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CANDIOLO. Tumori: acceleratore radioterapia unico in Italia

È attivo da lunedì e ha già trattato 9 pazienti, che saliranno a 40 entro fine mese, il nuovo acceleratore per radioterapia dell’Istituto di Candiolo, il True Beam, nuovo investimento della Fondazione Piemontese per la Ricerca su Cancro in questo settore.

Si tratta di un macchinario altamente innovativo, l’unico del genere in Italia e il secondo in Europa dopo Amsterdam, per trattare tumori anche molto piccoli e localizzati in aree difficili da raggiungere. Utilizza radiazioni ad altissima intensità con estrema precisione, riducendo anche notevolmente i tempi necessari alla somministrazione della dose di radiazioni.

Questo permette di trattare anche i tumori ai polmoni senza alcuna influenza del respiro del paziente, che provoca movimenti seppur di lieve entità. “Oltre a quelli ai polmoni – spiega il direttore della Radioterapia di Candiolo Pietro Gabriele – useremo il nuovo acceleratore per trattare i tumori alla mammella e per i pazienti che necessitano di cure palliative che sono il 30% di quelli che entrano negli ospedali. Per noi non sono pazienti di serie B e vogliamo trattarli con il miglior macchinario esistente”.

È quasi terminata la realizzazione della Seconda Torre della ricerca e della cura dell’Istituto di Candiolo che diventerà operativa fra la fine di settembre e i primi di ottobre. “I lavori di edificazione – ha detto la presidente della Fondazione Piemonte per la Ricerca sul Cancro, Allegra Agnelli, in occasione della presentazione del bilancio sociale – stanno per essere ultimati e gli spazi interni saranno presto dotati di tutte le apparecchiature tecnologiche più avanzate”.

“Presto quindi, direi entro inizio ottobre, l’Istituto di Candiolo potrà offrire più spazi, più cura, più ricerca – aggiunge Allegra Agnelli – e più risorse per combattere la malattia”. La nuova ala sarà di 17 mila metri quadri, con tre piani dedicati alla ricerca e il piano terra destinato a day hospital, centro prelievi e farmacia. Sarà inoltre realizzato un parcheggio interrato da 200 posti più altri 150 in superficie.

“Abbiamo rispettato i tempi e il budget – sottolinea il consigliere delegato della Fondazione, Giampiero Gabotto – e grazie a questi lavori ora avremo spazi molto più ampi per il lavoro dei nostri 240 ricercatori, che potranno operare al meglio per aumentare il numero delle scoperte fatte qui”.

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Blogger: Fabio Mina

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