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Francesco Cavallero è il sindaco di Casalborgone

CASALBORGONE. Il comunicato di Cavallero lascia molti interrogativi

Nella lettera della settimana scorsa il sindaco dottor Francesco Cavallero rivendica, con una certa enfasi e una certa retorica (“detto fatto”, “ritmo incalzante”, “questa è la nostra trasparenza”), di avere recuperato ben 643.000 euro che erano stati sottratti al Comune dalla dipendente infedele.
Tanto auto elogio mi sembra esagerato: il sindaco non ha compiuto altro che il suo dovere. Cosa dovrebbe fare un sindaco di un piccolo Comune che, appena eletto, scopre un gigantesco ammanco? O si dimette, dichiarando che non avrebbe mai immaginato di dover affrontare una tale gravissima situazione e che non se la sente di andare avanti: i cittadini comprenderebbero. Oppure va avanti e pone il massimo impegno per riportare nelle casse comunali i soldi rubati. Ci mancherebbe che non lo facesse.
Oltretutto i soldi scomparsi il sindaco Cavallero non li ha portati a casa tutti: da Unicredit il Comune pretendeva 693.000 euro e ne incassa solo 552.000 euro (le cifre si leggono nella bozza di transazione approvata in maggio dalla giunta). Forse la scelta di accordarsi con Unicredit è stata saggia.
Il Comune aveva bensì vinto in primo grado al TAR e alla Corte del Conti. Ma la banca ha fatto ricorso: per non spendere altri soldi in avvocati per anni, e per non rischiare un ricalcolo al ribasso delle cifre, il Comune ha accettato la transazione accontentandosi di 552.000 euro. Lo ripetiamo: forse Cavallero ha fatto bene ad accontentarsi: meno euro ma subito e sicuri. Ma non comprendiamo perché non scriva chiaramente che la richiesta era di 693.000: per “trasparenza” nei confronti dei cittadini, la trasparenza che vanta alla fine del suo scritto.
Inoltre, nella lettera del sindaco salta fuori quella cifra di 643.000 euro recuperati che non conoscevamo. Sono 91.000 euro in più della somma incassata dalla transazione con Unicredit. Cosa sono questi 91.000 euro? Da dove provengono? Cavallero avrebbe potuto scriverlo, sempre per “trasparenza”.
Quale che ne sia l’entità, dalla somma recuperata vanno tolte le spese legali sostenute dal Comune (“tre avvocati” e “sette anni di intenso lavoro”). A quanto ammontano? Lo abbiamo già chiesto al sindaco, e non comprendiamo perché non risponda: i cittadini potrebbero giudicare meglio se e quanto la scelta della transazione sia stata vantaggiosa. In base alla transazione, le spese legali se le paga il Comune e non vengono rimborsate dalla banca. Insomma, quanto sono costati gli avvocati? Lo chiediamo per “trasparenza”.
Cavallero assicura che i soldi incassati “saranno spesi per la comunità e le sue esigenze”. E di nuovo: ci mancherebbe! Per cos’altro dovrebbero venire spesi?
Il sindaco aggiunge che nell’incontro pubblico svoltosi alla Pro Loco ha “raccontato quali potranno essere le linee prioritarie di spesa…”. Ebbene, quali sarebbero queste linee prioritarie di spesa? A quali opere, lavori pubblici, interventi, finanziamenti si riferisce il sindaco? La lettera al nostro giornale era l’occasione per scriverlo. Nel sito del Comune non troviamo nulla riguardo a queste appena illustrate “linee prioritarie”, espressione generica che non vuol dire nulla di preciso. Tuttavia il sindaco conclude esclamando: “Questa è la nostra trasparenza!”.
Vedremo nei prossimi mesi e anni quali opere rientrano nelle linee prioritarie dell’amministrazione. Il che ci suggerisce un’osservazione. Firmando adesso la transazione con Unicredit e incassando 552.000 euro, l’amministrazione Cavallero ha il tempo per realizzare opere di vario tipo che accresceranno la sua popolarità in vista delle elezioni comunali del 2022. Se l’amministrazione avesse atteso l’esito degli appelli presentati da Unicredit al Consiglio di Stato e alla Corte dei Conti, i soldi forse sarebbero arrivati troppo tardi.
Infine, il sindaco critica l’amministrazione di Amos Giardino (2009-2011) perché non si sarebbe accorta dell’ammanco: i furti “sono iniziati proprio con l’amministrazione Giardino”. L’ex sindaco non ha vigilato. Sono stati Cavallero e i suoi collaboratori a scoprire l’ammanco: “quando siamo diventati maggioranza abbiamo capito e scoperto cos’era successo durante il mandato di Giardino, per quanto ben nascosto e architettato”. Insomma, Giardino e i suoi sono stati degli sprovveduti e incapaci maneggiatori di soldi pubblici. Gente inaffidabile. Allora perché alle elezioni di due anni fa il sindaco Cavallero ha messo in lista Giuseppe Roggero, ex consigliere di maggioranza di Giardino? Perché si è adoperato per far arrivare 3.600 euro della Regione alla Banca del Tempo, mai veramente decollata, di Francesca Guerra, ex assessore di Giardino? E perché ha erogato 858 euro al Via Vaj della stessa signora Guerra per la manifestazione “Small Markets” dell’anno scorso?
In conclusione, da un lato il sindaco Cavallero loda se stesso con toni trionfalistici, dall’altro fornisce ben poche informazioni precise. Né risponde alle tante domande che questo giornale gli pone da anni. Tanto per ricordarne alcune: perché il Comune prima affida la realizzazione del campetto polivalente, completo di pavimentazione antitrauma, per 48.000 euro, e l’anno dopo anno spende altri 9.000 euro per la pennellatura in resina, quando ragionevolmente questo lavoro avrebbe già dovuto essere compreso nel primo affidamento? E perché la pavimentazione antitrauma non è stata ancora posta due anni dopo la prima spesa? Perché, appena pochi mesi dopo la sistemazione per 10.000 euro, la scalassa è nuovamente in pessime condizioni? Quale beneficio hanno recato al paese i 24.000 euro che è costata la manifestazione Small Markets dell’anno scorso? O i 18.630 euro, di cui 4.700 alla Pro Loco, per EMovie Lab Cinema senza frontiere, o i 10.000 euro di fondi europei per il progetto Clea Coins, o i 4.880 euro a una ditta di consulenza sempre per Clea Coins e per Emovie Lab? Tutte spese incomparabili con i 643.000 ricevuti da Unicredit. Ma tante piccole spese, ripetute ogni anno, consumano anche le grandi cifre.

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