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Francesco Cavallero è il sindaco di Casalborgone

CASALBORGONE. L’ex sindaco Amos Giardino replica a Francesco Cavallero

Riceviamo e pubblichiamo.

Il Sindaco di Casalborgone, Francesco Cavallero, prende carta e penna e scrive al Direttore del settimanale “La Voce”. Lo fa per esprimere tutta la sua indignazione in merito all’articolo di Piero Meaglia, pubblicato il 18 giugno scorso. Quale passaggio dell’articolo di Meaglia ha potuto provocare tanto fastidio in Cavallero? Di questo nella lettera non si parla, il Sindaco si limita a scrivere:”Il sig, Meaglia, nella sua lunga illustrazione, tenta per l’ennesima volta di delegittimare l’operato di un Amminstrazione che, dopo i furti iniziati proprio con l’Amministrazione Giardino a lui tanto amico…”. Ma in cosa viene delegittimato l’operato dell’Amministrazione Cavallero dalla lettera proprio non si comprende. (…)

Quello che invece si palesa  nella missiva di Cavallero è l’intento di tirare in ballo chi lo ha preceduto. Tutto il contenuto della lettera nulla ha a che fare con l’articolo di Meaglia. L’unico filo conduttore è il tentativo di insinuare il dubbio nei lettori che “l’Amministrazione Giardino” sia stata complice degli ammanchi causati da un’impiegata infedele. È talmente palese l’intento che, dopo avermi tirato in ballo, associandomi ai furti, è scrive “quando eravamo in minoranza abbiamo lavorato molto bene, facendo il nostro dovere di controllo delle azioni sciagurate dell’Amministrazione Giardino, che infatti è caduta dopo solo dopo solo 2 anni.” e prosegue “Nel momento in cui siamo diventati maggioraza abbiamo capito e scoperto cos’era successo durante il mandato di Giardino, per quanto ben nascosto e architettato.” E conclude con “La domanda da farsi è: ma il Sindaco Giardino dov’era?” 

Signor Sindaco Cavallero  sia più chiaro, vorrebbe forse intendere che io sia stato “complice” delle azioni “ben nascoste ed architettate a danno del Comune? Sia più chiaro nell’esposizione, non lasci dubbi di interpretazione, si assuma le responsabilità delle sue le sue affermazioni, e chiarisca pubblicamente cosa intendeva dire, se si è trattato solo di un’ambigua ed infelice forma di espressione, o se  intendeva associare i reati compiuti dalla responsabile dei servizi alla complicità della mia Amministrazione.  È giusto che i lettori non abbiano dubbi di intrerpretazione in merito.   

D’altra parte è ormai risaputo che Cavallero si diletti ad anticipare le sentenze, come è già avvenuto con la querela per diffamazione che lo stesso Cavallero ha presentato nei miei confronti. Anche in quel caso non ha perso occasione, in incontri pubblici, per definirmi bugiardo ed aggiungere che sarei stato condannato e avrei dovuto risarcirlo. Con questo atteggiamento  ha perseverato fino a pochi giorni dalla sentenza, utilizzando addirittura nella sede istituzionale del Consiglio Comunale. Invece è successo l’esatto contrario, anziché la condanna da lui auspicata è giunta la mia sentenza di assoluzione con formula piena, perchè quanto riportato nell’articolo rispondeva a verità. È comunque  doveroso, da parte mia, chiarire alcuni punti della lettera di Cavallero: dal 8 giugno  2009 al 7 ottobre 2011,  Francesco Cavallero, Fabrizio Conrado, Laura Berzanti e Gianna Pentenero erano consiglieri di minoranza, il loro compito istituzionale era di garanzia e controllo sull’operato dell’Amministrazione, mai sono stati ostacolati nel loro ruolo, tanto che ogni settimana, Cavallero e Conrado, passavano un’intera mattinata chiusi nell’ufficio della Responsabile dei servizi Daniela Cecchetto, ma a fare cosa? Visto che erano a caccia di irregolarità amministrative e non ne hanno mai trovate.  Quali furono le “azioni sciagurate” dell’amministrazione Giardino? Era un’azione sciagurata realizzare le mense scolastiche presso tutte le scuole, rispettando l’impegno preso con gli elettori?

