Home / Torino e Provincia / Casalborgone / CASALBORGONE. “Ma vale davvero la pena questo sforzo per il turismo?”

CASALBORGONE. “Ma vale davvero la pena questo sforzo per il turismo?”

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile Sindaco,

innanzitutto sono contento che si possano dismettere i toni di una polemica alla fine sterile per provare a ragionare nel merito. Ciononostante continuo a ritenere sbagliata la sua insistenza sul fatto che la minoranza, e segnatamente il consigliere Baggio, non meriti risposta. È come dire che non meritano risposta i cittadini casalborgonesi che hanno votato per la minoranza. Si risponde doverosamente e educatamente ai rappresentanti dei cittadini che non l’hanno votata, anche se si considerano le domande sciocche, provocatorie o comunque malposte. E si dà agio alla minoranza di partecipare a tutti i processi di deliberazione, favorendo la possibilità di vedere con tempo sufficiente a un esame accurato tutta la documentazione, anche al di là degli obblighi di legge. Ricordo che lei, anni fa, quand’era consigliere o assessore, voleva avviare esperimenti di “bilancio partecipativo”, che comunque gestiti, comportano una grande capacità di ascolto di tutta la comunità e di mediazione rispetto a tutti gli interessati da un processo decisionale. L’esperimento si risolse in un sostanziale nulla di fatto. Ma lo spirito era apprezzabile. Dov’è finito, gentile Sindaco, quello spirito di coinvolgimento di tutte le parti, di tutte le sensibilità, se oggi lei pare comportarsi come se anche l’opposizione in consiglio, cioè l’opposizione “istituzionale”, fosse solo un fastidio?

Ma passiamo alle sue considerazioni nel merito. Concordo con il fatto che Casalborgone e dintorni non abbiano una vocazione industriale e logistica, e che sia meglio così. Anzi, aggiungo che sarebbe opportuno bonificare e riconvertire quella zona di orribili capannoni che non possono sfuggire a chi guardi dal Capoluogo il paese, capannoni credo vuoti e sostanzialmente inutilizzati da anni. Paesaggisticamente un vero e proprio pugno in un occhio. Le domando: c’è qualche progetto credibile in tal senso?

Ma escludere una vocazione di questo genere purtroppo non comporta automaticamente averne una turistica. Per affermare che questo territorio ha una vocazione turistica bisogna, senza dimenticare che ormai da tempo sappiamo essere il turismo nient’affatto a impatto zero sull’ambiente e la comunità dei residenti, fare una valutazione realistica delle sue potenzialità. E io qui vedo basse colline, non adatte alla vigna, freddo umido d’inverno e caldo (sempre umido) d’estate con inevitabile corredo di moltitudini di zanzare, senza la prospettiva di creare un circuito turistico interessante se paragonato con zone vicine, egualmente facili da raggiungere e molto più appetibili non solo per un soggiorno ma anche per una visita breve, diciamo in giornata. Non torno a nominare le mete facilmente raggiungibili da Torino o da Chivasso e non mi metto a fare confronti nel dettaglio, non vorrei essere né noioso né impietoso.

Inoltre, io vedo il nostro Comune perdere terreno quanto a servizi, e questo alla lunga rischia di pesare non solo sulle ipotetiche prospettive turistiche ma sulla stessa appetibilità residenziale. Solo per fare un paio di esempi, i trasporti pubblici sono ormai praticamente inutilizzabili; la banca c’è e non c’è, visto che apre due giorni la settimana e non fa più servizio cassa (e il bancomat è spesso fuori uso). Per quanto riguarda direttamente il Comune, c’è una difficoltà evidente a tenere pulito e a fare l’ordinaria manutenzione. Non si svuotano regolarmente neppure i cestini. Vicino a casa mia uno aspetta da almeno sei mesi, e straborda d’immondizia. Su via Roma le segnalo cacca di cavallo ottima e abbondante. I servizi amministrativi sono carenti: occorre telefonare per prenotare qualsiasi tipo di prestazione, ma quanti tentativi occorre fare per avere una risposta al telefono? Le assicuro per esperienza personale che non è facile. Più in generale, può un comune essere organizzato così, senza neppure uno sportello di accoglienza (una volta c’era!) che abbia un orario adeguato di apertura al pubblico?

Francamente, le località turistiche, anche quelle che non pretendono di ospitare vip negli hotel di charme ma le famiglie della piccola e media borghesia italiana e europea, non versano in queste condizioni. Il livello di efficienza è incomparabilmente più elevato, e qualche vero o presunto atto vandalico non è una scusante accettabile.

Lei fa comunque presente che le strutture ricettive sono aumentate sensibilmente. Non ne dubito, ma la domanda importante, a mio giudizio, è: tali strutture lavorano e danno lavoro, o sono per lo più vuote? Se debbo giudicare da una struttura, qui nel borgo, che vanta oramai tredici anni di vita – “since 2007”, un anno dopo le olimpiadi invernali di Torino – qualche dubbio mi assale. In tutto questo tempo una qualsiasi struttura ricettiva dovrebbe essersi consolidata, avere un flusso regolare e importante di clienti, o dico male? Mi domando insomma se lo sforzo che il Comune fa per promuovere il turismo valga la pena. In altre parole, se questo impegno abbia positive ricadute su tutto il territorio, o se non si finisca nei fatti, malgrado le buone intenzioni, per sostenere attività che interessano soltanto una ristretta cerchia di persone.

Mi domando infine se tutto questo “attivismo” per spingere il turismo non finisca per pregiudicare, paradossalmente, sia la principale attività produttiva, l’agricoltura, sia l’altra impagabile risorsa di questi luoghi, ovvero la pace e la tranquillità, i ritmi ancora lenti della vita quotidiana. Un bene prezioso, ormai quasi introvabile, in cui consiste il vero fascino di questi territori. Chi viene a vivere qui predilige, credo, questo stile di vita. Certo, molto probabilmente va a lavorare fuori, ed è disposto a pagare questo prezzo. Possono essere persone interessanti, che arricchiscono non solo materialmente il territorio, anche se non sono i Paperoni che qualcuno continua a millantare di sapere come portare qui in vacanza. Non si fidi, gentile Sindaco, dei molti venditori di fumo in circolazione, finendo magari, alla lunga, con l’apparire anche lei tale agli occhi dei casalborgonesi.

Grazie dell’attenzione e un rinnovato augurio di buon lavoro.

Ermanno Vitale

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

Nosiglia

BORGARO. Caso Elcograf, appello di Nosiglia: “Serve uno sforzo”

“Siamo tutti giustamente contenti per quanto ci è stato comunicato circa la ‘rinascita’ degli stabilimenti …

Chiappero

CASELLE-CIRIÈ. Caso Suarez, Chiappero in procura come persona informata sui fatti

L’avvocato Luigi Chiappero, storico legale della Juve, e la collega Maria Turco sono arrivati in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *