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Il sindaco Pasquale Mazza

CASTELLAMONTE. Mazza, il sindaco “a scadenza”. Si va verso il commissariamento

CASTELLAMONTE. Mazza, il sindaco “a scadenza”. Si va verso il commissariamento.

Il destino di Castellamonte nel prossimo futuro sembra ormai segnato: dimissioni del sindaco, commissariamento e poi nuove elezioni. Le opposizioni hanno rigettato sdegnate le offerte di collaborazione, smentendo l’impressione che ci potesse essere una disponibilità non a sostenere la maggioranza (cosa che non avrebbe avuto senso) ma ad impedire il commissariamento.

Nella scorsa settimana tutte le parti in causa hanno precisato le proprie posizioni  attraverso lunghi e dettagliati comunicati, a cominciare da Alberto Pautasso, che con il suo voto contrario sul Bilancio ed il suo passaggio all’opposizione aveva dato il via alla crisi.

Crisi in maggioranza: le motivazioni di Pautasso

Le telegrafiche dichiarazioni rese da Pautasso in sede di Consiglio non avevano permesso di capire i motivi della sua scelta; le spiegazioni che ha fornito in seguito sono state invece molto particolareggiate. “Dopo aver esercitato democraticamente il mio diritto di voto – scrive – sono stato messo alla gogna e tacciato come irresponsabile e depositario di tutti i mali di Castellamonte. Trovo più che mai doveroso rendere pubbliche le ragioni che mi hanno portato a tale scelta”.

Precisa che è “felicemente sposato, di religione cristiana” e con un lavoro che impegna molto del suo tempo in viaggio in Italia ed all’estero. Come amministratore  comunale “ho messo a disposizione le mie competenze ma soprattutto il poco tempo libero e sacrificato la famiglia, un po’ come fanno i volontari delle varie associazioni”.

Ha poi elencato i risultati della sua azione amministrativa: tre edizioni di “Cammin’Arte”, volte ad aiutare economicamente le associazioni del territorio; il rilancio del Palio Sportivo dei Rioni “Memorial Davide Antonino”; la sostituzione dei corpi illuminanti con quelli a led nella palestra “Cresto”, nel Palazzetto San Bernardo, nel campo di calcio “Cogliati”; il progetto di recupero dell’area verde adiacente il parcheggio delle Poste con l’installazione di attrezzi fissi per esercizi all’aperto e la realizzazione di un campo di basket utilizzabile da tutti, che potrebbe essere finanziato dal GAL; la progettazione, insieme all’assessore Chiara Falletto, del rientro della Polizia Municipale nel Palazzo Comunale affinché fosse possibile realizzare la nuova sede didattica presso la Scuola Cresto; il rifacimento e potenziamento dell’impianto di videosorveglianza.

Pautasso precisa di essere diventato col tempo un consigliere “scomodo” perché la sua attenzione si era  focalizzata sui maggiori capitoli di spesa per poterli ridurre”. Poi è arrivata l’emergenza Covid: “Mi sono concentrato sulla delega relativa alla Protezione Civile (proponendo anche la chiusura dei mercati alimentari) e rinunciando al futuro mutuo per il rifacimento degli spogliatoi nel campo da baseball ed all’investimento sul Palazzetto San Bernardo per convogliare le risorse finanziarie in aiuto alla popolazione. Ho caldeggiato la rinuncia per quest’anno alla Mostra della Ceramica per poi farla in grande stile l’anno venturo e sostenuto la possibilità di rinegoziare i mutui, indignandomi che nessun altro si ponesse la domanda di quanto sarebbe  costato. Di fronte alla rivelazione del responsabile del settore Finanziario che per liberare risorse per 240.000 euro ne avremmo dovuti spendere nei prossimi anni  750.000, dissentivo totalmente e così anche sulla proposta  modificata e presentata  in consiglio: spenderne 280.000 per liberarne 80.000. Per essere buoni amministratori è necessario stare con i piedi per terra perché la vita non è fatta di social”.

Le critiche delle opposizioni

In un comunicato congiunto i gruppi di opposizione sottolineano come il Bilancio di Previsione portato in consiglio fosse stato predisposto nel mese di marzo: “Non è approvabile in quanto non presenta i requisiti di attendibilità e veridicità. Contiene interventi divenuti di secondaria importanza  e non tiene conto degli effetti delle azioni che l’amministrazione dovrebbe intraprendere a tutela dei Cittadini e degli Operatori economici per fronteggiare l’attuale emergenza. Non vengono indicati i correttivi da applicare alle varie tasse comunali e agli aiuti sociali ai cittadini, al commercio, alle strutture artigianali, al sistema scolastico e ludico-sportivo, dall’addizionale comunale IRPEF , alla Tassa di Occupazione Suolo Pubblico, alla Tassa sui rifiuti e le relative minori entrate, al sostegno agli affitti, nonché gli interventi di spesa  da rinviare, i mutui e le spese correnti da finanziare”.

