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CASALBORGONE. In risposta al sindaco

Avrei preferito non intervenire in merito alla locandina con la quale il sindaco dottor Francesco Cavallero invita i cittadini a partecipare all’incontro pubblico di giovedì 13 giugno sui 550.000 euro che il Comune riceverà, o ha già ricevuto da Unicredit.

Ma ci sono tirato per i capelli: il dottor Cavallero scrive infatti che l’importante notizia per la comunità casalborgonese è “stata incredibilmente stravolta negli articoli a firma di Piero Meaglia”. Questo non è vero: l’articolo sull’argomento – uno solo, non “gli” articoli – riferiva correttamente che, con la transazione fra i due soggetti, Unicredit s’impegna a versare 550.000 euro al Comune. Purtroppo era sbagliato il titolo, per altro prontamente rettificato. Ma l’autore dell’articolo non scrive i titoli e non ne è responsabile. Il dottor Cavallero, che è amministratore da molti anni, non lo sa? Oltretutto si è tratto di uno di quegli “errori materiali” che anche il Comune qualche volta ha commesso, come questo giornale ha spesso osservato.

Ma veniamo alle parole del dottor Cavallero che compaiono nella locandina: “Il Comune di Casalborgone incassa 552.000 euro” (da Unicredit, nda).

Vorrei rispettosamente proporre ai lettori alcune osservazioni.

Primo: il Comune pretendeva da Unicredit una cifra superiore, se abbiamo compreso bene 693.000 euro, e ne incasserà solo 552.000. Forse il Comune è stato saggio ad accordarsi con Unicredit per una cifra inferiore. La delibera di giunta che ha approvato la transazione (DGC. n. 30 del 22/05/2019) ne spiega le ragioni: il Comune aveva vinto, per così dire in primo grado, davanti al TAR e alla Corte dei Conti. Ma Unicredit aveva presentato ricorso contro entrambe le sentenze. Quindi si prospettavano tempi lunghi, nuove spese legali, l’incognita delle successive sentenze, il rischio che la Corte dei Conti ricalcolasse al ribasso la cifra pretesa dal Comune. Pertanto forse il Comune ha fatto bene ad accettare 552.000 euro al posto di 693.000. Allora perché non scrivere anche questa seconda cifra nella locandina?

Secondo. Il sindaco Cavallero ha compiuto soltanto il proprio dovere: ha incaricato un avvocato – pagato ovviamente dal Comune – di tentare di recuperare i soldi da Unicredit. Se il consiglio è stato saggio, è merito dell’avvocato avere suggerito al sindaco di trattare con l’istituto bancario e di accettare una somma inferiore ma sicura. Ed è pure merito dell’avvocato avere conseguito una soddisfacente transazione.

Terzo. L’avvocato è stato pagato, o lo sarà. Come si ricava dalla delibera di giunta n. 18 del 4 aprile 2019, sono anni che il Comune è assistito da un legale nel contenzioso con Unicredit. Non sappiamo quanti anni perché nella delibera non è scritto. Comunque sono anni di assistenza legale: ovviamente pagata. Quanto? Non lo sappiamo perché il dottor Cavallero nella locandina non lo scrive. Sarebbe importante saperlo, perché dai 552.000 euro vanno detratte le spese legali, allo scopo di comprendere quanto veramente il Comune ricava accedendo alla transazione. Ripetiamo: addivenire alla transazione è stato probabilmente una scelta assennata. Però sarebbe utile che i cittadini conoscessero anche le spese legali sostenute, e non solo ciò che oggi viene incassato da Unicredit.

Quattro. Ammettiamolo: il Comune è stato “fortunato” ad avere di fronte una banca come Unicredit. Che i soldi per pagare li ha: sarebbe stata più dura avere avuto a che fare, ad esempio, con un imprenditore in cattive acque, come accade spesso nelle cause intentate dai Comuni e nelle insinuazioni nei fallimenti.

Quinto. Una domanda già posta da questo giornale: dov’era la minoranza fra il 2009 e il 2011, negli anni durante i quali sarebbero stati sottratti soldi al Comune? In quegli anni facevano parte della minoranza sia il dottor Cavallero sia il dottor Fabrizio Conrado. Perché non si sono accorti di nulla? E’ vero che il dottor Conrado era solo al suo primo mandato. Però il dottor Cavallero aveva precedenti esperienze di amministratore. Era stato assessore nella giunta della signora Franca Chiapino: se ricordiamo bene, addirittura al bilancio o finanze. Assessore ai conti, ai soldi: eppure si è accorto degli ammanchi solo nel 2012, quando è divenuto sindaco succedendo ad Amos Giardino. Ma i bilanci li aveva potuti leggere anche prima, anche da consigliere di minoranza negli anni 2009-2011. E la minoranza del 2009-2011, in quanto guidata da Cavallero, aveva più esperienza amministrativa dei nuovi arrivati Giardino e collaboratori. Sono certo che in quegli anni, dai banchi della minoranza, il dottor Cavallero ha posto il massimo impegno nello svolgere il compito di controllore dei conti del Comune. Ma deve pur ammettere che gli ammanchi gli sono sfuggiti.

Certo tutto è bene quando finisce (abbastanza) bene. Giustamente i casalborgonesi devono rallegrarsi dei 552.000 euro che entrano nelle casse del Comune.

Però… però ora dovranno controllare come saranno spesi questi 552.000. Da cittadini attenti e partecipi. Come farebbero in qualsiasi altro Comune anche per cifre assai inferiori. E’ giusto e utile che i cittadini verifichino come sono spesi anche i centesimi: sono soldi loro.

Ma l’amministrazione del dottor Cavallero deve dare loro una mano. Dovrà essere massimamente trasparente. Anzi avrebbe già dovuto esserlo. Sarebbe stato opportuno che il dottor Cavallero avesse convocato incontri pubblici anche in altre circostanze. Ad esempio, per spiegare ai cittadini perché il campetto polivalente adiacente alla scuola media manca ancora della pavimentazione elastica, benché l’accurata descrizione del manto compaia addirittura due volte negli atti amministrativi pubblicati nell’albo pretorio. O per spiegare cosa ci fa l’edificio della Pro Loco, dove è convocato l’incontro pubblico, nell’area della scuola media. O per spiegare perché il servizio mensa della scuola media non soddisfa la maggior parte degli studenti. O per spiegare perché pochi mesi dopo il rifacimento costato 10.000 euro, la “scalassa” appare già in cattive condizioni.

O per spiegare come mai il Comune accantonò per due anni la somma per pagare il difensore civico provinciale nonostante che la figura del difensore civico medesimo fosse stata abolita. O a cosa sono serviti i 3.600 euro arrivati dalla Regione per creare una Banca del Tempo che non è mai veramente decollata. O perché i paletti del percorso pedonale dalla scuola elementare al centro del paese non stanno su e devono venire continuamente raddrizzati. O per illustrare quali benefici hanno arrecato ai casalborgonesi i contributi erogati dal Comune a tante associazioni anche con sede altrove, come Città del Bio di Torino, Immagina, Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato di Asti, GAL – Basso Monferrato Astigiano – Terra dei tartufi di Montechiaro d’Asti, Strada del Vino Monferrato Astigiano, Explore Monferrato (di Casalborgone). Per non parlare della partecipazione alle spese di organizzazione della manifestazione chivassese “Sovraexposizione”, culminata nella scelta del salmerino “alpino” come piatto locale… Tante piccole spese, che alla fine diventano una bella cifra. E così anche una somma enorme come 552.000 poco alla volta, mese dopo mese, anno dopo anno, potrebbe andarsene.

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