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Eugenio Baggio consigliere

CASALBORGONE. Quanta poca trasparenza, anche per il nuovo magazzino di via Fornace…

Riceviamo e pubblichiamo.

A Casalborgone la trasparenza amministrativa non è certo da considerarsi esemplare. I consiglieri di minoranza hanno grande difficoltà ad ottenere i dati corretti, malgrado il testo unico della pubblica amministrazione preveda che i consiglieri comunali abbiano accesso a tutti i dati in possesso dell’amministrazione, direttamente attraverso gli uffici comunali senza alcuna formalità. Questo a Casalborgone non viene consentito, per ogni informazione dobbiamo fare richiesta di accesso agli atti, attendere trenta giorni come qualsiasi cittadino e molto spesso otteniamo, come risposta, documentazioni incomplete. In una Pubblica Amministrazione gli importi relativi agli stanziamenti per gli investimenti pubblici dovrebbero essere, trasparenti, ben chiari e definiti, invece a Casalborgone le cose non stanno così. In un suo comunicato ai giornali, il sindaco Cavallero dichiarava l’intenzione di costruire un nuovo magazzino comunale, per la sua realizzazione, erano stati stanziati  270.000,00 euro. In base a questa dichiarazione il gruppo consigliare “Prima Casalborgone” ha presentato una mozione, ma il responsabile dei servizi amministrativi ci ha informati che la disponibilità per l’investimento si limitava a 227.000,00 euro.

La mozione è stata approvata all’unanimità in Consiglio Comunale  il 21 settembre scorso. L’approvazione della delibera,  impegna   il Sindaco  e  la Giunta   Comunale  ad attivare   i   responsabili   del   servizio ad aprire una trattativa per l’acquisto dell’immobile di via Fornace, in fase di alienazione per concordato fallimentare della ditta Vaj autotrasporti, composto da due capannoni industriali.

Questa  delibera di Consiglio Comunale, ha vincolato Sindaco e Giunta Comunale ad un indirizzo ben preciso, da attuare in un tempo massimo di 60 giorni, come da emendamento della maggioranza, questo evidenzia altresì, che anche i consiglieri maggioranza, ritenevano opportuno e urgente procedere secondo quanto previsto nella mozione, ovvero evitare ulteriore consumo del suolo, costruendo un nuovo capannone, recuperare un edificio esistente, che consentirebbe di poter dare molte opportunità e un cospicuo ritorno economico alle casse Comunali ed al territorio.

Dal testo approvato in delibera di Consiglio Comunale è inconfutabile che nel termine previsto di 60 giorni avrebbero dovuto essere posti in discussione, in Consiglio Comunale, i risultati del dei lavori che impegnavano Sindaco e Giunta. Solo dopo un attenta valutazione il Consiglio Comunale avrebbe dovuto deliberare in merito al prosieguo o meno della scelta già approvata, cosa che al momento non é ancora avvenuta.

Utilizzare quelle strutture, consentirebbe la realizzazione del magazzino comunale, ma si troverebbero anche gli spazi per realizzare un’area mercatale coperta, utilizzabile anche come area fieristica coperta, realizzare impianti sportivi coperti, sale per le associazioni, la sala prova per la “Filarmonica di Casalborgone”, sale conferenza, nel capannone principale, mentre nel capannone dell’ex fornace sarebbero già pronti gli spazi per i magazzini comunali, il ricovero dei mezzi, un ampio parcheggio ed un area da adibire ad eco-centro, anziché realizzarla nel piazzale del cimitero.

La delibera impegnava anche il Sindaco e la Giunta Comunale ad individuare le risorse necessarie alla realizzazione dell’operazione. Gli originari 270.000 euro dichiarati dal Sindaco Cavallero, e successivamente ridimensionati, dal dottor Bertotto, responsabile dei servizi amministrativi a 227.000,00 euro, nel programma triennale dei lavori pubblici 2021/2023 vengono ulteriormente ridotti a 219.809,82 euro oltre 50.000 euro in meno rispetto le dichiarazioni ai giornali di Cavallero.  A seguito della mozione approvata il 21 settembre, nella seduta di Consiglio Comunale del 29 gennaio scorso,  al punto relativo all’approvazione dello bilancio di previsione, abbiamo presentato degli emendamenti, individuando le risorse in base a quanto previsto dallo schema bilancio 2021/2023 inviatoci il 10 dicembre 2020, dove, in base alle comunicazioni del dottor Bertotto risultavano disponibili al 16 dicembre 2020, come residuo di  cassa 611.681 euro, ma si prevedeva che a seguito di movimentazioni successive importo previsto al 31 dicembre 2020 sarebbe stato di  il 75.000,00 euro. Ma il balletto dei numeri non é ancora concluso, infatti l’8 gennaio 2021 il residuo di cassa cambia ancora, diventando 447,828,00 euro, come indicato nella seconda versione dello schema di bilancio.  Nel frattempo il gruppo consigliare “Prima Casalborgone” aveva presentato una seconda mozione, che individuava le risorse da assegnare per l’acquisto del capannone, in base alle cifre indicate primo schema di bilancio ricevuto. Essendo variati gli importi, malgrado la richiesta del dettaglio delle spese previste negli investimenti, di cui non abbiamo ottenuto risposta, siamo stati costretti a presentare un emendamento alla nostra stessa mozione, per adeguare gli importi all’ultima versione dello schema di bilancio. Inoltre abbiamo presentato  degli emendamenti al bilancio, per impegnare le risorse necessarie all’acquisto del capannone, in coerenza con la mozione presentata. A questo punto riceviamo il parere negativo del responsabile dei servizi amministrativi, motivato dal fatto che il saldo di cassa al 31/12/2020 non é disponibile a copertura di investimenti, senza motivarne il dettaglio della preclusione.  Di conseguenza in Consiglio Comunale, sia per gli emendamenti che  per la mozione, gli stessi consiglieri che avevano votato all’unanimità la precedente mozione del 21 settembre 2020, hanno votato contro le proposte di variazione di bilancio e alla mozione che prevedeva i fondi per l’attuazione del progetto da loro stessi precedentemente approvato. Ovvero l’impegno per il Sindaco e la Giunta ad aprire una trattativa per l’acquisto dell’immobile di via Fornace. Ci si chiede se i consiglieri di maggioranza leggano ciò che votano o se si limitano ad alzare la mano a comando, visto che sono riusciti a votare contro una loro stessa decisione. Non solo, ma durante il Consiglio Comunale il Sindaco ha dichiarato di aver già risposto in merito alla scelta di procedere all’acquisto del capannone nel Consiglio Comunale del  30 novembre 2020, ma dai verbali non risulta. Forse al “primo cittadino’’ sfugge che l’impegno deliberato dal Consiglio Comunale, con l’approvazione  della mozione non si estingue con un semplice comunicato, ma deve essere nuovamente votato dal Consiglio Comunale che si esprimerà  in merito perseguire o meno dagli obiettivi precedentemente deliberati. In conclusione pare che quest’amministrazione abbia grosse difficoltà nel gestire i conti pubblici e i consiglieri di maggioranza non si preoccupino nemmeno di leggere cosa approvano. Tanto  che se avessimo approvato il primo schema di bilancio come previsto per il 30 dicembre e  non ci fosse stata il rinvio al 29 gennaio avrebbero approvato un bilancio non abbondantemente non coerente alla realtà dei conti.

Eugenio Baggio – Consigliere comunale

capogruppo di “Prima Casalborgone”

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