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IN FOTO Eugenio Baggio, consigliere comunale di opposizione a Casalborgone

CASALBORGONE. Io faccio opposizione. Altri sono opportunisti

Riceviamo e pubblichiamo.

Leggo la lettera del sindaco Cavallero, che evidenzia la sua frustrazione impressionante, io sarò povero, ma come si permette di attribuire le mie risposte a Giardino? Lei sa dirmi chi era presente all’ultimo consiglio comunale? Io o il sig. Giardino?

Nel periodo della pandemia, non mi sono disinteressato, ho solo rispettato il lock down, mentre lei si era occupato a far partire da Torino una persona anziana, ultra ottantenne, solo per farsi portare la chiave di un appartamento da assegnare ad una persona sfrattata per morosità. Quando lei va sbandierando che a Casalborgone ci sono strutture ricettive con circa 80 posti letto, perché non lo ha ospitato presso una delle strutture?

In consiglio comunale la proposta di un polo scolastico unico è stata fatta dai consiglieri di minoranza, che hanno avuto come unica risposta: “il contributo e stato erogato per quel lavoro e non si può utilizzare per altro”. Una considerazione posso farla, era dovere di tutti i consiglieri comunali impegnare il sindaco a trattare con la Regione, quale ente erogatore del contributo, per chiedere l’unificazione dei contributi per la realizzazione di un polo scolastico moderno, dimostrando tutti i vantaggi anche economici di quella scelta. Certo occorreva saper  argomentare la richiesta, non è forse questo il dovere di un sindaco? Una cosa vera l’ha scritta: i nostri studenti dovranno utilizzare quei locali per i prossimi 30 anni. Già perché per ottenere il contributo lei ha sottoscritto un documento che vincola  per 30 anni all’utilizzo, come edifici scolastici, le due scuole. Nel 2050 i nostri ragazzi cotinueranno a fare lezione in un edificio progettato e realizzato un secolo prima che nel frattempo necessiterà di altri interventi, che imporranno nuovi ulteriori vincoli: questo per lei è un vanto? Per noi assolutamente no!

Lei sostiene che la minoranza fa solo speculazione: vorrei ricordarle che il compito istituzionale dei consiglieri di minoranza è quello di controllo, non di opportunismo politico, o ancor peggio di speculazione.

L’opportunismo avviene da parte di tutti i consiglieri, maggioranza e minoranza che, per rimanere nelle grazie del sindaco approvano qualsiasi cosa senza chiedersi se è quello che serve al territorio oppure no.

In merito alla TARI, mi richiamo sempre al mio ruolo istituzionale, anche se non ho potuto esporre in Consiglio, perché non è facile riuscire a ritagliare il tempo dagli impegni lavorativi per leggere e analizzare oltre 100  pagine di documentazione in una notte a cavallo di due giorni lavorativi, visto che la proposta di avere i documenti alla data di comunicazione della seduta di Consiglio la maggioranza l’ha bocciata.

In ogni caso ho chiesto in merito chiarimenti all’ufficio tributi, che ha impiegato ben più di una notte a rispondere. L’ufficio specifica che nella tabella pubblicata si cita lo sconto per il mancato introito dalle attività di Casalborgone per il 2020  a causa dell’emergenza COVID.

I conteggi presentati in Consiglio comunale in merito alla riduzione di introiti fa riferimento alle quote dovute nel 2019: ebbene l’ufficio tributi mi comunica che il castello non è compreso nella tabella perché ha presentato la denuncia TARI dell’immobile al termine dei lavori di ristrutturazione il 29 aprile 2019, ma non come hotel o ristorante, bensì come utenza domestica, coerentemente con la situazione catastale di quel momento e successivamente al cambio di destinazione d’uso non è stata presentata la dichiarazione all’ufficio competente.

L’ufficio tributi conferma inoltre che le superfici del castello non sono state incluse né nella categoria delle utenze domestiche né in quella dell’attività. Ma non è tutto.

Sempre secondo l’ufficio tributi, ad oggi la struttura del castello risulta ancora utenza domestica. Ora le questioni si moltiplicano: in primo luogo, quelle tabelle di calcolo dei mancati introiti non sono veritiere, e gli uffici comunali ne erano a conoscenza, ma il Consiglio non ne è stato informato. Secondo punto, il Comune era al corrente che il castello, in quanto civile abitazione, non poteva svolgere nessuna forma di attività ricettiva, eppure è documentato che sindaco e consiglieri di maggioranza sono anni che partecipano ad eventi, anche prima del 29 aprile 2019, quando la struttura, essendo un cantiere non avrebbe potuto svolgere nessuna attività. Terzo punto: per quale motivo, qualora venisse regolarizzata la questione TARI del castello, dovrebbe beneficiare di un’agevolazione legata ai danni provocati dall’emergenza COVID visto che, ad oggi, non avrebbe potuto comunque svolgere nessuna attività? Ultima questione in merito, visto, per gli uffici comunali, la struttura è una civile abitazione, a che titolo il Comune ha organizzato un evento istituzionale? Come vede signor sindaco, i dubbi della minoranza erano fondati, e non pretestuosi.

Purtroppo so che non risponderà nemmeno a questo, come non si è ancora degnato di rispondere alle domande pubblicate su questo giornale riguardo l’ammanco del bacino 16 e il contenzioso di 80.000 euro con l’ente erogatore di energia elettrica.

Eugenio Baggio

Consigliere comunale

a Casalborgone

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