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CASELLE. Fuggi fuggi dalle pari opportunità. Dopo il rifiuto per il “Gay Pride”

Era stata presentata solamente nell’aprile scorso, con tanto di conferenza stampa, per annunciare il nuovo regolamento e le nuove componenti.

Ma la Commissione Pari Opportunità di Caselle è già al bivio, fra il rimanere in piedi fino al termine del mandato amministrativo e ora rischia di finire anzitempo.

Se fino a lunedì sera, quando si è riunito il consiglio comunale, la Commissione era composta dalla presidente Loredana Bagnato, dal vice presidente Massimo Rizzi, dalla segretaria Cristina Damiano, e da Paola Conterio, Mirko Trombetta, Raffaela Violino e Giuseppina Chieregatti, oggi invece si segnalano quattro importanti defezioni.

A partire da quella di Rizzi (quota M5S), passando per quella della Damiano (quota maggioranza)- espressione della maggioranza – e concludendo con la grillina Raffaela Violino, che proprio lunedì sera ha preso parola nella mezz’ora dedicata al pubblico per annunciare il “passo”.

E infine quella della Chieregatti (quota Sel/Idv), arrivate mercoledì mattina.

“Sono profondamente delusa – commenta la ViolinoCi ho creduto a tal punto da coinvolgere un caro amico che con la politica, e soprattutto con il M5S, non c’entra nulla, ma è un professionista con un profilo tecnico che tutti voi avete potuto valutare e dalla lettura del suo curriculum e, per qualcuno, con conoscenza diretta. Mi spiace averlo coinvolto con la promessa che la Commissione sarebbe stata un’occasione per rilanciare il ruolo dei comuni cittadini. Ho sbagliato, e ho sbagliato ancora di più a dare credito a parole e promesse che non avrebbero avuto seguito”.

Le fa eco Cristina Damiano: “La Commissione pari opportunità dovrebbe, a mio parere, permettere a tutti di esprimere le proprie opinioni, di valutare le situazioni, di condividere le decisioni. In questi mesi sono riuscita a rapportarmi positivamente solo con alcuni membri, trovando difficoltà a esprimere idee e consigli con altre. Questa Commissione è composta da grandi professionalità che è giusto vengano valorizzate: è per questo che ritengo di dover rassegnare le dimissioni, visto le incomprensioni che si sono create, in modo che la Commissione possa continuare il suo operato in un clima di serenità come è giusto che sia. Io ritengo, per i motivi sopra espressi, di non poter ricoprire serenamente il mio ruolo all’interno della Commissione che mi auguro possa comunque proseguire brillantemente il suo percorso”.

A far traballare il tutto – le dimissioni potrebbero aumentare nelle prossime settimane – è stato il rifiuto del Comune a dare il patrocinio al “Gay Pride” di Torino ma anche su altre indicazioni date alla Commissione stessa e “mai recepite dall’assessore Angela Grimaldi”, prosegue Violino.

Il putiferio è proseguito in consiglio quando ha preso la parola Sergio Cretier (Idv/Sel): “Questa Commissione deve essere totalmente ripensata e forse rifondata. Non può essere una cosa da nulla il fatto che tre componenti su sette si siano dimesse. Sono molto deluso, perché questa Commissione è diventata un ‘eventificio’ e non un luogo dove discutere e dibattere di temi seri, cercando delle soluzioni vere. Sono deluso perché é stato disatteso lo statuto”. E di qui le dimissioni, due giorni dopo, della Chieregatti.

Duro anche Angelo Navone (M5S): “Il Movimento aveva deciso di abbracciare questo progetto perché ci credevamo. Ma la Commissione invece di ascoltare, recepire e far partecipare ha fatto tutt’altro. Non vi sembra in questo modo di giocare con le persone che ancora credono nella politica?”.

Se Luca Baracco ha invitato a portare la questione in una riunione “privata” fra capigruppo, dimissionari e le altre componenti, l’assessora Angela Grimaldi è sorpresa e dispiaciuta: “Quando delle persone si dimettono è un fatto spiacevole. Spero di aver modo di poter parlare con loro e chiarire alcuni aspetti, perché sono persone con grandi professionalità e che hanno fatto un grande lavoro fino ad oggi. Non abbiamo progetti? Ci sono eventi in rampa di lancio su tematiche come disabilità, droghe e violenza sulla donne, decisi anche assieme alle persone dimissionarie. Se le dimissioni non rientreranno cercheremo altre donne che abbiano voglia di fare questo percorso assieme a noi”.

Di chi siano le colpe di tutto questo forse non si sapranno mai, ma una cosa è certa: la campagna elettorale è iniziata.

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