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CALUSO. Giaccone: “Le critiche al bilancio comunale? Non erano fini a se stesse…”

Ci sono state un po’ di polemiche, nei giorni scorsi, riguardo gli investimenti decisi dall’amministrazione per la riqualificazione di Caluso…
Abbiamo affrontato la tematica in Consiglio comunale. In quell’occasione ho avuto modo di dire che il piano triennale presentato dalla maggioranza è un po’ povero di visione, ma non era una polemica fine a sé stessa. Piuttosto, cercavo di sottolineare la necessità di non limitarsi a una programmazione di interventi focalizzata quasi esclusivamente sull’ordinario e sulla manutenzione, bensì di concentrarsi anche sullo sviluppo economico, inteso come il cercare il più possibile di attirare attenzione su Caluso, così da creare lavoro.
C’è una “ricetta”, in questo senso?
Tenuto conto che un’amministrazione di un Comune come il nostro non può intervenire in situazioni che competono a livelli superiori, si possono comunque prendere delle iniziative per chi investe a Caluso o chi vorrà farlo. Non abbiamo visto nulla in bilancio in merito a politiche di incentivazione fiscale per le aziende, che noi riteniamo importanti.
Nel dettaglio, quali sono le sue idee di rilancio?
Uno dei punti che ci sta molto a cuore è la riqualificazione dell’area ex Bull, affinché vi torni lavoro. Da una parte, bisognerebbe consentire l’insediamento, all’interno dello stabilimento, di attività produttive, artigianali e imprenditoriali; d’altra parte, bisognerebbe attivarsi con la Regione e il Politecnico affinché vi si possano realizzare incubatori di start up tecnologiche, per favorire sia lo sviluppo economico sia per attrarre professionisti.
Altro punto importante è quello riguardante il turismo. Penso che Caluso abbia una posizione vantaggiosa: è la porta d’ingresso della Val d’Aosta, del Canavese, e si trova tra Torino e Milano.
Noi non possiamo attirare turisti come farebbe la montagna o il capoluogo, però possiamo intercettare flussi di visitatori e offrirci loro come “giardino fuori porta” della città, facendoci forti anche dei prodotti agroalimentari: non dimentichiamo di avere, proprio a Caluso, l’Enoteca Regionale, che rappresenta un importante nucleo attrattivo.
Per quanto riguarda le opere pubbliche, le idee che sono state presentate in Consiglio sono positive. Se non altro perché per alcune idee -come il percorso di recupero del centro storico- combattemmo nelle scorse legislazioni e sono contento che il sindaco voglia portarle avanti. Bisogna però avere la forza per concretizzarli, questi progetti: trovare partnership, investire direttamente, renderli reali. Inoltre, riguardo le opere pubbliche, ricordo che alla scuola media manca ancora la palestra. 
Concorda con il sindaco Cena, secondo cui l’impianto fotovoltaico rappresenta una priorità per la città?
No, e non perché l’impianto è stato portato avanti dall’amministrazione della quale feci parte – anche se, quando venne dato il via ai lavori, io ero già fuori-, quanto perché vanno valutati, oltre i contro, anche i pro. Potevano esser fatte delle scelte diverse: per esempio, si poteva scegliere di gestire soltanto l’area dell’impianto, senza farsi carico della proprietà. Questo avrebbe comportato meno costi, ma anche meno entrate. Bisognerebbe valutare se le entrate sono maggiori o minori delle uscite, e prender decisioni, anche coraggiose, alla luce di questo.
Capisco anche la necessità di presentare cifre in negativo per giustificare un bilancio abbastanza povero di innovazione, ma è troppo semplicistico imputare tutta la colpa all’impianto fotovoltaico. Per esempio, in Consiglio si è citato il furto di rame avvenuto qualche mese fa, che ha comportato un danno di circa 50mila euro, i quali son stati pagati subito. Però son soldi che rientreranno, grazie all’assicurazione. 
Quindi qual è la problematica più grave?
E’ quella che contraddistingue un po’ tutte le amministrazioni comunali: i vincoli del patto di stabilità. Però bisogna ricordare che gli ultimi due anni hanno visto uno sblocco della situazione, in positivo. Le amministrazioni hanno ora più margine d’azione per investire. Non si può continuare a trincerarsi dietro questo.
Vi sono interventi importanti da compiere: il rifacimento del tetto dell’asilo nido, per esempio, che è pieno di amianto. Vi era anche un progetto, in merito, ma è rimasto nel cassetto. 
Soffriamo poi di una carenza infrastrutturale. La nostra viabilità locale va rivista, soprattutto in termini di accessi, anche se so che su questo il sindaco Cena si è attivata, soprattutto per la statale 26. D’altronde, far girare meglio le persone all’interno della cittadina significa aiutare lo sviluppo economico e dare una chance in più al commercio. 
Sarebbe necessario intervenire sulla linea ferroviaria. Si parlava di installare una metropolitana leggera, ma poi non si è fatto nulla. In questo senso, i sindaci dei paesi più importanti collegati alla linea -Chivasso, Caluso, Strambino e Ivrea- dovrebbero farsi promotori con gli enti competenti affinché la linea venga rimodernata e presa davvero in considerazione. 
Aspettative per il futuro di Caluso?
Sono legate allo sviluppo: a me piacerebbe che in futuro i ragazzi di Caluso non si trovino costretti ad andar via per obbligo, per assenza di opportunità, ma, se vogliono farlo, solo per scelta. Per rendere ciò possibile servirebbe un rilancio che coinvolga però il territorio e non soltanto il singolo paese. Non si risolvono i problemi da soli. E’ sempre stata una cosa che ha contraddistinto un po’ i nostri comuni, ma con una politica individualistica di questo tipo non si va da nessuna parte. Bisogna insistere sulla necessità di lavorare assieme. 

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Blogger: Gea Ceccarelli

Gea Ceccarelli
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