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Cantare!

Cantare!
Tempo addietro ho detto che i cori alpini non erano solo cori da osteria e chiedo pubblicamente scusa alle persone che si sono risentite di tale asserzione. La mia non voleva essere una affermazione denigratoria verso i cori da osteria Cantare insieme, affidare alla voce le proprie emozioni, nel chiuso delle pareti di un luogo familiare, di un ritrovo rassicurante con in una osteria è un patrimonio culturale prezioso che va invece salvaguardato e tramandato, consentendo di riscoprire nella sua ricchezza questa peculiare modalità espressiva della civiltà contadina, le nostre comuni radici; intonare cori che dicono d’amore, di nostalgia o di semplici felicità quotidiane, o che si fanno strumento di sfottò beffardi, o che ancora sanno rivelare a sorpresa, tra le pieghe, una vena sottile di irritazione. Il canto da osteria è una forma di cultura tutt’altro che trascurabile ma che purtroppo, come spesso accade, si sta lentamente perdendo. Come esseri umani cantiamo quando le parole non bastano, quando non riusciamo ad esprimere le nostre emozioni, forse perché da sole sarebbero persino ridicole
Favria, 22.02.2020 Giorgio Cortese

Vincere è bellissimo se si riesce anche ad aiutare e rispettare gli altri. Ma chi calpesta il prossimo mentre sale in cima e una volta arrivato tratta male gli altri, secondo me perde la propria umanità

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