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IL SINDACO di Castellamonte Pasquale Mazza

CASTELLAMONTE. CERAMICA, Pasquale Mazza: “Avere un Museo è fondamentale”

Nell’intervista della scorsa settimana hai dichiarato che la Ceramica è “il tema che distingue Castellamonte”.

Ritieni più importante l’aspetto artistico o quello artigianale? Quanto spazio si dovrebbe riservare all’uno ed all’altro?

La Ceramica ha mille declinazioni, sono tutte importanti e da enfatizzare per far conoscere sempre di più la lavorazione della terra, che a Castellamonte è un’eccellenza. Gli spazi riservati all’aspetto artistico e a quello artigianale devono essere equivalenti, cercando di portare in evidenza di volta in volta i legami tra le opere e gli oggetti in ceramica con l’arredo urbano, con l’enogastronomia, con la produzione di stufe e quella di opere d’arte.

Ritieni possibile ed auspicabile rivalutare il ruolo dell’artigianato?

Sicuramente auspicabile, quindi bisogna lavorare per renderlo possibile. È un lavoro lungo e che dipende non solo dall’Amministrazione Comunale, ma servono incentivi alla produzione artigianale, che facciano conoscere le piccole botteghe. La produzione artigianale è quella che solitamente il turista cerca e che può essere centrale nello sviluppo di un turismo “popolare”.

A tuo parere ci sono le condizioni di mercato per tornare ad una produzione paragonabile a quella della prima metà del Novecento?

Nel periodo storico da voi citato la produzione era su scala industriale, con grandi fabbriche che davano occupazione producendo materiale ceramico come refrattari e vasellame. Oggi il centro della produzione ceramica di livello industriale è concentrato in altre regioni ed è quasi impossibile spostare un intero indotto. Dobbiamo conoscere e valorizzare passato e tradizione, ma è necessario pianificare realisticamente il futuro. A Castellamonte a mio avviso bisogna concentrarsi sulle eccellenze riconosciute come la produzione di stufe e sul rilancio di botteghe di artigiani, facilitando la loro rinascita. Purtroppo le condizioni, in questo momento di crisi post-covid, non sono favorevoli in generale a chi vuole investire su aziende o commercio.

Su quali tipologie di prodotti pensi che si dovrebbe puntare (stufe, elementi architettonici, oggetti di uso quotidiano) e perché?

Nessun aspetto deve essere tralasciato, bisogna studiare e progettare le condizioni per valorizzare tutti i prodotti da voi citati. Le stufe sono legate indissolubilmente al nome di Castellamonte e rappresentano un’eccellenza ormai a livello mondiale, gli elementi architettonici e di arredo urbano possono costituire un vero e proprio museo all’aperto e gli oggetti di uso comune, seppur non di grande tradizione a Castellamonte, possono tornare a essere importanti seguendo il filone del “green deal”.

Siccome l’idea è quella della ceramica come traino del turismo locale, quale ruolo può avere l’amministrazione comunale in questo rilancio?

Il rilancio del turismo deve essere coordinato a livello territoriale, con un’unione d’intenti di tutti i comuni Canavesani. A livello castellamontese l’Amministrazione deve raccogliere le migliori competenze nella “Fondazione della Ceramica”, un ente a guida amministrativa che si occupi di progettare, reperire i fondi e realizzare tutti i progetti legati alla ceramica, dalla gestione della Mostra alla costituzione del Museo.

Quanta importanza attribuisci al Museo Permanente della Ceramica e perché?

Avere un Museo è fondamentale per attirare i turisti e dare loro un punto di riferimento. Assieme ai siti museali privati già esistenti si potrà finalmente costruire un percorso espositivo che duri tutto l’anno. Intanto sono orgoglioso di poter rivendicare che la mia amministrazione ha ottenuto il finanziamento per poter realizzare finalmente il progetto del museo, mi auguro di poter essere anche il Sindaco in carica al momento dell’inaugurazione.

Quanta importanza, ai fini della valorizzazione della Ceramica, riveste la presenza in città del Liceo Artistico?

Il Liceo è formazione, e la formazione è il futuro. Il Liceo è importantissimo per formare e per far conoscere la realtà castellamontese a nuove leve, il tema è che bisogna creare un ambiente per cui queste competenze possano rimanere e svilupparsi sul territorio.

Quali critiche muovi al modo in cui le passate amministrazioni (quand’eri in minoranza) hanno gestito la mostra?

Mi interessa poco criticare, gli investimenti sulla Mostra sono calati negli anni, ma è anche vero che il bilancio comunale non permette più di utilizzare le stesse cifre di vent’anni fa. In generale penso però che nelle vecchie edizioni sia mancata la progettazione a lungo termine e la ricerca di novità. Inoltre, anche quando il budget a disposizione era maggiore, troppe edizioni sono mancate di concretezza nel lasciare un segno sulla città. Per questo vorremmo legare la Mostra ad un progetto di arredo urbano, cercando ogni anno di incrementare le opere di proprietà comunale da installare all’esterno, così come abbiamo fatto nelle ultime edizioni per le opere del concorso.

Quali iniziative hai in mente per migliorare la mostra?

Dopo aver attirato artisti nazionali ed internazionali con la formula del concorso, vogliamo che la Mostra diventi vetrina anche della parte artigianale, attirando tutti i lavoratori del settore, e vogliamo costruire, attraverso le opere che della Mostra, un percorso di arredo urbano che costituisca un vero e proprio Museo all’aperto. La Mostra va inoltre affiancata a numerose altre iniziative “di piazza”, come quelle legate all’enogastronomia, per ricostruire anche uno spirito cittadino nella valorizzazione della ceramica.

A posteriori, ritieni che la scelta di annullare la 60° edizione della mostra a causa del Covid sia stata quella giusta e perché?

Vorrei sottolineare che la Mostra 2020, il cui progetto era già pronto, non si è tenuta per la volontà politica della parte del Consiglio Comunale che ha fato cadere l’amministrazione. Sarebbe stato importante, per il rilancio post-Covid, avere un evento che attirasse visitatori nella città, ma evidentemente questo non è la priorità per alcune persone, tra cui quelle che oggi si propongono in altre liste.

Il progetto iniziale prevedeva importanti investimenti per portare a Castellamonte opere di Picasso, che sarebbero state il traino per attirare turisti, i quali avrebbero potuto ammirare le opere dei ceramisti locali e visitare le loro botteghe, ma anche vedere finalmente il ritorno dell’utilizzo della Rotonda Antonelliana. Questo progetto era già stato ridimensionato, mantenendo solo la parte all’aperto, a causa della pandemia. Il fatto che sia naufragato tutto assieme all’amministrazione è un peccato sia per chi si era impegnato nella progettazione, ma soprattutto per la città.

Se sarai rieletto, cosa cambierà nell’edizione 2021?

Nell’edizione 2021 arriveranno le novità previste per l’edizione 2020, che purtroppo non sono state realizzate, poi con la Fondazione della Ceramica progetteremo il futuro.

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