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CASELLE-CIRIÈ. Caso Suarez, Chiappero in procura come persona informata sui fatti

È finito sulle prime pagine di tutti i giornali il nome dell’avvocato della Juventus Luigi Chiappero, ex sindaco di Ciriè ed ex consigliere comunale di Caselle, attuale presidente dell’Ente Parchi Reali. Chiappero nei giorni scorsi è stato ascoltato per otto ore dalla procura di Perugia nell’ambito dell’inchiesta sull’esame “farsa” condotto dall’Università per Stranieri del capoluogo umbro all’ex calciatore del Barcellona Luis Suarez. Un esame che ha permesso di conseguire il livello “B1”, ovvero il minimo sindacale per poter entrare in Italia e lavorare – anche se sei calciatore – nel Belpaese. Chiappero, insieme alla collega Maria Turco, sono stati ascoltati come persone informate sui fatti. I loro nomi non risultato iscritti nel registro degli indagati. Turco è l’avvocato che ha seguito la pratica con il direttore generale dell’Università, Simone Olivieri (lui sì indagato per rivelazione del segreto e falso ideologico). Ha negato ogni irregolarità. L’ex sindaco di Ciriè avrebbe solamente assistito, senza neanche prendere parola, ad una delle telefonate tra la collega e Olivieri.

Chiappero di fronte ai pm Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti ha respinto ogni ipotesi di coinvolgimento della Juve nell’esame “farsa”. «La verità – ha dichiarato –   viene spesso alterata, ritagliata, ricostruita e restituita in un racconto che magari serve più al lettore e però non è la verità». L’avvocato ha ringraziato i magistrati per averli convocati in tempi molto stretti. «Aspettavamo anche con un po’ di ansia – ha detto Chiapperol’occasione per poter riferire tutto quello che dovevamo. È andata bene, abbiamo ascoltato le domande che ci sono state poste dai pubblici ministeri e pensiamo di avere contribuito in maniera positiva alla ricostruzione dei fatti nella nostra veste, che era quella di testimoni e che ci è servita per ribadire la trasparenza del nostro operato professionale”. Dunque la Juve è estranea a tutto? “Certo” ha risposto l’avvocato. Ma al di là delle parole che arrivano dal club, bisognerà vedere se le spiegazioni fornite dai due legali abbiamo soddisfatto i pubblici ministeri. E, dunque, se abbiano fornito quelle evidenze che consentano di escludere una pressione della società bianconera sull’università al fine di agevolare la pratica. Che ha seguito una corsia fin troppo preferenziale, stando a quanto sostengono gli inquirenti e gli investigatori: esame di 12 minuti con domande ‘preconfezionate’ e fornite in anticipo al calciatore, una seduta ad hoc, anticipata di cinque giorni rispetto alla data inizialmente prevista. La prova si è infatti svolta il 17 settembre e non il 22, appena 48 ore dopo la decisione della Juve di abbandonare Suarez al suo destino perché – almeno stando a quanto trapelò dalla Spagna – si era resa conto che non ci sarebbero stati i tempi tecnici per riuscire ad aggirare lo status di extracomunitario. Una decisione presa lo stesso giorno in cui i finanzieri ascoltano due telefonate fondamentali per l’inchiesta: quella in cui la professoressa Stefania Spina confessa che Suarez “non spiccica na parola” di italiano e quella in cui l’esaminatore Lorenzo Rocca indica al suo interlocutore i voti da dare al calciatore, a prescindere dall’esito della prova

L’inchiesta ha subito uno stop a fine scorsa settimana, come voluto dal procuratore Raffaele Cantone che ha stigmatizzato quelle che definisce ripetute violazioni del segreto istruttorio, con l’obiettivo di «riprogrammare le attività e garantire la doverosa riservatezza». Fughe di notizia che hanno riguardato i personaggi legati al mondo Juve, anche lo stesso Chiappero. Gli interrogatori e le attività istruttorie sono riprese in queste ore.

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Blogger: Claudio Martinelli

Claudio Martinelli
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