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CASALBORGONE. Lavori in strada del Castello: Cavallero incontra i residenti

Martedì  pomeriggio l’amministrazione ha incontrato i residenti del capoluogo. La settimana scorsa un invito firmato dal sindaco Francesco Cavallero è stato recapitato nelle abitazioni del centro storico attorno al castello, e di quelle che si trovano nei pendii e ai piedi della collinetta. Nel foglietto non è indicato l’argomento dell’incontro. Facendo il nostro lavoro di cronisti l’abbiamo chiesto telefonicamente in Comune. Il sindaco ci ha fatto rispondere che non ce l’avrebbe rivelato perché l’invito è rivolto ai residenti. Un comportamento poco coerente col principio di trasparenza che dovrebbe guidare gli amministratori pubblici.

Anche qualche residente ha chiesto informazioni in Comune senza successo. In fondo, qualcuno potrebbe avere altri impegni e vorrebbe decidere se rinviarli o no. 

Il sindaco vorrà illustrare ai residenti il progetto di ristrutturazione del castello e i benefici che recherà alla collettività, e rassicurarli che le loro abitazioni non correranno pericoli?

In proposito, gli ambientalisti hanno inviato al Comune una seconda lettera, in risposta a quella del Comune stesso firmata dal geometra Marco Tricarico. Allegano fotografie le quali mostrano che nel cosiddetto bosco della Torricella, nel pendio Est della collina, qualche lavoro quantomeno propedeutico alla costruzione della strada di cantiere è stato effettuato in settembre, quindi prima che la proprietà depositasse in data 11 ottobre la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA): per di più in quelle foto compare già il nastro biancorosso che delimita l’area.  E chiedono perché in Corso Vittorio Emanuele non sia stata posta la segnalazione di transito di automezzi della strada di cantiere. Tra l’altro, l’imbocco della strada si trova tra due curve del corso Vittorio Emanuele, in un punto di discreta pendenza: in questi casi la normativa esige la preventiva autorizzazione dell’ente (Comune o Provincia) proprietario del corso.

Considerata la fragilità della collina, i firmatari chiedono se il Comune, appena ricevuta la SCIA, abbia imposto l’immediata sospensione dei lavori, senza attendere la relazione geologica che l’ente ha chiesto alla proprietà qualche giorno dopo.

Il tecnico del Comune aveva affermato di essersi recato sul posto il 25 ottobre e di non avervi riscontrato segni di movimento terra, ma solo di taglio della vegetazione. Affermazione che gli ambientalisti mettono in dubbio con le loro foto che mostrano lavori in corso e presenza di mezzi prima del 25 ottobre.

Il geometra Tricarico aveva asserito che la strada di cantiere non attraversa alcuna proprietà comunale: agli ambientalisti risulta invece che la particella 103 appartenga al Comune. Oltretutto, in quella particella, pochi metri a monte della strada di cantiere, c’è un vecchio pozzo con un lungo canale di discesa: gli ambientalisti domandano se il Comune non avrebbe dovuto chiuderlo o metterlo in sicurezza al fine di evitare incidenti a danno dei lavoratori del cantiere e dei cittadini eventualmente percorrenti il sentiero nel bosco.

I firmatari ribadiscono anche che più a monte, in via Broglia, si trova una vasca dell’acquedotto. Soprattutto risottolineano che, a conferma della sua fragilità, il pendio è collocato dal piano regolatore in classe IIIa2: “Aree dissestate interessate da fenomeni franosi o potenzialmente soggette a dissesto, aree soggette a forti erosioni concentrate, settori di versante caratterizzati da elevata acclività, aree immediatamente limitrofe a orli e scarpate fluviali”.

La lettera è stata inviata non solo al Comune ma anche a tutti i soggetti destinatari di quella precedente: Prefettura, Regione, Città Metropolitana, ARPA, Guardia Forestale, Soprintendenza archelogia belle arti e paesaggio, SMAT, ecc.

La settimana scorsa abbiamo cominciato a elencare gli interventi di riparazione di frane eseguiti nel territorio comunale negli anni recenti. A riprova della franosità di questa colline, gli interventi sono numerosi. E costosi. Eccone alcuni. Le informazioni sono tratte dagli atti del Comune. Frana di via Carlo Alberto in capoluogo 85.000 euro.  Strada Val Gobbo 27.000 euro. Strada Giardina   40.000. Strada Civignola 80.000. Strada Val Ferro 7.400. Indennizzo al privato signora G.M. 64.400. Strada Cerro 61.000. Sistemazione idrogeologiche strade varie 103.700. Lavori di somma urgenza nelle Strade Giardina, Civignola, Mongallo, 20.000 euro.

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