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NELLA FALLETTI

CASTELLAMONTE. CERAMICA, Nella Falletti: “Il Comune può favorire nuove attività con agevolazioni economiche”

Nell’intervista della scorsa settimana ha dichiarato che la Mostra della Ceramica è “troppo sbilanciata sul lato artistico, con poche ricadute per il territorio” e che occorre “riportare alla centralità l’artigianato”.  

Quanto spazio si dovrebbe dare all’arte e quanto all’artigianato?

Non è una questione di percentuali, né di spazi occupati, ma di ridare importanza alle creazioni e alle produzioni artigianali che possono interessare un pubblico più vasto. La Mostra deve richiamare più visitatori perché ne possa beneficiare tutto il settore commerciale, non solo quello specificatamente dedicato alla ceramica.

Come pensa si possa ridare all’artigianato la centralità?

Organizzando delle fiere, nell’ambito della Mostra della Ceramica, che possano attrarre anche espositori che provengono da altre parti d’Italia e d’Europa.

A Suo parere, ci sono le condizioni di mercato per tornare ad una produzione paragonabile a quella della prima metà del Novecento?

Non sono un produttore del settore, ma mi sembra arduo ipotizzare un ritorno a situazioni di 40-50 anni fa. In questo momento non ci sono le condizioni economiche.

Su quali tipologie di prodotti pensa che si dovrebbe puntare (stufe, elementi architettonici, oggetti di uso quotidiano) e perché?

Non sono certo io che debbo insegnare il mestiere a chi lo fa (e bene) da una vita, portando in alto il nome di Castellamonte.

Quale ruolo può avere l’amministrazione comunale in questo rilancio?

L’Amministrazione può favorire l’apertura di nuove attività attivando delle agevolazioni economiche.

Quanta importanza attribuisce al Museo Permanente della Ceramica e perché?

La storia di Castellamonte è strettamente connessa con la lavorazione della terra rossa, sin dall’antichità. E’ ciò che contraddistingue la nostra città e la rende famosa anche al di là dei confini nazionali. Una tale storia, una tale eredità, merita di avere uno spazio permanente dove poterla conoscere ed ammirare.

Quali critiche muove al modo in cui le passate amministrazioni (quando Lei era in minoranza)hanno gestito la mostra?

Non mi piace criticare il lavoro di chi sicuramente ha profuso tutte le sue energie per organizzare l’evento al massimo delle sue possibilità. La mia riflessione è di lungo periodo. La Mostra non è in declino da ieri, a causa anche della progressiva diminuzione delle risorse a disposizione che non consentono più l’organizzazione di eventi come ad esempio ai tempi di Mileti. Bisogna ripensare il format, cercando anche delle forme alternative di finanziamento.

Quali iniziative ha in mente per migliorare la mostra?

E’ presto per fare annunci e per scendere nei dettagli. Sicuramente, anche alla luce dell’impossibilità di ottenere dagli enti superiori le risorse che assicuravano un tempo, dovremo trovare altre strade, passando anche dalla partecipare ai bandi di finanziamento europei. E’ per questo che prevedo di individuare una figura di riferimento nella macchina amministrativa che si occupi espressamente di ricerca fondi e di progettazione: l’UE offre tante possibilità che occorre sfruttare di più di quanto sia stato fatto finora.

Ha valutato in modo favorevole o sfavorevole la decisione dell’amministrazione precedente di annullare la 60° edizione della mostra a causa del Covid e perché?

Mi è sembrata la cosa più logica da fare in quel momento. Una Mostra all’altezza delle aspettative la si organizza mesi prima e questa primavera sinceramente era difficile pensare ad un evento pubblico.

Se sarà eletta, cosa cambierà nell’edizione 2021?

Posso solo dire che si comincerà un percorso di rilancio e di cambiamento, senza la presunzione di avere la bacchetta magica.    

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