Sono stato eletto Sindaco l’8 giugno 2009 e le mense, malgrado tutte le azioni di contrasto dell’allora minoranza, sono state realizzate ed entrate in servizio con l’inizio dell’anno scolastico il 13 giugno 2009. Fu un azione sciagurata fare pressione fino ad ottenere la posa della fibra ottica per la banda larga? Fu azione sciagurata realizzare il Centro Prelievi con la sottoscrizione di una convenzione con l’ASL e una con la Fondazione Rippa Peracca? Fu un’azione sciagurata ideare e presentare il progetto “Terra Mirabilis” alla Comunità Europea, ottendo un finanziamento di 70.000 euro, progetto prima tanto criticato da Cavallero e Conrado. Lo stesso progetto che da Amministratori hanno sfruttato e che continuano a sfruttare ancora oggi? Per Cavallero e i suoi certamente si, visto che in Consiglio Comunale hanno votato contro tutto. Ma soprattutto per Cavallero fu un’azione sciagurata che durante la mia Amministrazione non si siano accesi mutui e non siano state chieste anticipazioni di cassa? Visto  che Cavallero con le sue “azioni responsabili” ha indebitato il Comune per i prossimi 30 anni.

Unica verità di quanto scritto da Cavallero è che la mia amministrazione è caduta dopo solo 2 anni, ma non dice il perchè. Non dice che da Sindaco, nel rispetto di quanto previsto dal codice della strada e per la sicurezza, ho istituito i sensi unici nel centro storico. L’allora  Vice Sindaco Francesca Guerra, con il supporto dell’allora Assessore Giuseppe Roggero (oggi consigliere nella lista di Cavallero) minacciarono di contrastare ogni iniziativa se non avessi tolto il senso unico in via Valfrè. Non sono avvezzo a cedere minacce e a forme di ricatto, pertanto al concretizzarsi delle ostilità furono revocate le deleghe agli assessori. Ci saranno forse state  lusinghe o promesse di Cavallero ai consiglieri di maggioranza, per indurli alle dimissioni congiunte con la minoranza? Il dubbio permane visto che il primo provvedimento di Cavallero dopo la sua elezione del 6 maggio 2012, ha modificato la viabilià divia Valfrè rendendo doppio senso di circolazione fino al cancello di dell’abitazione di Francesca Guerra, poco importa se qualcuno si trova a metà della strada e non può proseguire perchè controsenso, ora la mia ex vice sindaco ha ottenuto quello che voleva.

Il Caso Cecchetto

Che Cavallero abbia riportato al Comune 643 mila euro, in sette anni, rientra solo nel suo dovere istituzionale, il problema è che lo ha fatto nel modo sbagliato spendendo circa 57.000 euro in  spese legali quindi dei 643 mila euro ne rimangono solo 586.000, ma di questi 35.300 sono interessi legali da quanto si legge negli accordi con Unicredit, quindi la cifra scende ancora a 550.700 euro. Se consideriamo anche i 110.000 euro di penali previste dal contratto con la Tesoreria si scende 440.700 euro.

Il Sindaco Cavallero ha sempre parlato di pagamenti non dovuti effettuati a S.P.M. da parte dell’impiegata infedele, ma dalla sentenza compaiono anche nomi mai citati dal Sindaco.  (…).

Come sono ripartiti gli ammanchi  dati riferiti ai versamenti ad SPM  tratti dalla sentenza della Corte dei Conti

Anno Ammanchi

2009 30.750,00

2010 155.735,30

2011 323.963.59

2012 239.792.41

totale 750.241,30

Come è evidente i versamenti irregolari effettuati dal 2009 in poi sono equamente distribuiti tra tutte le Amministrazioni, quindi il Sindaco di Casalborgone ha poco da vantarsi, se non fosse stato per l’errore, fatto proprio dalla stessa Cecchetto, di non far firmare nei termini di legge i passaggi di cassa, forse nessuno si sarebbe accorto di nulla.  Quello che conta oggi è che la giustizia faccia  il suo corso, di certo c’è  solo la cattiva gestione, da parte dell’Amministrazione Cavallero, che ha rinunciato alle penali previste sulla base contrattuale di tesoreria di Unicredit, e i soldi pubblici  spesi in parcelle di avvocati. Cavallero deve rendersi conto che non ha trovato un “tesoretto”. Invece lui sta già pensando come spenderlo. Ora si vanta di aver risanato il bilancio ma non parlategli di ridurre l’addizionale IRPEF, raddoppiata proprio da Cavallero con la scusa di ripianare i conti pubblici, ci ha provato, senza successo il Consigliere di minoranza Eugenio Baggio in fase di approvazione di bilancio.

Da chi ha ottenuto il risarcimento?

