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Alessandra Pettoruso, la maestra che su facebook ringrazia Dio di essere "fascista"

CASTELLAMONTE. Bufera sull’insegnante fascista Gianna Pentenero “segnala”

Non  può più proclamarsi fascista su Facebook. Il profilo social della maestra Alessandra Pettorruso, pieno pieno di post inneggianti a Mussolini, è stato bloccato, oscurato da mercoledì scorso, 19 giugno.

All’indomani dell’uscita del nostro articolo e della lunga intervista con cui la maestra che ha insegnato in mezzo Canavese, sosteneva con forza la legittimità delle sue idee, Alessandra Pettorruso ha pubblicato un lungo post per dire che nulla e nessuno le avrebbe mai fatto cambiare posizione e che avrebbe difeso le sue idee fino in fondo. Poche ore dopo il suo profilo non c’era più.

Rimosso? Oscurato? Cancellato? Poco importa.

Quel che è certo è che c’è una segnalazione alla polizia postale. Risale a lunedì 17 luglio, il giorno prima che uscisse il nostro articolo, quando intorno alla maestra fascista iniziava a scoppiare la bufera.

A presentarla è stata Gianna Pentenero, assessore regionale all’istruzione non appena venuta a conoscenza dei fatti.

“Attendo l’esito  della segnalazione – ci dice – Posso dire, però, che di questa faccenda se ne sta già occupando l’Ufficio Scolastico Regionale. Si tratta di affermazioni inaccettabili, in modo particolare se arrivano da una insegnante…”

Le reazioni

All’uscita dell’articolo, le Anpi di mezzo Canavese sono insorte dinnanzi alle posizioni revisioniste della maestra Alessandra. Primo tra tutti l’ex presidente dell’Anpi di Castellamonte, Federico Morgando, dirigente scolastico dell’istituto nel quale ha insegnato quest’anno Alessandra Pettorruso. Incredibile, ma vero. Proprio lui, paladino dei valori della Resistenza e della Libertà, si è ritrovato all’interno del suo corpo docenti un’insegnante pronta a pubblicare frasi come: “Ringrazio ogni giorno Dio per avermi fatto Fascista”.

“Aveva un contratto a termine – spiega Morgando che ha concluso con la fine dell’anno scolastico. Nel corso dell’anno appena concluso nessun collega e tanto meno genitori sono entrati nel mio ufficio a lamentarsi dei comportamenti e delle lezioni della maestra perciò come insegnante non ho nulla da imputarle…”.

L’insegnate è riuscita a far saltare le staffe anche al serafico Enrico Vallino, sindaco di Rivarossa, paese dove Alessandra vive da sempre ed è conosciutissima. “Che ci azzecca Dio con le aberrazioni umane? – è sbottato – Non nominare il nome di Dio invano, per favore!”.

Per Vallino la situazione è seria, molto seria: “Eviterei di alzare un polverone su questa vicenda proprio perché la situazione è davvero delicata. Manifestare il proprio pensiero è sempre legittimo e non credo che questa mia concittadina abbia commesso un reato. Trattandosi di una maestra, però, son felice del fatto che sia arrivata una segnalazione sul tavolo del provveditore. Ci sono delle autorità preposte al controllo e alla verifica. E’ giusto che siano loro ad approfondire i fatti. Dal mio punto di vista, però, l’adesione ad un’infausta teoria politica come il fascismo, è un’aberrazione”.

Indignato anche il consigliere comunale di Front Pierpaolo Ferrari che, dopo un botta e risposta sul profilo Facebook della Pettorrusso, prima che venisse oscurato, le ha tolto l’amicizia.

Tra le tante reazioni, anche  quella dell’Anpi di Chivasso.

Non so a quale Dio si riferisca la maestra nell’esprimere il suo pensiero – commenta amaro Vinicio MilaniOgnuno ha le sue idee e le proprie opinioni e come tali vanno rispettate ma, se ad esprimerle è una persona che vuole essere anche educatrice ritengo sia grave. Il fascismo come modello attecchisce, in un sistema di disvalori, in persone che, a prescindere dal titolo di studio, ignorano e non sanno cosa ha rappresentato il fascismo oltre settant’anni o forse si rifanno a quella ideologia come forma di dissenso sociale e politico in una democrazia messa a dura prova ogni giorno da chi ci governa e dall’indifferenza generale”.

Difficile immaginare quali risvolti subirà questa vicenda dopo la segnalazione alla polizia postale e la segnalazione all’ufficio scolastico regionale presentate dall’assessore Pentenero.

Alessandra Pettorruso, 40 anni e una carriera tra i banchi delle scuole elementari di mezzo Canavese iniziata 18 anni fa, prima della polemica nata in questi giorni, non ha mai lasciato un segno negativo nelle scuole in cui ha insegnato, né dato motivo ai genitori di lamentarsi.

Questo episodio evidentemente potrebbe segnare una macchia sul cammino, già precario, dell’integerrima maestra.

La reazione del Pd di Castellamonte

Dura reazione del Partito Democratico di Castellamonte. Tramite il segretario del circolo cittadino Luca Chiartano una presa di posizione netta sulla vicenda.

“Le esternazioni web esaltate, per non dire incoscenti, della maestra Alessandra Pettorruso, in servizio presso la direzione didattica di Castellamonte, portate alla ribalta dal giornale La Voce, paiono al limite del reato di apologia del fascismo e puntano l’attenzione su un tema quanto mai attuale. E’ infatti in discussione in questi giorni in Parlamento il Ddl Fiano del Pd che cerca di porre un freno ad una deriva che, soprattutto sui social web, cerca di riscrivere la storia secondo teoria quanto mai fantasiose. Viene naturale chiedersi se questa docente, quando si trova di fronte dei bambini di 10 anni, sia in grado di insegnare loro a distinguere la democrazia della Dittatura Fascista, che avrà anche fatto qualcosa di buono, ma impediva qualsiasi pensiero che non fosse quello dettato dal regime. A convincere chi non fosse allineato ci pensavano poi l’olio di ricino, i manganelli e, in tantissimi casi, anche la prigione e la morte. Numerose persone infatti hanno per la vita per permettere a quest’insegnante, residente a Rivarossa, di potersi oggigiorno esprimere liberamente.

Ma a tutto c’è un limite! Ecco quindi che il Ddl Fiano intende proprio creare un argine ad una pratica che, partendo dal Web, può mettere a rischio quella democrazia che, a quanto pare, poco piace alla maestra Pettorruso.

Una cosa è sicura: Castellamonte, Città decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza, nelle sue aule scolastiche meritava frequentazioni migliori! Rivolgiamo quindi un appello al mondo della scuola e a tutte le forze democratiche affinchè facciano sentire la propria voce, in modo da isolare prese di posizioni che si pongono fuori dai principi costituzionali. Non è censura, perché il Fascismo (così come il Nazismo) non è un’idea ma un crimine e non si può consentirne la diffusione tra i nostri figli e nipoti”.

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