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DAMIANO TOMMASI PRESIDENTE AIC

CALCIO. Ultrà Juve, Tommasi: “Smascherato il traditore, forse segnerà una svolta”

La giornata di ieri con gli arresti di 12 ultrà nell’ambito dell’inchiesta ‘Last banner’, che ha coinvolto la tifoseria organizzata della Juventus, “forse segnerà una svolta. Si è smascherato il traditore!”. È il messaggio del presidente dell’Associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, nella sua consueta rubrica ‘Parola al Presidente’ dal titolo ’12esimo uomo’. “Il 12 da sempre rappresenta la completezza, l’idea di “chiusura del cerchio”. I 12 mesi, le 12 tribù di Israele, i 12 apostoli”, specifica Tommasi nel suo messaggio, specificando che “le zone franche degli stadi si combattono in tanti modi. Che i 12 arresti di Torino non siano davvero l’inizio di un percorso capace di liberare gli stadi e i suoi veri tifosi dalle frange violente e delinquenti?”. L’auspicio è quello di abbattere una consuetudine finora imperante: “Il mondo ultras è spesso esaltato per il senso di appartenenza, la forte coesione e il coinvolgimento. Temo che troppo spesso e in troppe città ci siano, però, gruppi più o meno numerosi che tradiscono questa passione per un tornaconto personale e spesso pericoloso”, prosegue il numero uno dell’Assocalciatori, da sempre in prima linea nell’evidenziare e denunciare gli atti di violenza negli stadi e nei confronti degli stessi giocatori. “La denuncia del club (bianconero, ndr) – rileva Tommasi – ha permesso di lavorare più di un anno in un ambito da sempre considerato tabù. Il tifo organizzato sembrerebbe, dai primi arresti, organizzato per delinquere più che per tifare. Bagarinaggio, estorsione, minacce. Controllo del territorio e spina nel fianco del Club “costretto” ai compromessi per il quieto vivere. Verrebbe da dire finalmente!”. Quindi Tommasi sottolinea che “l’aria che tira negli stadi, e non solo, negli ultimi tempi non è certamente entusiasmante. Odio, violenza, prepotenza e ‘il calcio vero siamo noi’. Mi è sempre balzato agli occhi questo paradosso evidente di chi si professa ‘puro’ e ‘anti calcio-business’, di chi odia le Pay tv e detiene i crismi della vera fede, di chi si può permettere di urlare mercenari indegni o addirittura salutare con i fischi uno come Paolo Maldini, e poi reagisce violentemente se gli toccano il giocattolino”. “Ora tutti insieme e con coraggio – conclude il messaggio il consigliere federale Aic – dobbiamo continuare e ricostruire ripartendo da quell’ultimo striscione comparso ieri a Torino. ‘La curva Sud è morta’”.

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