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lo studio UTC Boaglio di Caluso

CALUSO. I Boaglio non han più un soldo

E’ quasi pronto il “Boaglio bis”. Un secondo fascicolo d’inchiesta sta per approdare sulla scrivania del procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando. Sono decine le denunce che continuano ad arrivare alla Procura eporediese nei confronti dei responsabili dello studio Utc Boaglio di Caluso. Artigiani, commercianti, liberi professionisti che in dieci anni si sono affidati allo studio per la gestione delle pratiche fiscali e che, dall’oggi al domani, si sono trovati raggirati per decine di migliaia di euro, ciascuno.

La consulenza che la Procura di Ivrea ha affidato al commercialista Alberto Miglia ha portato alla luce un giro d’affari di circa cinque milioni di euro, anche se il flusso tracciabile – molti versamenti allo studio sono stati fatti a mano o in nero – è di neanche un milione di euro.

Siamo alle battute conclusive dell’indagine”, spiega, senza sbottonarsi, il procuratore Giuseppe Ferrando.

La conclusione dell’inchiesta, che presumibilmente avrà un appendice con il Boaglio-bis, è prevista per il prossimo autunno. Nel registro degli indagati figurano i responsabili dello studio: Renato Boaglio, 84, già consulente del Tribunale di Ivrea, i figli Massimiliano e Giuliana, di 37 e 50 anni, i collaboratori Sergio Perrero, 45 anni, di Castellamonte, Maria Antonietta Colombo, 48 anni, di Montanaro, e Simona Ventre, 31 anni, di Caluso.

Le accuse sono di appropriazione indebita, falso ed esercizio abusivo della professione. Ma… Ma ci sono almeno due “eccezioni”, grandi come una casa, che addensano nubi scure sulla speranza dei calusiesi raggirati di poter rientrare dei soldi affidati ai tributaristi da versare al fisco per conto loro.

La prima. La Guardia di Finanza s’è messa sulle tracce del patrimonio mobiliare e immobiliare degli indagati, senza riuscire a ricavare un ragno dal buco. Le Fiamme Gialle hanno infatti scoperto che tutte e sei le persone indagate hanno svuotato i conti correnti e risultano “nullatenenti”: persino le automobili che stanno utilizzando sarebbero in leasing.

La seconda. Molti dei fatti contestati risalgono al periodo tra il 2007 ed il 2011 e, quindi, sono già caduti in prescrizione…

Oltre al danno, la beffa.

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