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CANAVESE. Assegnate le Dirigenze vacanti degli Istituti Scolastici, tutti i nomi

Assegnate le Dirigenze presso le scuole del Canavese. Quella che è emerge è una situazione molto caotica. Alla Presidenza degli Istituti si associano infatti Reggenze altrove, con uan costante di doppi ruolo.

Succede così che Marzia Niccoli sarà Dirigente titolare della scuola media di Caluso e Reggente dell’Istituto Comprensivo di Pavone; Valeria Miotti titolare della Direzione Didattica di Caluso e Reggente dell’Istituto Comprensivo di Forno; Daniele Vallino titolare del Liceo Martinetti di Caludo e Reggente del XV Aprile di Cuorgnè; Alessandra Bongianino titolare dell’Itis Olivetti Ivrea e Reggente dell’Istituto Comprensivo di Settimo Vittone; Eufrosina Viano titolare dell’Istituto Comprensivo di Verolengo e Reggente del III Circolo Didattico di Chivasso; Chiara Profumo titolare dell’Istituto Comprensivo di Brusasco e Reggente della media Cosola di Chivasso; Maria Teresa Icardi titolare dell’Istituto Comprensivo di Favra e Reggente della scuola media di Cuorgnè; infine Roberta Subrizi dirigente dell’Istituto Comprensivo di Vistrorio.

Il quadro è piuttosto problematico, in quanto i Dirigenti dovranno stare appresso, nei casi più eclatanti, addirittura a più di venti plessi scolastici, spesso in località anche distanti tra loro. Difficoltà che saranno in parte alleviate, in alcuni casi, dalla presenza di Vicepresidi distaccati dall’insegnamento, in parte o in toto, un aiuto per riuscire a gestire meglio le incombenze.

Non è tanto un problema di tagli. E’ ovvio che con il sistema delle reggenze si risparmia.

Rispetto agli ultimi anni la situazione è peggiorata, per diversi motivi. Intanto perchè, realizzando il cosiddetto “ridimensionamento”, le scuole sono diventate più grandi. Ma anche per la difficoltà ad accedere ai concorsi pubblici, altamente seletivi. Basta pensare che in Piemonte non sono passati sufficienti candidati da coprire i 150 posti da dirigente disponibili. Paradosso che accomuna anche la Lombardia, il Veneto ed un po’ l’Emilia Romagna, mentre le altre Regioni grossomodo se la cavano.

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