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CASALBORGONE. Strada del Castello: il Comune risponde alla Regione Piemonte

Il Comune risponde in modo rassicurante alla Regione sulla questione della “strada di cantiere” in costruzione, o in progetto, nel pendio Est della collina del castello. Lo sterrato è comparso un paio di mesi fa ed è ben visibile da corso Vittorio Emanuele, la strada stretta e tortuosa che sale al castello da corso Bongiovanni: dopo la seconda curva, sulla destra si nota l’inizio di uno sterrato che prima non c’era, e che raggiunge via Broglia.

Il mese scorso ambientalisti e residenti avevano scritto una lettera alle autorità segnalando il pericolo: quella riva è fragile e potrebbe franare. Per la Regione il pendio è di “classe IIIa”, che vuol dire: “…aree dissestate, in frana, potenzialmente dissestabili o soggette a pericolo di valanghe… ”. Per il Piano Regolatore del Comune è in “classe IIIa2”: “Aree collinari dissestate interessate da fenomeni franosi o potenzialmente soggette a dissesto…”. La lettera era indirizzata a Comune, Prefettura, Regione, Città Metropolitana, ARPA, ecc. E anche a SMAT, perché in via Broglia c’è una vasca dell’acquedotto comunale.

Come dicevamo, il 25 ottobre il Comune ha risposto a tutti (a tutti tranne che ai firmatari della segnalazione, e non si comprende perché). Nella lettera il geometra Marco Tricarico, responsabile del Servizio tecnico, comunica che il giorno 11 ottobre l’Immobiliare Castello di Casalborgone srl, “proprietaria dei terreni”, ha depositato in Comune una “segnalazione certificata di inizio attività per la realizzazione di una strada di cantiere finalizzata al passaggio dei mezzi d’opera per la ristrutturazione del castello”. E che tempestivamente, il 16 ottobre, il Comune ha chiesto all’Immobiliare di presentare una relazione geologica. Per la precisione: “una relazione redatta da professionista a ciò abilitato che attesti la conformità dell’intervento alle prescrizioni urbanistiche e alle condizioni geologiche locali”.

Il geometra Tricarico aggiunge di essersi appena recato sul posto e di non avere riscontrato “segni di movimento terra”: sono stati realizzati solo “interventi di taglio della vegetazione, prevalentemente arbustiva”. Però le fotografie che noi abbiamo scattato quello stesso 25 ottobre mostrano che qualche spostamento di terra è stato effettuato, anche solo per aprirsi un varco nella vegetazione e per spianare. Non sappiamo se tecnicamente si chiama “movimento terra”: le foto ci sono e chiunque può giudicare. O andare sul posto: la strada c’è già, percorrendo corso Vittorio Emanuele tutti la possono vedere, anche se non è indicata da alcun cartello di cantiere.

Infine il tecnico scrive che l’intervento non interessa terreni del Comune. Ma a noi pare che la strada attraversi la particella 103 del foglio 27, della quale è proprietario il Comune: se sbagliamo rettificheremo.

Abbiamo chiesto al Comune entrambi i documenti – la segnalazione inizio di attività e la relazione geologica – e siamo in attesa di riceverle. Le preoccupazioni non sono infondate. Proprio in via Broglia, all’altezza della Torricella, dove arriva la strada di cantiere, sono ancora visibili i segni di recenti scivolamento del terreno: e lì sopra c’è la vasca dell’acquedotto. In primavera, a pochi metri di distanza, un residente ha dovuto spendere qualche decina di migliaia di euro per mettere in sicurezza il pendio sul quale si affaccia la sua casa. Qualche anno fa è franata via Carlo Alberto, e il Comune ha dovuto spendere un bel po’ di soldi per il grosso intervento si sistemazione. Quanto alla frana di strada Val Gobbo (marzo 2011), la riparazione è costata 27.000 euro.

A conferma della friabilità delle colline, proprio in questi giorni l’albo pretorio del Comune pubblica  un’ordinanza del 23 ottobre. L’ordinanza imponeva la chiusura al traffico di strada Giardina nel giorno 25 ottobre per consentire la “realizzazione lavori di ripristino a seguito eventi meteoerici del novembre 2016”. L’intervento, affidato alla ditta Cotti Comettini di Trivero,  costa 33.000 euro, come si ricava dalla determina n. 53 del 12 ottobre.  E non è finita qui: come si legge nella delibera di giunta n. 88 del 5 ottobre, altri 80.000 euro sono stati stanziati per mettere in sicurezza la strada comunale Civignola. Il paese frana da tutte le parti. Lo sappiamo. Come i paesi vicini. Tante frane e tanti soldi pubblici spesi. Meglio andarci piano con queste colline.

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