Le sentenze sono chiare, la prima sentenza della Corte dei Conti condanna il Revisore dei Conti al risarcimento del 25% del danno  quantificando il risarcimento in 68,620 euro saliti a circa 72.000 con il conteggio degli interessi. In questa fase da quanto si legge in sentenza  nessuno ha tirato in ballo le responsabilità della tesoreria, e nell’intera sentenza non si trova alcun riferimento alle azioni investigative dell’amministrazione Cavallero, ma solo delle indagini effettuate dalla Guardia di Finanza. Non solo ma nella stessa sentenza è evidenziato in quale occasione è stato scoperto l’ammanco. La scoperta non fu certo merito dell’amministrazione Cavallero. Di fatto cosa è accaduto? Come descritto chiaramente nella sentenza, al momento dell’insediamento del Commissario Prefettizio Terracciano l’8 ottobre 2011, avrebbe dovuto essere effettuato il passaggio di cassa e la relativa verifica straordinaria, tra il sottoscritto in qualità di Sindaco uscente e il Commissario Terracciano. Ciò non avvenne. Il  6 maggio 2012 si insediò, l’eletto Sindaco Francesco Cavallero,  anche in questo caso non avvenne nessun passaggio di cassa. Solo nel mese di dicembre 2012, quindi ben 14 mesi dalla conclusione del mio mandato di Sindaco, fui convocato in Comune per la firma, insieme al Commissario Prefettizio Terracciano, al Revisore dei Conti, all’ex Segretario Comunale Bosica, al Segretario Comunale Anna Anobile, alla responsabile dei servizi amministrativi Daniela Cecchetto, ed il Sindaco Francesco Cavallero. Si procedette quindi alla formalizzazione dei passaggi di cassa tra il sottoscritto e il Commissario Prefettizio Terracciano, nel quale risultava una disponibilità di cassa di 150.000 euro, quindi si procedette al passaggio di cassa tra il Commissario Terracciano ed il Sindaco Cavallero ed in questo caso la disponibilità di cassa risultò di soli 19.000 euro. Questo fece insospettire il Commissario Terracciano, la quale richiese una verifica delle azioni contabili avvenute durante il suo mandato, durante la verifica, tenutasi una settimana dopo i passaggi di cassa, furono scoperti gli ammanchi. Quindi nessun merito investigativo all’Amministrazione Cavallero sulla scoperta degli atti illeciti. Non solo questo, circa un mese prima della scoperta degli ammanchi, il Sindaco Cavallero organizzò un incontro con i cittadini per comunicare che “durante il mandato del “Sindaco Giardino” non furono messi a ruolo gli importi dovuti per la TARSU 2010, ovviamente tutto era già all’epoca finalizzato a screditarmi, in quanto il mio mandato si è concluso il 7 ottobre 2011 mentre i termini per la messa a ruolo delle cartelle della TARSU era il 15 dicembre, qundi oltre 2 mesi dopo. Intervenni sollecitando il Sindaco ad intervenire con un provvedimento nei confronti del funzionario inadempiente, ma Cavallero non volle cogliere il suggerimento. Per fare fronte alla mancanza di liquidità decise di avvalersi di un’anticipazione di cassa da Unicredit. La mancata messa a ruolo della TARSU nei termini di legge avvenne anche nel 2012 e ne 2013, in pieno mandato Cavallero, ma di questo Cavallero non ne parla. Dopo la scoperta degli ammanchi, Cavallero organizzò un incontro pubblico nel teatro San Carlo. Anche in questo caso non si  risparmiarono i tentativi di addossare le responsabilità al precedente Sindaco, intervenni, consigliando di chiedere il risarcimento ai soggetti preposti al controllo,Tesoreria e Revisore dei Conti, ma ciò non avvenne. Al momento gli unici soggetti che hanno risarcito il Comune pare che siano proprio il Revisore e la Tesoreria. La sentenza di condanna della signora Cecchetto e del revisore dei Conti è stata emessa l’11 novembre 2015 e non prende in considerazione alcuna responsabilità della tesoreria.

La tesoreria fu tirata in causa dal Segretario Comunale Anna Anobile, il 4 novembre 2015,al suo ultimo giorno di mandato presso il Comune di Casalborgone. La dottoressa Anobile trasmise un’istanza di richiesta di risarcimento danni alla Tesoreria Unicredit facendo riferimento al contratto, sia per i pagamenti irregolari, sia per le penali previste dal contratto stesso. A seguito di questa istanza il 13 aprile 2018 c’è stata la pronuncia della Corte dei Conti che ha condannato la Tesoreria al Risarcimento .

COME AVREBBE DOVUTO AGIRE CAVALLERO

Io penso che il Sindaco avrebbe dovuto presentare la denuncia penale alla Procura della Repubblica,  una volta accertato il reato compiuto dalla responsabile dei servizio, fare istanza di risarcimento alla Tesoreria, in base a quanto previsto dal contratto. Il Comune avrebbe così ottenuto il risarcimento del danno e le relative penali, senza dover spendere ingenti cifre, per assistenza legale, in tutte le fasi di giudizio, sarebbe poi stato onere della Tesoreria Unicredit rivalersi sulla Responsabile del servizio che prodotto il danno. Questo sarebbe stato un comportamento corretto.

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