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CALUSO. Tragedia di Arè: una targa per non scordare

Ad una anno di distanza dalla tragedia ferroviaria del 23 maggio, giovedì mattina, davanti al piazzale della stazione ferroviaria di Caluso, i pensionati di Ferrovieri del Genio di Chivasso hanno organizzato in ricordo del macchinista del convoglio “10027” deragliato partito da Torino Porta Nuova e diretto ad Ivrea, Roberto Madau, di Ivrea, morto a 61 anni perchè in seguito all’impatto venne sbalzato fuori dalla motrice. Nell’incidente ferroviario perse la vita anche Stefan Aurelian, 64 anni, un uomo della scorta tecnica e rimasero feriti altri 23 passeggeri. “Vi ringrazio per quel che avete fatto per Robi”. A parlare, con un velo di commozione, è stata Maria Antonietta Madau, la sorella di Roberto Madau. La cerimonia ha visto la celebrazione della Messa officiata da don Loris Cena e, a seguire, la sorella e la sindaca Maria Rosa Cena hanno scoperto la targa in ricordo del macchinista posta su un cippo nel piazzale interno la stazione ferroviaria, proprio sotto a quella che ricordava la precedente tragedia ferroviaria, avvenuta poco distante da qui il 10 giugno 1992.

Giovedì mattina alla cerimonia era presente anche Morena Gauna, 35 anni, di Montanaro, la capotreno che era sul convoglio: “La notte non riesco più a prendere sonno. Ho gli incubi”. Non appena chiude gli occhi, il film della sua vita si riavvolge alle 23,30 del 23 maggio di un anno fa quando al passaggio a livello di frazione Arè, il treno deragliò dopo aver centrato un Tir fermo sui binari.

Morena Gauna rimase per oltre due ore con il bacino schiacciato, intrappolata nel primo vagone che si era accartocciato nel deragliamento. “Ho un deficit al nervo femorale e non riesco a fare alcuni movimenti con la gamba destra. Il recupero è lento. La mie giornate trascorrono tra ginnastica, nuoto e l’angoscia di non riuscire più a salire a bordo di un treno. Probabilmente non ci salirò mai più” prosegue nel racconto.Al fianco di Morena c’è il marito Oscar Notte, macchinista. Anche lui, da quella notte non ha mai più condotto un treno e si è fatto trasferire in ufficio, in stazione a Chivasso: “Mia moglie non vuole più vivere con l’ansia. Da quella sera di un anno fa, per noi è cambiato tutto”.La cerimonia di giovedì mattina ha visto la partecipazione di molti ex colleghi del macchinista Roberto Madau ricordato con parole commoventi pronunciate da Fabio Ceccato, presidente dell’associazione nazionale Ferrovieri del Genio: “Roberto era un amico oltre che un collega apprezzato”. Alla funzione religiosa officiata dal parroco di Caluso don Loris Cena hanno preso parte anche i sindaci di Mazzè e Chivasso oltre ai volontari e forze dell’ordine che quella sera e nei giorni successivi al disastro prestarono i soccorsi.

Le indagini

Intanto prosegue l’inchiesta della procura e il sostituto procuratore Daniele Iavarone ha affidato all’ingegner Bergantin una consulenza per la ricostruzione dell’incidente. Sono indagati per omicidio colposo e disastro ferroviario colposo sei persone: l’autista lituano del Tir che fece deragliare il convoglio, il legale rappresentante della società di trasporti lituana, il procuratore speciale in Italia di quella società e tre uomini della scorta tecnica.

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Blogger: Andrea Bucci

Andrea Bucci
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