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Cambursano, Castello e Bugnano ai tempi dell'Idv

Cambursano al posto di Castello?

Finalmente uno che dice pane al pane e vino al vino. Uno che non ha intenzione di fare finta di niente. Uno che non le manda a dire ma le dice in faccia e pure chiaramente. Uno che non si gira dall’altra parte. Uno che per il bene dei suoi concittadini ha sempre dimostrato (si fa per dire) di non essere attaccato alla seggiola sua e a quella degli altri. Incredibile ma vero, stiamo parlando di Renato Cambursano, il principe del “Boschetto”, come lo chiamavano tanti anni fa. Ex senatore. Ex onorevole. Ex sindaco di questa città. Non si può certo dire che non abbia il naso (“Ce l’ho doppio”) per capire se un’amministrazione va come dovrebbe andare. E la risposta è chiara come la luce del sole. Certo che no! Checchè ne dica il principale inquilino di Palazzo Santa Chiara, il dottore legalmente compatibile Libero Ciuffreda, da qualunque parte la si giri o si decida di andare è lo stesso e identico ritornello. Non c’è un cane che si ricordi il nome di un assessore, significativo che non stan muovendo la penna dalla scrivania e se vogliamo che non lasceranno traccia del loro passaggio. Tutti, a Chivasso, si lamentano delle cose che ci sarebbero da fare e non si fanno. Basterebbe farsi un giro sotto i portici, al mercato, in qualche bar o partecipare ai ritrovi delle associazioni per farsene un’idea. “Ciuffreda ci ha strafracassato i marroni con le sue prediche domenicali…” di qua. “L’assessore Castello non capisce una sega…” di là. E saranno anche giudizi soggettivi quelli di chi salva con lucidità strategica un vicesindaco che è della sua stessa corrente politica (sia Cambursano sia Corcione, si presentano come Renziani della prima ora), però a ben vedere non si distanziano un granchè dagli umori di una comunità che vorrebbe poter vedere e parlare con sindaco e assessori a tutte le ore del giorno e non su appuntamento, passando dal segretario del segretario e da un gabinetto all’altro. O, per assurdo (perchè si tratta di un’assurdità) facendo anticamera e nei corridoi, neanche si trattasse di parlare con il presidente della Repubblica. Altro che salvare Corcione e Claudia Buo, che avendocela messa lui, evidentemente un po’, il “Cambursa” ci avrà anche creduto. Ci sarebbe da mandarli a casa tutti. Ecco qual è la verità. Poi al netto di una esplosione della maggioranza non controllata, o di un “tutti a casa” che si sa che cosa si perde e non si sa che cosa può arrivare, meglio sarebbe cominciare dalle pulizie autunnali. Ecco, se è vero (come si dice proprio tra le file del centrosinistra) che il più incapace a sostenere il ruolo sarebbe proprio l’assessore ai lavori pubblici Castello, si potrebbe cominciare proprio da lui. Alla fine della fiera (e la fiera è veramente finita) quanto ci vuole. Per giustificare l’operazione e salvargli la faccia basterebbe dire ai quattro venti, che “torna a casa” perchè il suo partito, l’Idv, non c’è più in consiglio e morta lì. Certo lui potrebbe inventarsene una come Bertoldo per resistere, magari sostenendo, anche a voce alta, di aver presentato domanda per iscriversi al Pd. A quel punto “cavolacci suoi”. Che si dica la verità. “Senti Castello, aria, camminare, non è cosa per te… Non ci piaci. Pussa via bertuccia”. Si sfogherà un po’ facendo decine di telefonate da 50 minuti l’una per rivendicare l’universo mondo ma prima o poi se ne farà una ragione…. Sì! Ci vuole proprio questo. Un cambio di guardia per dare una scossa. Un urlo. Qualcuno che abbia dell’esperienza e del tempo da perdere. Insomma, uno come Cambursano al posto di Castello. E sia. Ci crediamo anche noi.

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