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CASTELLAMONTE. Ci scrive Teknoservice srl: “Perché Minutiello non si sottopone ad una visita medica super partes?”

Di seguito la lettera di precisazione che Teknoservice srl ha inviato ai giornali in riferimento al caso di Franco Minutiello.

“[…] Il sig. Minutiello, assunto a tempo indeterminato dal 2013 presso la nostra azienda, ha sempre goduto, nell’ambito delle prestazioni lavorative, della stima della scrivente. Infatti il rapporto lavoratori si è sempre svolto con rispetto reciproco e nessuna discussione è mai sorta tra le parti.

Purtroppo, nel corso rapporto di lavoro, il sig. Miunutiello è stato gravemente colpito da una patologia purtroppo invalidante.

L’azienda, considerando le difficoltà riscontrate a causa di tale patologia, si è impegnata per molti mesi, come di norma in questi casi, alla ricerca di una nuova collocazione ovvero ad una mansione lavorativa del dipendente, che fosse idonea alle esigenze di cui il sig. Minutiello avrebbe potuto necessitare.

Il medico competente, tuttavia, lo dichiarò non idoneo alle mansioni alternative sperimentate e dunque i risultati di tale ricerca furono purtroppo negativi.

Alla luce di ciò, con lo scopo di evitare di mettere a rischio la sua salute e quella di altri lavoratori, che con lo stesso avrebbero dovuto collaborare, fu richiesto al sig. Minutiello di sottoporsi ad una visita medica presso un ente sanitario terzo “super partes”, al fine di identificare quali mansioni potesse effettivamente svolgere il lavoratore, anche a garanzia dell’ampia responsabilità che sussiste in capo al datore di lavoro.

Il sig. Minutiello, tuttavia, ritenne di non presentarsi mai a tali visite mediche, mettendo in tal modo in evidente difficoltà l’azienda e costringendola di poi a procedere con la risoluzione del rapporto di lavoro.

Successivamente, in sede di DTL, nella quale le parti vengono chiamate per esprimere un tentativo di conciliazione, il sig. Minutiello venne convocato dal Presidente conciliatore per ben due volte ma anche in tali occasioni egli non si presentò a nessuna delle convocazioni e addirittura, durante la seconda, sebbene sollecitato telefonicamente dal conciliatore stesso ad intervenire personalmente, egli si rifiutò, riferendo di essere stato “consigliato in tal senso”.

Gli stessi personaggi, da tutti conosciuti, che consigliarono al sig. Minutiello di non conciliare con l’azienda, colsero infatti, l’occasione di tale spiacevole situazione del lavoratore per provocare, invece, una campagna stampa capillare contro la Teknoservice, sfruttando politicamente la questione; tale scopo permane ancor oggi al fine di sempre screditare l’immagine della scrivente.

Si aprì quindi ad istanza del Minutiello la causa che ci porta ai giorni d’oggi e alla pronuncia del Tribunale di Ivrea che ci intima il reintegro del sig. Minutiello e il pagamento degli arretrati.

Riteniamo profondamente ingiusto tale provvedimento sia nei concetti che nella sostanza: lo stesso è infatti in netto contrasto con il principio di contemperamento di due diritti di entrambi costituzionalmente garantiti: da una parte il diritto al lavoro ed alla salute, e dall’altra il principio della libertà d’impresa e di organizzazione da parte dell’imprenditore.

Ciò nonostante, al fine di dirimere la controversia, ma soprattutto per venire incontro alle necessità del sig. Minutiello e prima di procedere nei termini di legge all’opposizione avverso la detta pronuncia, la direzione di Teknoservice presentò telefonicamente all’avvocato del Minutiello una soluzione percorribile favorevole ad entrambe le parti, al fine di favorire il reinserimento in azienda dello stesso dipendente. A tale proposta l’avvocato della controparte risposte con una controproposta scritta che non prendeva minimamente in considerazione le esigenze dell’azienda stessa e dunque inidonea e non accettabile. La Teknoservice nel suo pieno diritto di difesa fu pertanto costretta a procedere con l’opposizione la cui trattazione avverrà il 16 gennaio 2019 in sede competente.

E’ quindi evidente che Teknoservice in tutto il percorso non ha mai avuto atteggiamenti ostativi ad una risoluzione bonaria della controversia e si è sempre dimostrata disponibile nei confronti del sig. Minutiello cercando una soluzione costruttiva per entrambe le parti, trovandosi però di fronte a comportamenti da parte di estranei alla vicenda – i quali nutrono nei confronti dell’azienda solo sentimenti vendicativi – che, più che voler risolvere il problema, sono evidentemente tesi a sollevare un caso mediatico per screditare l’immagine di Teknoservice. La questione è dunque palesemente diversa da quella che finora è stata rappresentata.

Si ricorda nuovamente infatti che l’ordinamento prevede che debba sussistere un bilanciamento tra i diritti e gli interessi garantiti dalla Costituzione, e che sono entrambi in capo alle parti che occupano tale vertenza.

Pertanto, ribadiamo la nostra disponibilità a favore l’ingresso del sig. Minutiello alle condizioni già esposte invitandolo a sottoporsi a visita medica da un ente medico terzo e super partes (invito sino ad oggi rifiutato) per valutare le condizioni odierne di salute e poter identificare una mansione che metta al sicuro il dipendente e l’azienda da rischi derivanti dall’esercizio dell’attività lavorativa.

Il comportamento assunto finora di indisponibilità a trattative concrete e di volontà di scontrarsi sul terreno mediatico, proponendo sit-in, lascia intendere che i “consiglieri” (non legali) curano forse più i propri interessi piuttosto che quelli del sig. Minutiello. In tal modo la prosecuzione del giudizio nel grado di appello diventa non sono una scelta voluta, ma una scelta necessaria”.

Teknoservice srl

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