Home / BLOG / CASALBORGONE. Il Castello rifatto a nuovo: chi ci guadagna davvero?
Il Castello di Casalborgone è al centro di una serie di interventi per la sua riqualificazione

CASALBORGONE. Il Castello rifatto a nuovo: chi ci guadagna davvero?

La settimana scorsa abbiamo scritto della recente delibera della giunta di Francesco Cavallero che avvia il procedimento di variante del piano regolatore dell’area del Castello. C’è un’altra delibera che riguarda il Castello, una delibera del consiglio comunale del 4 maggio, che approva una bozza di convenzione con i proprietari del Castello. Non è ancora pubblicata, ma ne sappiamo qualcosa proprio perché è stata discussa in consiglio. Sulla base delle informazioni che abbiamo, proviamo a farci alcune domande. Che possiamo compendiare in una sola: che ci guadagna il paese? O meglio: ci guadagna o  ci perde?

Chi pagherà la pratica urbanistica?

Per redigere la variante il Comune deve incaricare un professionista, ingegnere o architetto, e pagarlo. La proprietà, la società Immobiliare Castello di Casalborgone, rimborserà il Comune? Se abbiamo capito bene, la proprietà rimborserà il Comune solo se la variante sarà approvata. E se non verrà approvata? Se Città Metropolitana, Regione, Soprintendenza si opponessero, magari sottolineando la fragilità della collinetta del Castello? Il Comune si troverà una bella parcella da pagare.

Chi pagherà la manutenzione della nuova strada?

Se e quando la variante sarà approvata, la proprietà comincerà i lavori: una nuova strada per salire al Castello, un parcheggio a servizio del Castello medesimo, un altro parcheggio per i residenti. Chi sosterrà i costi? Se parte dei lavori saranno “scomputati”, cioè detratti dagli oneri di urbanizzazione, una parte dei costi saranno di fatto scaricati sul Comune. Poi la nuova strada e i parcheggi diventeranno proprietà del Comune. E quindi il Comune dovrà per sempre sostenerne i costi di manutenzione, che potrebbero essere alti se la strada e il parcheggio grande verranno realizzati nel pendio fragile in Classe IIIa2.

Una nuova strada inutile?

Questa nuova strada servirà a qualcosa? Teniamo conto che l’attuale “strada di cantiere” non è quasi mai stata usata: i mezzi dell’impresa edile e quelli delle altre ditte hanno quasi sempre utilizzato le strade esistenti, quelle di cui si servono quotidianamente  i residenti. Così una collina ripida e franosa è stata disboscata e sbancata praticamente per nulla. E in futuro a cosa servirà la strada nuova al servizio del Castello? La struttura avrà 12 stanze e un ristorante con numero limitato di posti: sono parole del sindaco leggibili sul sito del Comune. Per questo traffico limitatissimo è opportuno aprire una nuova strada che avrà probabilmente rilevanti costi di manutenzione per il Comune perché costruita su un pendio ripido e franoso? Ricordiamo che il lato opposto della collina, considerato più solido, quello del viale alberato (via Carlo Alberto) è già franato due volte in pochi anni.

Ma quale turismo?

Il Castello avrà 12 stanze e un numero limitato di posti a tavola. Può reggere economicamente un’attività così piccola? A fronte dei costi di manutenzione e delle spese di gestione del Castello, della dependance di via Broglia, del parco, ecc.? Dodici stanze sono poche per ospitare i convegni e i corsi di formazione menzionati nella visura camerale dell’Immobiliare. Un ristorante con un numero limitato di posti non basta per un pranzo di nozze né per il pranzo annuale di un’associazione.  Il sindaco scrive di “rilancio turistico del nostro comune” e di “possibilità di sviluppo economico-turistico del nostro territorio”: bastano 12 stanze e un ristorantino per far decollare l’economia di Casalborgone?

Quanti casalborgonesi lavorano al Castello?

I lavori al Castello, strada di cantiere compresa, sono cominciati nell’ottobre scorso. In sette/otto mesi quanti casalborgonesi ci hanno lavorato? Quanti artigiani del paese e di quelli vicini – muratori, idraulici, decoratori – sono stati chiamati al Castello? L’impresa edile che lavora al Castello si è portata da fuori i suoi artigiani e professionisti di fiducia. Per ora Casalborgone ha tratto pochi benefici.

Il centro storico valorizzato o danneggiato?

Secondo il sindaco anche il centro storico trarrà vantaggio dalla impresa del Castello: “… valorizzazione del centro storico… “. I nuovi proprietari hanno promesso che rispetteranno non solo il Castello ma anche ”i dintorni” Sarà. Per ora il centro storico ha subito dei danni. Lo sterrato di via Broglia è stato dissestato e quando piove è una pozzanghera. La pavimentazione di piazza Statuto è stata danneggiata. Muretti e cippo o piloncini in pietra delle case sono stati urtati e scheggiati. Sempre in via Broglia un palo della luce è caduto…

Un direttore dell’hotel che non sa le lingue?

Il sindaco scrive che il Castello sarà un “albergo di charme”  e svolgerà un’attività ricettiva “di qualità”. Uno dei proprietari del Castello, l’americano Gary Douglas, ha detto che per una stanza si pagherà 450 dollari in bassa stagione e 1.200 in alta stagione. Dunque una clientela ricca. E internazione: dei “vip”. Un altro proprietario ha dichiarato di giornali che il Castello diventerà una “meta del turismo mondiale”. Eppure in rete il Castello cerca un “hotel manager” senza richiedere né la laurea né la conoscenza delle lingue straniere…

VIP o Access Consciousness?

In conclusione, molte cose non convincono. La nuova struttura ricettiva “di charme” non pare, per ora e per quanto ne sappiamo, avere i requisiti per fungere da “volano” dell’economia casalborgonese. Non sarà che, alla fin fine, il Castello ospiterà prevalentemente le attività di Access Consciousness, la rete mondiale alla quale appartiene la maggior parte dei proprietari del Castello? Massaggiare i 32 bar che abbiamo nella testa, parlare con le “Entità”, volgere in “abilità” malattie come la depressione, l’autismo, la schizofrenia, apprendere le tecniche dei nove “trannies” o trasformazioni, come “la possibilità di spostarsi da una posizione all’altra senza auto, aereo, treno o autobus” e la   “traslocazione: la capacità di spostare qualcosa da una posizione all’altra senza forza fisica come usare le mani” (manca quella di far salire gli autocarri del cantiere fino al Castello senza autista, senza carburante e volando come mongolfiere). Insomma, Casalborgone meta del turismo di lusso dei VIP di tutto il mondo, oppure capitale di Access Italia?

Commenti

Blogger: Piero Meaglia

Piero Meaglia
Rosso relativo

Leggi anche

IVREA. Coronavirus in Canavese, tabelle e grafici

Qui i grafici sulla situazione nell’eporediese Qui le tabelle comune per comune  * * Il …

FRANCESCA BONOMO DEPUTATO PD

CORONAVIRUS. “Riaprite l’ospedale di Castellamonte e l’ex Eremo di Lanzo”

CORONAVIRUS. «La Regione valuti la riapertura dell’ospedale di Castellamonte e dell’ex Eremo di Lanzo per …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *