Home / Torino e Provincia / Casalborgone / CASALBORGONE. Che forma ha la collaborazione tra giornale e Amministrazione?

CASALBORGONE. Che forma ha la collaborazione tra giornale e Amministrazione?

Chi si loda s’imbroda. L’ultima comunicazione a firma del Sindaco di Casalborgone, pubblicata martedì scorso su questo giornale, in merito al lavoro svolto in questi anni dalla sua Amministrazione, sembra dimenticare questo proverbio, espressione di antica saggezza contadina. Ci sarebbero diversi rilievi da fare su una lettera che non fa altro che vantare successi su tutta la linea, senza la minima capacità di autocritica. Non un ritardo, non una difficoltà, non un problema serio: tutto va ottimamente. Nonostante questo, il meglio deve ancora venire: ci aspetta un futuro ancora più roseo, con grassi finanziamenti in arrivo, nel migliore dei paesi possibili, grazie al lavoro indefesso del grande timoniere e dei suoi assessori e consiglieri di maggioranza, animati solo e soltanto dall’intenzione di compiere con massimo zelo quanto ritengono un “dovere civico”.

Questa auto-glorificazione appare persino un po’ infantile, ma è in fondo innocua, tale da provocare in chi la legge, tutt’al più, un sorriso di tenerezza. Le ultime righe, invece, lasciano piuttosto perplessi. Le riproduco per comodità del lettore: “rimango del parere – scrive il Sindaco – che, nonostante le proprie opinioni e le proprie convinzioni, la collaborazione della testata giornalistica ‘La Voce’ con la mia Amministrazione sia indispensabile e costruttiva, al fine di dare una corretta informazione ai lettori, e possa quindi rappresentare per entrambi un obiettivo condivisibile”. Domando: che cosa vuol dire, che forma deve avere, la “collaborazione” fra un’Amministrazione comunale e un giornale locale? Credo che questa opportuna collaborazione – se si pensa che la stampa debba essere il cane da guardia della democrazia, cioè una sentinella, uno “strumento di controllo” che vigila sui poteri pubblici e privati, non un mezzo mediante il quale tali poteri fanno propaganda – debba però consistere nella disponibilità a rispondere alla domande anche scomode e irritanti dei giornalisti, purché pertinenti ed espresse in forma educata, come senza dubbio erano quelle proposte dal giornalista della Voce (riprodotte accanto alla lettera del Sindaco, ma rimaste senza risposta). Domande che certo non celebravano l’amministrazione, come invece fa la lettera che alla fine, forse per quieto vivere, è stata pubblicata, ma ponevano, com’è giusto che sia, il dito nella piaga di questioni da chiarire.

Wilbur Storey, un giornalista americano (1819-1884), disse una volta: “E’ dovere di un giornale stampare le notizie e scatenare l’inferno”. Il più famoso George Orwell aggiungeva: “Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentirsi dire”. In questa prospettiva, per un politico, soprattutto se invoca il dovere civico, sarebbe bene rispondere anche a quelle domande che magari non ci si vorrebbe sentir fare.

Ermanno Vitale

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

IVREA. Raggiunto un accordo con l’associazione Eshorouk. Ballurio ci scrive: “300 metri erano troppi”

Gentile Direttore, dopo aver letto l’ultimo articolo apparso sul suo giornale relativo all’assegnazione degli spazi …

Verrua savoia

VERRUA SAVOIA. Sulla Fortezza qualche spiegazione in più…

  Gentile Direttore, abbiamo letto, con molta attenzione, l’articolo di pag.25 dell’edizione del giornale “La …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *