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CASTELLAMONTE. Crisi di maggioranza, mozione di sfiducia a Mazza

Mozione di sfiducia contro il sindaco di Castellamonte: l’hanno presentata i gruppi di opposizione. Quello di Maddio, Falletto, Tomaino; quello costituito dal 5 Stelle Recco e quello creato alla fine del 2018 dai “fuoriusciti” Ertola e Villirillo. Dopo aver ricostruito brevemente la travagliata storia di questi tre anni di mandato, tra dimissioni e cambi di schieramento fino alla mancata approvazione del Bilancio nella seduta  del 22 maggio che ha di fatto capovolto i rapporti di forza, i firmatari chiedono una nuova convocazione del consiglio per discutere la mozione.
Ci sarà dunque a breve una seduta decisiva, sia sul piano politico (è ormai praticamente certo che la città verrà commissariata e che si andrà alle urne) sia per quanto riguarda gli aiuti alle categorie socio-economiche più colpite dalla conseguenze della pandemia (potrebbe esserci un voto che consenta l’approvazione delle misure di sostegno “post-Covid” per far cadere la giunta subito dopo).
Questo il commento  del sindaco Mazza: “Abbiamo aggiornato il bilancio e lo riporteremo in consiglio per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e delle forze produttive della città, colpite dalla crisi causata dal Covid. Poi si discuterà la mozione di sfiducia: credo si andrà alle urne a settembre. Gli irresponsabili si assumeranno le loro responsabilità nei  confronti della città. Spiegherò bene, passo per passo, cosa è capitato. Poi i cittadini decideranno . Una cosa è certa: si sono persi dei soldi che avrebbero fatto comodo”.

La maggioranza: “Siamo esterefatti”

Nel clima rovente che caratterizza Castellamonte dopo il cambio di schieramento da parte di Alberto Pautasso e la mancata approvazione del Bilancio, il gruppo consiliare di maggioranza (anzi dell’ex-maggioranza…) ha diffuso un comunicato nel quale i suoi esponenti si dichiarano “esterrefatti  per quanto accaduto in consiglio e per i comportamenti sia delle minoranze che del consigliere Pautasso, il quale ha deciso di togliere il suo appoggio durante la peggiore crisi degli ultimi decenni”. Alle accuse dell’ex-consigliere delegato, il gruppo ribatte:  “Potremmo rispedirle al mittente, sottolineando la collaborazione scarsa o nulla alla gestione dell’emergenza, potremmo chiedere a chi si è sfilato, partecipando ad un’operazione strettamente politica, fatta sulla pelle dei cittadini, le reali motivazioni di questo gesto, ma non è il momento di fare ulteriori polemiche. La città di Castellamonte, le sue attività commerciali, il suo tessuto sociale, hanno bisogno di aiuti urgenti e di prospettive concrete, che non possono essere realizzate senza l’approvazione del bilancio comunale”.
Nel comunicato dell’ex-maggioranza si legge: “Tentiamo ancora una volta di spiegare, come già fatto negli ultimi mesi, i motivi per i quali era stato portato in consiglio il Bilancio approntato prima dell’emergenza. La strada più semplice sarebbe stata quella di approvarlo com’era e di approvare contemporaneamente una Variazione che limitasse le uscite non essenziali, spostando  60.000 euro da varie voci di spesa (compresa quella riguardante la Mostra della Ceramica) al capitolo <Emergenza Covid> nel quale sarebbero confluiti anche 180.000 dell’Avanzo di Bilancio. Oltre a questi 240.000 se ne sarebbero potuti utilizzare ulteriori 84.000  dalla rinegoziazione dei mutui, bocciata anch’essa nell’ultimo Consiglio, che non sarà possibile chiedere nuovamente viste le scadenze tecniche. Anche di questo i cittadini devono ringraziare coloro che hanno espresso voto contrario. Inoltre è giusto ricordare che, bocciando il bilancio, non potranno essere realizzati gli investimenti previsti, come quelli su asfalti, eliminazione delle barriere architettoniche, costruzione di loculi per il cimitero ed edilizia scolastica”.
Rispedendo ai mittenti le accuse di non aver accolto le proposte delle minoranze, il gruppo scrive: “Quanto sopra è il nostro progetto economico per il rilancio di Castellamonte, ideato dalla maggioranza poiché, da marzo, nessuna proposta in merito è arrivata dall’opposizione.
Per il bene del Comune, crediamo che un commissariamento in questo momento sia la peggiore ipotesi possibile: una scelta scellerata e una responsabilità gravissima, non nei confronti dell’Amministrazione, ma di tutta la cittadinanza. Siamo ancora disposti a mandare avanti un progetto, purché abbia come orizzonte temporale la fine naturale della legislatura, ma se non ci sarà collaborazione prenderemo atto, senza nessun attaccamento alla poltrona, che la maggioranza non esiste più, consapevoli di aver tentato ogni strada per il bene comune.

In ballo i soldi dell’emergenza Covid

Come sarebbero stati impiegati i 240.000 euro destinati all’Emergenza Covid? Oppure come verranno impiegati, se nella prossima seduta di consiglio il Bilancio dovesse passare?  Nel comunicato emesso dal gruppo dell’ex-maggioranza le misure previste vengono  elencate una per una.
La parte più cospicua della somma messa a disposizione (150.000 euro) avrebbe riguardato l’esenzione dalla Tari: 100.000 avrebbero consentito di non far pagare la tassa ai commercianti per il periodo di forzata inattività; 50.000 di non farla pagare ai cittadini in difficoltà. Sempre a favore del commercio una serie di altri fondi: 20.000 euro sarebbero serviti per esentare dalla Tassa di Occupazione del Suolo Pubblico gli ambulanti rimasti fermi e per permettere la collocazione, sempre sul suolo pubblico, di nuovi déhors; 5.000 sarebbero stati destinati ad agevolazioni sulle affissioni per promozioni commerciali e 10.000 alla creazione di una piattaforma e-commerce che favorisse lo sviluppo del commercio cittadino; 15.000 euro avrebbero aiutato la locazione di locali sfitti per installarvi nuove attività commerciali ed altri 10.000 euro sarebbero stati utilizzati per finanziare “iniziative commerciali e culturali estive, nel rispetto delle norme vigenti”.
Per quanto riguarda i privati, oltre ai 50.000 euro per la Tari ce ne sarebbero stati 20.000 euro per esentare i cittadini con il reddito più basso dall’Addizionale Comunale IRPEF e  5.000 di contributi per l’acquisto di materiale elettronico destinato alla didattica  a distanza.
Gli ultimi 5.000 euro del capitolo “Emergenza Covid” sarebbero stati destinati alla manutenzione dei sentieri.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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