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La linea rossa indica il livello di come dovrebbe essere il livello dell'acqua
La linea rossa indica il livello di come dovrebbe essere il livello dell'acqua

CANDIA CANAVESE. Il Lago di Candia diminuisce, è allarme siccità

Allarme siccità al lago di Candia, che conta una superficie di un chilometro e mezzo. Il livello dell’acqua è più basso di 40 centimetri rispetto alla media annuale. Se invece si rapporta il dato al periodo invernale, il livello scende addirittura di 60 centimetri. Colpa, ovviamente, delle condizioni metereologiche. La denuncia arriva direttamente da Mario Mottino, ex presidente dell’Ente Parco, dimessosi nel luglio 2015, ma tuttora membro all’interno del consiglio direttivo dell’associazione Vivere i Parchi. Oggi la gestione del Lago è direttamente in mano alla Città Metropolitana di Torino. “Se non dovesse piovere nelle prossime settimane il problema potrebbe davvero sfociare in un’emergenza – lo afferma Mario Mottino -. La siccità in un lago poco profondo come quello di Candia comporta sicuramente problemi legati alla sopravvivenza della fauna e della flora. Per esempio, in primavera i pesci arrivano a riva per depositare le uova vicino ai canneti. Se ci fosse troppa poca acqua, correrebbero il rischio di morire”. “Mi rendo anche conto che questo sia un anno anomalo – prosegue Mottino -. Colpa di un’estate caldissima e poco piovosa, ma soprattutto delle precipitazioni che non si sono verificate in autunno e in inverno. Ma la colpa è anche di una gestione non proprio all’altezza. Ora l’amministrazione è tutta in mano alla Città Metropolitana. A mio avviso bisognerebbe che si ritornasse ad una gestione più locale del lago. Nel senso che fino a quando era in piedi la convenzione con l’Ente Parco, a questi problemi forse si sarebbe potuto porre rimedio. E mi permetto di poter rivolgere alcuni consigli utili. Il primo: intorno alla superficie del Lago sono state costruite un paio di paratie e che vengono aperte nel mese di agosto in maniera da far defluire l’acqua nella palude e nella Dora Baltea. Se, magari, si fosse evitato di aprirle proprio perché la siccità si avvertiva già in estate forse, oggi, non saremmo qui a lanciare il grido di allarme. Il secondo accorgimento che la Città Metropolitana avrebbe potuto prendere è quello di far confluire le acque del Canale di Caluso, corso d’acqua utilizzato per bagnare i campi e che scorre sulla collina qui a fianco nel territorio di Barengo frazione di Mazzè”.

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Blogger: Andrea Bucci

Andrea Bucci
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