazione e per la loro squisita pazienza dimostrata ogni volta li abbiamo incontrati in questo mese dedicato alla propaganda elettorale. Abbiamo cercato anche di dare un’idea ai nostri concittadini di cosa siamo in grado di fare, tantè che il buon Mazza ha descritto l’evento come “degno di una Patronale” e di questo lo ringraziamo sperando di poterlo invitare ad una Patronale degna di Castellamonte organizzata da noi così che per primo possa rendersi conto cosa può e deve essere una “Festa Patronale”. Altresì vorremmo sottolineare a chi con la cultura sino ad oggi ha bisticciato pur essendone rappresentante, che manifestazioni nelle quali si regalano alla cittadinanza esibizioni di Maestri di fama internazionale quali Ciro Noto e Simone Sarno dovrebbero essere sempre la cornice naturale per una Città importante come Castellamonte. La nostra idea di campagna elettorale è stata da subito quella di non avere MAI una parola di accusa nei confronti di nessuno, semmai qualche nostro candidato ha dovuto ricorrere alla “memoria” per difendersi da attacchi scorretti che miravano a minarne la credibilità. Mai nessuno ha pensato di criticare la scelta di campagne sobrie ed economiche “basate sul contatto umano”, infatti, chi c’era può dire che di contatto umano durante la nostra “Patronale” ce n’è stato parecchio seppur con il dovuto distanziamento sociale imposto dalla attuale situazione. Non solo, dal primo all’ultimo giorno di campagna elettorale il sottoscritto e tutti i candidati della lista ViviAmo Castellamonte sono stati prodighi di incontri nelle frazioni e nel concentrico, sempre nel rispetto dell’avversario, senza mai ricorrere alla delazione gratuita, cosa che non possiamo dire dei nostri avversari. Essere inseriti in un discorso dove si parla di “menzogna”, però, lo troviamo inaccettabile e respingiamo sdegnati le accuse al mittente, ci viene quasi il dubbio che tali “menzogne”, sempre citate dal buon Mazza, non facciano parte del suo modus operandi, un po’ come quando è riuscito in pieno lockdown a regalare ai castellamontesi un costosissimo commissariamento, ovviamente per colpa d’altri, tanto per essere chiari, sarebbe come dire che un’azienda va sempre male per colpa degli operai e non per le scelte sbagliate della dirigenza.  Parlare “così senza citare nessuno” risulta facile: si diventa i “bravi” e chiunque altro si prende la parte del “cattivo” e questa è una scelta vigliacca e indegna. Avremmo davvero preferito una conclusione di campagna elettorale più “sobria ed elegante”, magari con una birretta bevuta in compagnia durante l’ascolto del concerto alla nostra festa. Peccato. Ribadiamo la spedizione al mittente del “messaggio velenoso” che diventa a sua volta una fake news. Tanto per stare, seppur con uno stile ed uno spirito diverso, sulla stessa linea..”.

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