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Giampiero Gabotto

CANDIOLO. Fondazione per la ricerca sul cancro: un anno di successi

Un anno di “traguardi raggiunti e di risultati straordinari”. Così la presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Allegra Agnelli, ha riassunto l’attività svolta nel 2014, presentando il Bilancio di Missione. Le opere di ampliamento e completamento dell’Istituto per la Ricerca e la Cura  del Cancro di Candiolo, avviate nel 2012, sono terminate e dai primi mesi del 2015 è iniziato il graduale allestimento della II Torre che ospita le nuove aree destinate alla clinica – Day Hospital, Farmacia, Centro Prelievi, Ambulatori – e alla ricerca. Si potrà quindi dar corso alla riqualificazione del terzo piano della vecchia Torre delle Degenze e dei vecchi laboratori di ricerca.

Con i suoi 56.500 metri quadrati complessivi, di cui 47.962 destinati alla clinica e 8.538 alla ricerca, Candiolo,  unico “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” del Piemonte, è completato ed è stato dotato anche di impianti di ultima generazione che forniscono energia alternativa, permettendo un risparmio energetico e un abbattimento dei consumi. Contemporaneamente molte innovazioni tecnologiche ne hanno migliorato ulteriormente l’ efficienza. “Prime fra tutte – ha sottolineato Allegra Agnelli – l’acceleratore True Beam, macchinario unico in Italia in grado di erogare radiazioni ad altissima intensità di dose con estrema precisione,  e una modernissima Risonanza Magnetica donata dalla Fondazione Specchio dei Tempi. Completano un parco tecnologico tra i migliori d’Italia. Importanti anche le attività di ricerca, che anno dopo anno forniscono un contributo sempre più significativo alla comunità scientifica internazionale, come dimostrano i 107 lavori pubblicati e la costante crescita delle citazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche del mondo,  passate in un decennio da poco più di 900 a oltre 3mila”.

“Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera – ha proseguito la Presidente della Fondazione – è stata creata la nuova Direzione di Oncologia Clinica Investigativa, cui fa capo un nuovo ambulatorio per la cura dei pazienti affetti da metastasi con tumore primario di origine sconosciuta“.

 

Risultati che non si sarebbero raggiunti senza l’impegno di tutto il personale, che fa di Candiolo “un luogo in cui competenza, umanità, generosità e un’attenta gestione delle risorse continuano ad essere valori centrali”, e senza il generoso contributo dei cittadini, perché Candiolo è l’unico centro di ricerca e cura del cancro italiano realizzato esclusivamente attraverso il sostegno di oltre 300mila donatori privati.

“I ricavi della Fondazione – ha affermato il Consigliere Delegato, Giampiero Gabotto – sono ammontati a 22 milioni e 240 mila euro, in crescita rispetto ai 18 milioni e 550 mila euro del 2013. Le voci principali sono rappresentate da eredità e legati, pari al 31,2% del totale dei ricavi, dalle attività di raccolta fondi da noi effettuate, pari al 27,5%, e dai contributi del 5 per mille: gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate dicono che siamo arrivati a oltre 235 mila sottoscrizioni (in crescita del 4% rispetto all’anno precedente). Un risultato ancora più rimarchevole se si considera che l’ambito di sensibilizzazione alle donazioni della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro è esclusivamente a livello regionale”.

“Per la ricerca scientifica, nella quale sono impegnati più di 250 ricercatori italiani e stranieri, negli ultimi cinque anni, solo grazie al 5 per mille – ha sottolineato il Direttore Scientifico dell’Istituto, Paolo Comoglio – sono stati investiti quasi 28 milioni di euro in 16 programmi di ricerca fondamentale . L’Istituto di Candiolo, creato per lavorare all’interfaccia tra la Biologia Molecolare e la Medicina, è approdato al letto del malato con una serie di significative scoperte ed ha contribuito ad elaborare una nuova concezione del cancro come malattia genetica, che si instaura a seguito di mutazioni del Dna che intervengono nel corso della vita adulta”.

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Blogger: Fabio Mina

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