Essendo stata spostata al 31 luglio la data utile per l’approvazione “si poteva e doveva predisporre un nuovo documento più confacente alla situazione attuale”.

Il comunicato prosegue spiegando che “La nostra è stata una scelta ponderata e sofferta, una città non può essere amministrata alla giornata ed in perenne campagna elettorale. Sono indispensabili programmazione, capacità di organizzazione,  di coordinamento, di mediazione e confronto, doti che questa maggioranza litigiosa, ormai diventata minoranza, ha ampiamente dimostrato di non possedere. Ci chiediamo il motivo per cui il Sindaco cerca di promuovere solo ora un dialogo. Questo è il momento nel quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

Le opposizioni invitano alla coerenza “coloro che fino a ieri hanno aspramente criticato il sindaco in luoghi pubblici e che oggi ne tessono le lodi in modo poco oggettivo” e si augurano che “alcuni consiglieri di questa maggioranza decaduta, in un impeto di sincerità e coscienza, si uniscano a noi palesando finalmente in pubblico tutto ciò che esprimono nei contesti privati affinché emerga la vera indole di questo Sindaco”.

Il duro attacco di Recco

Dal canto suo il consigliere 5 Stelle Paolo Recco attacca aspramente Mazza sul piano personale.  Rivolgendoglisi direttamente, lo accusa di essere un incapace “seduto su una seggiola che le frutta in modo improprio uno stipendio che non merita. Forse per questo le menti migliori l’hanno abbandonata” . Lo imputa  anche di “totale malafede nell’accusare di scarsa collaborazione il sottoscritto e tutta la minoranza. Stiamo attraversando un periodo tragico e complicato ed in questi ultimi tre mesi l’assenza del governo della città, sul territorio, è stata evidente”. Ancora un attacco frontale: “Lei è sempre stato in perenne propaganda elettorale. Pur di mantenere la poltrona ha controvoglia copiato (in modo non corretto) le proposte che le avevo inviato. Già in marzo avrebbe potuto copiarle ma bisogna esserne capaci, con umiltà e perseveranza. Nessuno ha bocciato alcuna variante in quanto non è stata discussa. Per sua incapacità di approvare il Bilancio di Previsione all’inizio dell’anno, il Comune  non ha potuto aggredire  la spesa pubblica per aiutare la comunità di Castellamonte. Il commissariamento permetterà di eseguire in modo rapido le giuste azioni per intervenire economicamente. Oggi più che mia lei deve rassegnare le dimissioni. Si dimetta. E se proprio non riesce, le daremo una mano… a dimettersi”.

La difesa di Diversamente  Castellamonte

A rispondere agli attacchi sono i sostenitori della lista “Diversamente Castellamonte”, con la quale Mazza aveva vinto tre anni fa le elezioni. “Il gruppo – dicono – nato e cresciuto per unire personalità culturali diverse col fine di creare i giusti presupposti per una attività amministrativa attenta ai problemi e propositiva verso gli interessi dei cittadini, si trova da troppo tempo inerme di fronte alle scelte amministrative di alcuni suoi eletti che paiono aver dimenticato le promesse fatte in campagna elettorale perché stanno rappresentando solo le loro ragioni e non quelle di chi li ha votati. I consiglieri uscenti si sono ben guardati dal confrontarsi con la lista per risolvere eventuali problemi interni. Il passaggio alla minoranza è sembrato più il risultato di un diverbio personale o la vendetta per una <promozione> non ottenuta piuttosto che la richiesta di un diverso passo amministrativo”.

Per quanto riguarda i fatti più recenti  precisano: “Non comprendiamo il comportamento del consigliere Pautasso: se è veramente dettato,  come egli afferma, dalla tutela degli interessi della Città, allora gli chiediamo che faccia un passo in tale direzione consentendo, nei modi e nelle forme che si riterranno più idonee, che si possano realizzare quegli interventi indifferibili nell’interesse della cittadinanza”.

Non meno netto il giudizio sull’opposizione consiliare: “Come giudicare il suo atteggiamento?  Più volte sollecitata per un confronto sul bilancio si è fatta da parte, sorda a qualsiasi richiesta, troppo intenta a gustarsi il momento, da lei ben preparato, della votazione contraria. Le variazioni fatte al bilancio per poter creare un fondo di aiuto post-covid  non sono state neanche lette”.

Il comunicato si conclude con un invito, certo destinato a cadere nel vuoto: “Le elezioni saranno forse inevitabili ma i commercianti, gli artigiani, i cittadini in difficoltà hanno bisogno di un aiuto concreto subito, non a ottobre. Hanno chiesto aiuto al Comune; si aspettavano un sostegno; si aspettavano un segnale di speranza. Con che faccia vi riproporrete per chiedere il voto dopo aver voltato le spalle alla città? Al contrario, gesti di responsabilità in positivo non potranno che trovare posto ed onore nella storia di Castellamonte”.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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