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Francesco Cavallero è il sindaco di Casalborgone

CASALBORGONE. Sara Pucci “assessore” alla mensa scolastica?

Quali compiti Sara Pucci svolge in Comune e perché firma lettere su carta intestata del Comune stesso? Non è né sindaco né assessore, né dipendente, ma un semplice consigliere comunale.

Il mese scorso le famiglie hanno ricevuto una lettera dal Comune di Casalborgone, protocollo “Ufficio del Sindaco”, oggetto: “MENSA SCOLASTICA: CRITICITA’ RISCONTRATE NEL SERVIZIO –INFORMAZIONI E SOLUZIONI”. Firmata da “Il consigliere comunale delegato Sara Pucci”.

Sara Pucci è delegata “da chi” e “per fare che cosa”? Nel sito del Comune non troviamo alcuna informazione circa questo incarico o delega. La giunta risulta composta dal sindaco Francesco Cavallero, dal vicesindaco Fabrizio Conrado, e dall’assessore Romina Da Lozzo. Solo da loro: Pucci non c’è. Nella sezione “giunta comunale” o “amministrazione” non è indicato alcun “consigliere delegato” di nome Sara Pucci. Né siamo riusciti a trovare un decreto o un atto del sindaco che affidi una “delega” alla signora Pucci.

Abbiamo consultato lo Statuto comunale: ma lo Statuto non prevede la figura del “consigliere delegato”. Lo Statuto parla del sindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali, dei dipendenti del Comune: ma non dei “consiglieri delegati”.

Perciò, rileggendo la lettera, ci chiediamo di nuovo: chi ha “delegato” la consigliera delegata Sara Pucci? E a che cosa l’ha delegata? A quali materie? A quale titolo la signora Pucci si occupa della mensa  scolastica e assicura che l’amministrazione sta facendo tutto il possibile per rimediare alle “numerose criticità” che sono state segnalate nei mesi scorsi?

E’ vero che in Italia in parecchi Comuni è apparsa la figura del “consigliere delegato”: in sostanza è un consigliere che dà una mano alla giunta facendosi carico di questioni specifiche, e che quindi può sembrare un “assessore” in piccolo. Ma ciò ha subito sollevato discussioni e contestazioni. I TAR di alcune regioni si sono pronunciati. Il Consiglio di Stato ha emesso un “parere”. Nel suo sito il Ministero degli Interni ha ripetutamente risposto a domande al riguardo. I giuristi hanno approfondito l’argomento.

Da questi testi ricaviamo un paio di osservazioni. In primo luogo, è bene che la figura del consigliere delegato venga inserita nello Statuto nel Comune. Con la precisa definizione dei suoi compiti, dei limiti delle sue competenze, delle modalità di assegnazione dell’incarico. Tutte cose che nello Statuto di Casalborgone non ci sono. Pertanto, quando trovano in fondo alla lettera la firma del “consigliere comunale delegato Sara Pucci”, cosa devono pensare le famiglie? Devono accontentarsi di quello che leggono e tranquillizzarsi, oppure è meglio che chiedano un incontro col sindaco o con l’assessore competente per avere conferme?

In secondo luogo, occorre evitare accuratamente, ammonisce il Ministero degli Interni, che il consigliere comunale delegato sia al tempo stesso controllore e controllato. In base a una sorta di principio della divisione dei poteri, nei Comuni la giunta comunale governa e il consiglio comunale vigila sul suo operato e la controlla. Il consiglio comunale ha infatti compiti “di indirizzo e controllo politico-amministrativo, partecipando… alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco e dei singoli assessori”. 

Ecco perché il “consigliere delegato” è una figura controversa. Come “delegato” dal sindaco a occuparsi di questo e quel settore dell’amministrazione, diviene di fatto un collaboratore della giunta (sindaco e assessori). Ma come membro del consiglio comunale deve vigilare sulla giunta stessa, e quindi in un certo senso anche vigilare su se stesso. E’ possibile conciliare i due ruoli?  Forse sì, però il Ministero degli Interni raccomanda prudenza: “Si pone, così, l’esigenza di evitare incongrue confusioni, concentrando in capo ad uno stesso soggetto, il consigliere comunale, il ruolo di controllore e controllato”.

Torniamo alla lettera che la signora Pucci, in data 2 febbraio, ha scritto alle famiglie. Esse avevano evidenziato “criticità” riguardo alla cottura dei primi pasti, alle quantità di alcune preparazioni, e alla  cottura delle verdure. La consigliera sembra riconosce che le lamentele erano fondate: “Tutte le segnalazioni hanno fotografato una scarsa attenzione alle preparazioni dovuta agli alti numeri, al tempo limitato e alla difficoltà di organizzazione”. In un incontro fra la ditta, la Commissione Mensa e l’Amministrazione comunale, la ditta “si è impegnata a monitorare le preparazioni e i risultati e invia giornalmente report e foto delle preparazioni”.

Il servizio mensa scolastica è svolto dalla ditta GMI di Quart (Aosta). Il 31 luglio dello scorso anno era scaduto l’appalto precedente. Tra luglio e agosto, con due successive determine, il Comune ha effettuato una gara d’appalto a procedura negoziata (cioè a inviti) per l’affidamento del servizio dal settembre 2018 al luglio 2022. Nelle determine non sono elencate le ditte invitate, ma solo le due che hanno presentato un’offerta: GMI di Quart e GLE Ristorazione di Giulia Barbero & Snc. L’appalto se lo è aggiudicato GMI per 468.000 euro.

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Blogger: Piero Meaglia

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