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L’avviso sulla recinzione che informa dell’avvio dei lavori

CASALBORGONE. Un campetto senza “anti-traumi”

Il  responsabile della sicurezza dell’Istituto Comprensivo di Brusasco ce lo conferma: i lavori per la realizzazione del campetto polisportivo (ex campo da bocce) nell’area della scuola media di Casalborgone non sono ancora terminati. E’ stato fatto soltanto il fondo in asfalto – ci dice l’ingegner Daniele Tini – ma deve essere ancora posato lo strato di materiale elastico. Prima delle feste pasquali l’ingegnere ha scritto al Comune per chiedere quando saranno completati i lavori ma non ha ancora ricevuto risposta. Nel frattempo ha disposto che, per ragioni di sicurezza, il campetto non sia utilizzato per attività didattiche, ad esempio per le lezioni di educazione fisica.   

L’ingegner Tini aveva anche segnalato al Comune che di fronte ai locali utilizzati dalla Pro Loco, sotto il gazebo bianco, si trovavano delle bombole di gas: che sono poi state rimosse.

Tornando al campetto polisportivo, questo giornale ha già segnalato nelle settimane scorse che il campetto è ancora privo dello strato elastico di gomma. La giunta comunale di Francesco Cavallero aveva approvato il progetto definitivo esecutivo nel settembre 2017 e il mese dopo ne aveva affidato l’esecuzione alla ditta Sportgreen. Il progetto prevede che il fondo del campetto sia composto da tre strati: 1) un conglomerato bituminoso; 2) un tappetino in malta bituminosa fine; 3) un “manto sportivo elastico a base di resine acriliche elastomeriche e granuli di gomma… costituito da: – manto di fondo speciale latex acrilico bituminoso premiscelato con sabbia quarzifera – nr. 3 strati di resina speciale sintetica acrilica contenente granuli di gomma per l’assorbimento degli shock. Formazione del manto di finitura mediante stesa di nr. 2 strati di resina colorata 100% acrilica ad alta percentuale di pigmento e resistente ai raggi U.V.”.

Ebbene, siamo ad aprile e questo terzo strato non è ancora stato posato, e per adesso c’è solo la pavimentazione in asfalto. Ciò è stato segnalato il mese scorso al Comune dal coordinatore della scuola media con una lettera che riportava passi del verbale di sopralluogo dell’ingegner Tini.

Eppure il sindaco, in una lettera del giorno prima indirizzata anche alla preside signora Profumo, a genitori e insegnanti, aveva scritto che il campetto polisportivo è già a disposizione della scuola, sebbene sotto la responsabilità degli insegnanti. Pur riconoscendo che il fondo del campetto è in asfalto, la lettera del sindaco non avverte la scuola che manca ancora il manto elastico antitrauma.

In questa lettera il sindaco comunicava inoltre alla scuola che in dicembre il Comune ha realizzato “la divisione tra area scolastica e area Pro Loco”. Come si ricava dalla piantina allegata alla lettera, e come tutti possono vedere da via Gaiato, la rete che il Comune ha istallato per dividere le due aree penalizza la scuola a favore della Pro Loco. Alla scuola resta ben poco spazio esterno all’edificio. Non si comprende la ragione di questa divisione e di questa penalizzazione.

Nel piano regolatore del Comune l’area – foglio 26, particella 25 – è indicata come “SI3 servizio scolastico (scuola media)”.  Se il PRGC destina l’area alla scuola, non si capisce perché una parte debba venire usata dalla Pro Loco. Anzi, non si comprende nemmeno perché gli edifici che ospitano la Pro Loco siano stati costruiti proprio lì, nell’area scolastica, foglio 26 particella 25. Cosa c’entra il bar della Pro Loco con la scuola e le attività didattiche? Alla direzione dell’Istituto Comprensivo di Brusasco tutto ciò sta bene?

Oltretutto, va fatto un ragionamento di buon senso riguardante la sicurezza.

Nel caso in cui i ragazzi e gli insegnanti dovessero uscire rapidamente dall’edificio scolastico e allontanarsene il più possibile, adesso si troverebbero a disposizione uno spazio più piccolo di quello che avevano prima dell’installazione della rete divisoria. L’ingegner Tini assicura  che è sufficiente. Può darsi, non dubitiamo della serietà professionale dell’ingegnere. Resta il fatto che prima c’era un ampio spazio per un eventuale rapido abbandono dell’edificio, ora ce n’è di meno. Perché allora il Comune ha voluto mettere quella rete divisoria? E la direzione scolastica di Brusasco non ha nulla da dire?

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Blogger: Piero Meaglia

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